Oggi, 10 marzo 2026, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno emesso un ordine urgente di evacuazione per alcune aree costiere delle città libanesi di Tiro e Sidone, in vista di attacchi aerei mirati contro le infrastrutture di Hezbollah.
Il portavoce delle IDF, colonnello Avichay Adraee, ha spiegato:
“Le IDF colpiranno le infrastrutture militari appartenenti all’organizzazione terroristica Hezbollah”.
Contestualmente, i civili della zona sono stati invitati a mantenersi a distanza di almeno 300 metri dagli edifici potenzialmente interessati dai raid.
Ordine di evacuazione e indicazioni ai cittadini
In un avviso diffuso sui social, Adraee ha sottolineato l’urgenza dell’evacuazione:
“Ribadiamo il nostro appello urgente affinché evacuiate immediatamente le vostre case e vi dirigiate a nord del fiume Litani”. La misura riguarda principalmente il Libano meridionale e mira a ridurre i rischi per la popolazione civile durante le operazioni contro Hezbollah.
Anche la comunità internazionale ha reagito con avvisi di sicurezza. L’ambasciata statunitense a Beirut ha esortato i cittadini americani presenti nel Paese a cercare rifugi sicuri o a valutare seriamente la possibilità di lasciare il Libano. In un comunicato diffuso stamani, l’ambasciata ha consigliato:
“I cittadini statunitensi dovrebbero seriamente considerare di lasciare il Paese con i voli della Middle East Airlines in partenza dall’aeroporto Rafic Hariri di Beirut, se ritengono che sia sicuro farlo”.
JUSTIN: Israeli airstrikes have targeted the coastal city of Sidon in southern Lebanon. pic.twitter.com/eLxywvtbS4
— Wolverine Update (@W0lverineupdate) March 6, 2026
Le dichiarazioni di Netanyahu
Sul fronte israeliano, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ribadito la determinazione di Tel Aviv a contrastare il sostegno iraniano a Hezbollah. Durante una visita a un centro di emergenza del ministero della Salute israeliano, Netanyahu ha dichiarato:
“Aspiriamo a portare il popolo iraniano a spezzare il giogo della tirannia, ma alla fine dipende da loro. Non c’è dubbio che con le azioni intraprese finora stiamo spezzando loro le ossa – e non abbiamo ancora finito”.
Il primo ministro ha inoltre ricordato che l’offensiva israeliana è condotta in coordinamento con gli Stati Uniti e che le operazioni sono iniziate il 28 febbraio 2026, con l’obiettivo di colpire in modo mirato le infrastrutture militari e i centri logistici che supportano Hezbollah.
Il contesto della crisi
Hezbollah, organizzazione paramilitare e politica sciita libanese fondata nel 1982, rimane un attore centrale nei conflitti tra Israele e Libano, sostenuta dall’Iran. Nonostante la perdita del suo storico leader Hassan Nasrallah nel 2024, il gruppo continua a mantenere una presenza militare significativa, con circa 100.000 combattenti distribuiti soprattutto lungo il territorio libanese. Negli ultimi mesi, Hezbollah ha intensificato le operazioni lungo il confine con Israele, lanciando missili e conducendo attacchi mirati come parte della sua strategia di resistenza contro Tel Aviv.

Le IDF, con una forza attiva di circa 176.500 soldati tra esercito, marina e aviazione, dispongono di riservisti e sistemi militari avanzati che le rendono un elemento cruciale nella sicurezza nazionale di Israele e nelle operazioni nella regione. L’attuale escalation si inserisce in un contesto di tensioni protratte che coinvolgono Israele, Hezbollah e altri attori regionali, aumentando il rischio di un ampliamento del conflitto e di conseguenze per la popolazione civile.