Esclusa ipotesi missile

Un drone (che avrebbe perso quota) contro la base militare italiana nel Kurdistan iracheno

Nessuna vittima, conferma Crosetto. I nostri soldati occupano il compound a Erbil per addestrare le milizie peshmerga

Un drone (che avrebbe perso quota) contro la base militare italiana nel Kurdistan iracheno

Le tensioni nel Medio Oriente raggiungono nuovi livelli e stavolta nel mirino ci sarebbero le truppe nostrane: nelle scorse ore, una minaccia aerea ha colpito la base militare italiana di Erbil, in Iraq. A confermare l’accaduto è stato il ministro della Difesa, Guido Crosetto:

“Un missile ha colpito la nostra base di Erbil. Non ci sono vittime, nè feriti tra il personale italiano. Stanno tutti bene. Sono costantemente aggiornato dal capo di Stato maggiore della Difesa e dal comandante del Covi”.

A stretto giro la rettifica: è stato un drone, e non è da escludere che si sia trattato di un incidente.

Un drone al posto del missile

Fonti informate hanno poi chiarito che non si trattava di un missile, ma di un drone. Si tratterebbe di uno shahed, che forse non aveva come obiettivo la base italiana, ma avrebbe perso quota impattando contro un mezzo militare. Il contingente italiano è rimasto illeso e attualmente si trova ancora nei bunker.

L’allarme è scattato intorno alle 20:30 locali, attivando immediatamente le procedure di sicurezza della coalizione. Poco prima dell’una di notte, un ordigno – ancora in fase di analisi – ha colpito le strutture italiane, causando danni materiali ma nessuna vittima.

Camp Singara: una base strategica

Camp Singara, la base di Erbil, si trova al confine tra Siria, Turchia e Iran. Nata nell’ambito dell’operazione internazionale contro l’Isis, la base ha addestrato migliaia di militari curdi negli anni, su richiesta del governo della regione autonoma del Kurdistan iracheno.

Guerra in Iran: colpita con un missile base militare italiana nel Kurdistan iracheno
La base di Erbil

Il comandante della base, colonnello Stefano Pizzotti, ha confermato l’accaduto in un’intervista a Sky TG24:

“Eravamo già in condizione di preallarme, verso le 20.30 ore locali è scattato un allarme di minaccia aerea. Ci siamo recati in sicurezza presso i bunker già assegnati, poco prima dell’1 poi c’è stata una minaccia aerea, ancora da accertare, che ha colpito la base italiana, causando danni materiali alle infrastrutture. Il personale sta bene, stanno tutti quanti bene. Ancora non è certa la provenienza della minaccia. Attualmente sul posto ci sono gli artificieri che stanno mettendo in sicurezza l’area, ma l’allarme è cessato”.

Pizzotti ha aggiunto che il personale italiano si occupa dell’addestramento delle truppe curde, e che recentemente era stato effettuato un alleggerimento del contingente. Ha concluso rassicurando le famiglie:

“Il morale del personale è comunque alto, volevamo rassicurare le famiglie. Siamo preparati ed addestrati per queste situazioni”.

Reazioni del governo italiano

Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha condannato l’attacco su X:

“Ferma condanna per l’attacco che ha subito la base italiana di Erbil. Ho parlato con l’Ambasciatore d’Italia in Iraq. Per fortuna i nostri militari stanno tutti bene e sono al sicuro nel bunker. A loro esprimo solidarietà e gratitudine per il quotidiano servizio alla Patria”.

Tajani ha inoltre precisato la necessità di accertamenti prima di attribuire responsabilità, come infatti sta emergendo, potrebbe essere stato un semplice incidente:

“Dobbiamo valutare bene quello che è accaduto, successivamente decideremo i passi da compiere. Certamente è un attacco inaccettabile, però prima di dire chi è il responsabile dobbiamo fare un accertamento molto chiaro”.

Ha infine confermato che la presidente Meloni è stata subito informata e che si attendono sviluppi sulla situazione.

Sicurezza del contingente italiano

L’episodio mette in evidenza la fragilità della sicurezza nella regione, ma allo stesso tempo sottolinea la preparazione e la resilienza dei militari italiani all’estero. Nonostante i danni materiali, la pronta risposta e le procedure di sicurezza hanno garantito l’incolumità del personale.