La Commissione europea ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia e altri 18 Paesi dell’Unione europea, tra cui Francia e Germania, per non aver presentato entro la scadenza del 31 dicembre 2025 il piano nazionale di ristrutturazione degli edifici previsto dalla direttiva sulle cosiddette “Case Green”.
La decisione è stata annunciata dall’esecutivo europeo con una nota ufficiale. Le capitali coinvolte hanno ora due mesi di tempo per rispondere alla lettera di costituzione in mora. Se le spiegazioni non saranno considerate soddisfacenti, Bruxelles potrà proseguire l’iter inviando un parere motivato, passo successivo della procedura di infrazione.
Cos’è la direttiva europea sulle Case Green
La direttiva europea sull’efficienza energetica degli edifici (Epbd – Energy Performance of Buildings Directive), approvata definitivamente nel 2024, è uno dei pilastri del Green Deal europeo.
L’obiettivo è decarbonizzare il patrimonio edilizio europeo entro il 2050, riducendo drasticamente le emissioni e i consumi energetici delle abitazioni.
Per raggiungere questo traguardo sono previsti diversi obiettivi intermedi:
- riduzione del consumo energetico degli edifici residenziali del 16% entro il 2030
- riduzione tra il 20% e il 22% entro il 2035
- edifici di nuova costruzione a zero emissioni dal 2030
- edifici pubblici a zero emissioni già dal 2028.
La normativa stabilisce inoltre che almeno il 55% del risparmio energetico complessivo dovrà derivare dalla riqualificazione degli edifici con le peggiori prestazioni energetiche.
Cos’è il Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici
Entro la fine del 2025, tutti i Paesi dell’Unione europea avrebbero dovuto presentare a Bruxelles una prima bozza del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici.
Questo documento deve includere:
- una mappatura del patrimonio edilizio nazionale
- una tabella di marcia con obiettivi per il 2030, 2040 e 2050
- le politiche e le misure previste per migliorare l’efficienza energetica
- le necessità di investimento e le fonti di finanziamento.
La versione definitiva del piano dovrà essere consegnata alla Commissione europea entro dicembre 2026.
Tuttavia, solo nove Paesi membri hanno rispettato la scadenza, mentre altri diciannove, tra cui l’Italia, hanno ricevuto la lettera di messa in mora.
Perché l’Italia è in ritardo
L’Italia parte da una situazione particolarmente complessa. Il Paese possiede infatti uno dei parchi immobiliari più vecchi d’Europa, con molti edifici costruiti prima delle moderne norme sull’efficienza energetica.
Secondo una stima del Politecnico di Milano, per rispettare gli obiettivi della direttiva sulle Case Green l’Italia dovrebbe investire circa 180 miliardi di euro nei prossimi anni.
Un altro elemento che ha rallentato il processo è stato il contesto politico: quando la direttiva è stata approvata nel maggio 2024, l’Italia è stata uno dei soli due Paesi a votare contro, insieme all’Ungheria.
Solo nel febbraio 2026 è iniziato il processo di recepimento della normativa europea nell’ordinamento nazionale.
Cosa dovrà fare ora il Governo
Il Governo italiano dovrà ora:
- rispondere alla Commissione europea entro due mesi alla lettera di costituzione in mora
- completare il recepimento della direttiva Case Green nella legislazione nazionale
- presentare il piano nazionale di ristrutturazione degli edifici
La sfida principale riguarda soprattutto gli strumenti economici per finanziare la riqualificazione energetica, evitando però le distorsioni che hanno caratterizzato misure come il Superbonus.
Quali lavori potrebbero essere richiesti alle abitazioni
Per gli edifici già esistenti la direttiva prevede un percorso graduale di riqualificazione energetica.
Gli interventi dovranno concentrarsi in particolare sugli immobili con le classi energetiche più basse, con l’obiettivo di:
- riqualificare almeno il 16% degli edifici meno efficienti entro il 2030
- arrivare a una quota tra il 20% e il 22% entro il 2035.
Tra i lavori più comuni potrebbero rientrare:
- isolamento termico e cappotti
- sostituzione degli infissi
- installazione di pompe di calore
- impianti fotovoltaici
- sistemi di riscaldamento più efficienti.
Una sfida centrale per la transizione energetica
Il settore edilizio rappresenta circa il 40% dei consumi energetici in Europa. Per questo motivo la direttiva sulle Case Green è considerata uno degli strumenti chiave per raggiungere gli obiettivi climatici dell’Unione europea.
Per l’Italia la sfida sarà particolarmente delicata: riqualificare milioni di edifici, sostenere i costi degli interventi e trovare nuovi incentivi senza replicare i problemi emersi con i bonus edilizi degli ultimi anni.
Nei prossimi mesi si capirà se il Governo riuscirà a recuperare il ritardo e a evitare che la procedura di infrazione europea prosegua verso fasi più avanzate.