Sono circa 25mila gli italiani rientrati dalle aree coinvolte dalla guerra in Iran e dalle conseguenze del conflitto sul traffico aereo internazionale. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante un punto stampa alla Ministry of Foreign Affairs and International Cooperation (Italy).
Secondo i dati della Farnesina, oltre 100mila cittadini italiani si trovavano nelle regioni direttamente o indirettamente interessate dalla crisi, tra Medio Oriente e Asia. Negli ultimi giorni, grazie all’attività diplomatica e ai voli organizzati, migliaia di persone sono riuscite a rientrare.
“Ad oggi sono rientrati circa 25mila italiani. Tra ieri sera e oggi altri 5mila sono rientrati o sono in volo”, ha spiegato Tajani.

I voli di rientro verso l’Italia
I connazionali sono tornati in Italia con voli charter e voli di linea partiti da diversi Paesi dell’area.
Negli ultimi giorni sono atterrati a Leonardo da Vinci–Fiumicino Airport voli provenienti da:
- Maldive
- Sri Lanka
- India
- Oman.
Altri voli charter sono stati organizzati dagli Emirati Arabi per riportare in Italia i connazionali rimasti a Dubai, tra cui alcuni crocieristi bloccati sulla nave MSC Euribia.
Secondo il ministro, i rientri hanno riguardato anche cittadini provenienti da:
- Arabia Saudita
- Israele
- Thailandia
- Cambogia.
Maldive, molti italiani ancora in attesa
Nonostante il miglioramento della situazione, diversi italiani si trovano ancora alle Maldive in attesa di un volo di rientro. La loro è la situazione considerata più critica.
La console onoraria italiana nel Paese, Giorgia Marazzi, ha spiegato che sull’arcipelago si registra una presenza italiana particolarmente elevata.
Molti viaggiatori non sono partiti con tour operator e quindi non risultano nei sistemi di assistenza dei pacchetti turistici, rendendo più complessa l’organizzazione dei rientri.
“Bisogna evacuare il più possibile”, ha spiegato Marazzi, sottolineando che alcune persone hanno difficoltà economiche e vengono indirizzate verso voli di emergenza organizzati con il supporto delle autorità italiane.
Attivata la Task Force Golfo
Dopo l’attacco degli Stati Uniti contro l’Iran, il governo italiano ha attivato una struttura speciale di assistenza: la Task Force Golfo, coordinata dalla Farnesina.
L’unità di crisi ha gestito:
- circa 15mila telefonate di cittadini italiani
- una media di 200 richieste di aiuto all’ora nei momenti più critici
Il lavoro è stato coordinato da circa 200 funzionari attivi 24 ore su 24, insieme a ambasciate e consolati italiani nell’area.
“In un momento difficile per il mondo intero l’Italia ha rappresentato un modello di efficienza”, ha dichiarato Tajani.
Quanti italiani erano ancora bloccati
Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Farnesina nei giorni scorsi, circa 8.900 turisti italiani erano ancora presenti nel Medio Oriente.
La distribuzione per Paese era la seguente:
- Bahrain: 92
- Qatar: 948
- Emirati Arabi: 6.536
- Oman: 1.386.
Con l’aumento dei voli commerciali, il governo ritiene che non sarà necessario organizzare nuovi charter, ma basterà assistere i cittadini nel rientro con i normali collegamenti aerei.
Tajani: “Non sono ottimista su una fine rapida della guerra”
Nonostante l’emergenza evacuazioni stia progressivamente rientrando, il ministro degli Esteri ha espresso preoccupazione per l’evoluzione del conflitto.
“Non sono ottimista su una conclusione rapida della guerra”, ha dichiarato Tajani, spiegando di aver discusso della situazione anche con il direttore dell’International Atomic Energy Agency, Rafael Grossi.
Secondo quanto riferito dal capo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, l’Iran continuava a lavorare allo sviluppo dell’arma nucleare, e la situazione resta “molto preoccupante”.
L’appello della Farnesina agli italiani all’estero
La Farnesina invita i cittadini italiani che si trovano all’estero a registrarsi sui sistemi di monitoraggio ufficiali, utili in caso di emergenza.
In particolare è consigliato:
- registrarsi sul portale Dove siamo nel mondo
- scaricare l’app Viaggiare Sicuri
- attivare la geolocalizzazione.
Questi strumenti permettono alle autorità italiane di individuare rapidamente i cittadini in caso di crisi internazionale e fornire assistenza più tempestiva.