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Guerra: Meloni in Senato condanna strage bambine Iran, per Von der Leyen a Strasburgo nodo energia

L'intervento della premier dopo 12 giorni dallo scoppio del conflitto in Iran: "Crisi estremamente complessa"

Guerra: Meloni in Senato condanna strage bambine Iran, per Von der Leyen a Strasburgo nodo energia

Oggi, 11 marzo 2026, il Parlamento Europeo a Strasburgo per una plenaria dedicata alla crisi in Medio Oriente, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, ha guidato la discussione sulle conseguenze geopolitiche, economiche e umanitarie del conflitto. La sessione è servita anche a preparare il prossimo Consiglio Europeo del 19–20 marzo, in cui i leader dell’UE dovranno prendere decisioni coordinate sui dossier di politica estera, sicurezza e stabilità regionale.

Plenaria sulla Guerra in Iran oggi a Strasburgo, Meloni attesa a riferire in Parlamento

Parallelamente, sempre stamane, si sono svolte le comunicazioni di Giorgia Meloni, nell’aula del Senato, per una durata di circa 45 minuti.

Meloni attesa a riferire in Parlamento

Dopo giorni di pressioni da parte delle opposizioni, la presidente del Consiglio ha parlato al Senato alle 9.30 (replica questo pomeriggio alla Camera alle 15).

L’intervento della premier arriva a 12 giorni dall’inizio delle operazioni militari, e le opposizioni hanno denunciato un ritardo che giudicano preoccupante. Pd, M5S e Avs hanno accusato Meloni di “scappare” dal Parlamento, affidando le proprie dichiarazioni a interviste o post sui social, senza indicare chiaramente la linea del governo.

Le parole di Meloni al Senato

Giorgia Meloni ha aperto il suo intervento al Senato sottolineando che la crisi in Medio Oriente è tra le più complesse degli ultimi decenni, con ripercussioni sulla sicurezza, sui prezzi dell’energia e sull’economia globale. Ha ribadito con forza che l’Italia non è in guerra e non intende entrarci, pur condannando l’intervento militare di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, definito fuori dal perimetro del diritto internazionale.

L’Italia non vi prende parte ma mantiene un coordinamento con i partner europei per garantire stabilità, sicurezza dei cittadini e dei militari italiani, e risposta alle conseguenze economiche. L’unico applauso bipartisan in aula è arrivato nel momento in cui la premier ha ricordato la strage della scuola femminile di Minab, in Iran, dove oltre cento bambine hanno perso la vita.

Difesa e supporto ai partner

In quest’ottica, il governo italiano ha predisposto la fornitura di assetti di difesa aerea ai Paesi del Golfo e ha inviato unità navali a Cipro, mentre oltre 2.000 soldati italiani sono presenti nella regione. Meloni ha inoltre ribadito il sostegno a Kiev, considerato un dovere morale e una necessità strategica, sottolineando che la resistenza ucraina ha impedito la conquista totale del paese da parte della Russia.

Energia e interventi economici

Sul fronte interno, la premier ha annunciato misure per contrastare l’aumento dei prezzi dei carburanti, tra cui la possibile attivazione delle accise mobili e una tassazione più severa contro la speculazione. A livello europeo, ha chiesto la sospensione urgente dell’ETS sul termoelettrico fino al ritorno della stabilità dei prezzi globali del gas e ha proposto interventi sui costi infrastrutturali e regolatori, incluso un possibile servizio di liquidità nazionale per garantire l’approvvigionamento.

Politica europea e competitività

Meloni ha sottolineato l’importanza di rafforzare la difesa europea a 360 gradi, proteggendo sia il fianco est sia quello meridionale, e ha richiamato alla coesione politica nella Ue. Ha insistito sulla necessità di consolidare gli accordi commerciali esistenti, svilupparne di nuovi, e rafforzare il principio di reciprocità, proteggendo i produttori europei.

L’allargamento dell’Unione, secondo la premier, deve coinvolgere tutti i candidati, in particolare i Balcani Occidentali e l’Ucraina, preservando equilibrio istituzionale e integrità del mercato interno.

La premier ha chiuso il suo intervento ribadendo che l’Italia opera con prudenza e responsabilità, evitando facili slogan e scelte populiste, e ha sottolineato il ruolo centrale del governo nel garantire sicurezza, stabilità e tutela dei cittadini in un contesto internazionale sempre più instabile.

L’agenda europea e il ruolo dell’UE

Contemporaneamente la plenaria europea, in scena stamane a Strasburgo, non si è limitata alla crisi iraniana: il Parlamento ha discusso infatti le implicazioni più ampie per l’Unione. I deputati sono stati chiamati a valutare le possibili strategie comuni per sostenere la popolazione iraniana, garantire la sicurezza delle rotte commerciali e coordinare le azioni dei 27 Stati membri, in un contesto in cui divergenze di approccio e interessi nazionali rischiano di rallentare la definizione di una posizione unitaria.

Von der Leyen, ha evidenziato come il conflitto stia già influenzando pesantemente l’energia in Europa.

“Stiamo già vedendo l’impatto della situazione in Medio Oriente sull’energia. I nostri sforzi di diversificazione stanno dando risultati. Ma questo non significa che siamo immuni agli shock dei prezzi”, ha detto, sottolineando che dall’inizio della guerra i prezzi del gas sono aumentati del 50% e quelli del petrolio del 27%, con un costo stimato di 3 miliardi di euro per i contribuenti europei nei primi dieci giorni.

La presidente ha chiarito che tornare all’energia russa sarebbe un errore strategico:

“Ci renderebbe più dipendenti, più vulnerabili e più deboli. Disponiamo di fonti energetiche domestiche, le rinnovabili e il nucleare. I loro prezzi sono rimasti invariati negli ultimi dieci giorni”.

Politica climatica e bilancia energetica

Riguardo all’ETS, la presidente ha sottolineato: “Senza l’ETS oggi consumeremmo 100 miliardi di metri cubi di gas in più, rendendoci ancora più vulnerabili e dipendenti. Abbiamo quindi bisogno dell’ETS, ma dobbiamo modernizzarlo”. Ha aggiunto che famiglie e imprese sono sotto pressione e che l’UE sta valutando strumenti come power purchase agreement, contratti per differenza, aiuti di Stato e possibili tetti al prezzo del gas.

Von der Leyen ha spiegato come le voci in bolletta siano suddivise:

“Il costo dell’energia stessa, che rappresenta oltre il 56% della bolletta, gli oneri di rete il 18%, tasse e prelievi il 15%, e i costi del carbonio, in media intorno all’11%”. Riguardo agli oneri di rete, ha precisato: “Da un lato sono necessari per investire in reti più estese e più intelligenti, ma dall’altro c’è margine per aumentare la produttività delle reti, in modo da evitare che venga sprecata energia rinnovabile”.

La questione iraniana

Sul regime iraniano, Von der Leyen ha detto:

Non verseremo lacrime per il regime iraniano. Molti iraniani hanno celebrato la caduta di Khamenei. Questo è ciò che il popolo iraniano merita: libertà, dignità e il diritto di decidere del proprio futuro”. Ha ricordato che “più di 17.000 persone sono state uccise mentre il regime si aggrappava al potere. Ma i crimini di questo regime risalgono a decenni fa. Ha imprigionato e torturato i propri cittadini. Ha sponsorizzato il terrorismo in tutta la regione e persino sul suolo europeo. E ha fornito un sostegno fondamentale alla brutale guerra della Russia contro l’Ucraina”.

Reazioni contrastanti

Le parole di Von der Leyen hanno suscitato reazioni contrastanti: Iratxe Garcia Perez dei Socialisti UE ha criticato la mancanza di attenzione alla morte degli innocenti, Jordan Bardella dei Patriots for Europe ha insistito sulla necessità di sostenere il Libano e garantirne la sicurezza, Valeria Hayer dei Liberali UE ha richiamato l’Europa a non essere “subappaltatore degli Stati Uniti”, mentre Manon Aubry della Sinistra UE ha condannato la guerra e invitato a respingere accordi che legittimerebbero violenze in Palestina.