Le piazze italiane e le istituzioni europee diventano terreno di sfida in vista della consultazione referendaria. Negli ultimi giorni, i sostenitori del “No” e i promotori del “Sì” hanno messo in campo una serie di flash mob per sensibilizzare l’elettorato sulla riforma della giustizia e sulla separazione delle carriere.
La mobilitazione del No dal Sud al Nord
Il fronte contrario alla riforma ha intensificato le attività di comunicazione attraverso eventi simbolici. Nella mattinata di oggi, mercoledì 11 marzo 2026, davanti al Tribunale di Palermo è andata in scena l’ultima protesta in concomitanza con l’inaugurazione dell’anno giudiziario. “La separazione delle carriere è un falso problema in quanto c’è già“, dichiara Claudio Riolo, presidente del Comitato Società civile per il no. Secondo il rappresentante del comitato, l’iniziativa legislativa rappresenterebbe “un pericolo per la democrazia” e un tentativo di subordinare il potere giudiziario a quello esecutivo.
Sabato 07 marzo 2026, la mobilitazione ha toccato anche la Toscana e la Lombardia. A Firenze, in Piazza Annigoni, i componenti del comitato locale hanno organizzato un volantinaggio per ribadire che “la giustizia non è un gioco d’azzardo”. Parallelamente, a Brescia, una manifestazione ha occupato la scalinata di Piazza della Vittoria. All’evento bresciano hanno partecipato figure professionali del settore, tra cui il legale Manlio Vicini e l’ex dirigente della Procura Giuseppe Giuffrida. Questi appuntamenti rappresentano solo tre dei numerosi presidi che hanno interessato molti comuni italiani, promossi da gruppi senza affiliazioni partitiche per informare i residenti sui rischi percepiti della “Riforma Nordio”.
Il Sì umano degli eurodeputati a Strasburgo
Di segno opposto la manifestazione svoltasi sempre questa mattina, mercoledì 11 marzo 2026 a Strasburgo, dove i rappresentanti di Fratelli d’Italia-Ecr hanno scelto la sede del Parlamento Europeo per esprimere il proprio favore al quesito referendario. All’interno del cortile ovale dell’edificio Louise Weiss, i partecipanti hanno formato un grande “Sì” umano, esponendo cartelli a sostegno della riforma.

Il capodelegazione Carlo Fidanza ha sottolineato come il voto favorevole permetterebbe di allineare l’Italia alla maggioranza degli Stati membri dell’Unione Europea:
“Sono ben 25 su 27 i Paesi Ue in cui vige la separazione delle carriere”.
Sulla stessa linea il copresidente del gruppo Ecr, Nicola Procaccini, il quale definisce il referendum del 22 e 23 marzo 2026 come un’occasione generazionale per liberare la magistratura dalle correnti politiche e garantire la terzietà del giudice. Per i sostenitori della riforma, il passaggio referendario è lo strumento necessario per stabilire una netta distinzione tra chi accusa e chi giudica, seguendo gli standard delle democrazie occidentali.