dal fronte

Droni sul Bahrein, 32 feriti, la Nato intercetta un missile iraniano in Turchia

In Libano 11 morti nei raid: "Pronti a trattare con Israele"

Droni sul Bahrein, 32 feriti, la Nato intercetta un missile iraniano in Turchia

La guerra che fino a pochi giorni fa poteva ancora essere raccontata come un confronto feroce ma concentrato tra Israele, Usa e Iran ha ormai cambiato pelle. Non corre più su una sola linea e non resta più ai margini delle capitali del Golfo.

L’attacco a Sitra: feriti e danni civili

Il dato più impressionante arriva da Sitra, nel Bahrein, dove un attacco con droni attribuito a Teheran ha provocato 32 feriti, fra cui bambini e un neonato di due mesi. Quattro persone sono state ricoverate in condizioni gravi e sottoposte a intervento chirurgico. Le zone colpite erano residenziali e vicine alla storica raffineria nazionale.

In aggiunta, prima del raid su Sitra, il Bahrein aveva già registrato un morto in un attacco precedente, oltre a nuovi danni e altri feriti nella zona di Muharraq a causa della caduta di detriti missilistici. Il risultato è che l’arcipelago non parla più di minaccia lontana o di semplice eco del conflitto, ma di una pressione diretta sul proprio territorio.

Nato intercetta missile sopra la Turchia

Le difese della Nato hanno distrutto sopra la Turchia un missile balistico lanciato dall’Iran nell’est del Mar Mediterraneo. Lo rende noto il ministero della Difesa turco. Alcuni frammenti del missile iraniano sono caduti nella provincia di Gaziantep nel sud-est del paese senza causare feriti.

Il Dipartimento di Stato americano ha deciso di sospendere i servizi del Consolato di Adana, nel sud della Turchia, e ha ordinato al personale governativo statunitense non essenziale e ai familiari dei dipendenti di lasciare il Paese a causa di rischi per la sicurezza. Nel messaggio comparso sul sito web della rappresentanza diplomatica in Turchia tutti gli americani presenti nel sud-est della Turchia sono fortemente incoraggiati a lasciare l’area immediatamente. Il Dipartimento di Stato specifica che i cittadini statunitensi in caso di necessità devono rivolgersi alle sedi di Istanbul e Ankara.

“Vedremo che cosa diranno i turchi” se il missile iraniano intercettato dalla Nato “era a diretto verso la Turchia ma ora “serve prudenza”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa alla Farnesina rispondendo a una domanda sull’eventuale attivazione dell’articolo 5 della Nato. “Bisogna sempre essere molto prudenti ed evitare una escalation; siamo solidali con la Turchia esprimiamo vicinanze e amicizia al popolo turco”, ha proseguito, “ma io mi auguro che qualsiasi scelta venga fatta con grande prudenza”. “Non credo che ora ci siano ancora le ragioni per l’applicazione dell’articolo 5, siamo intervenuti a sostegno di Cipro vedremo se le richieste che faranno dalla Turchia, però cerchiamo di muoverci con grande circospezione proprio per evitare l’escalation”, ha concluso.

Doha sotto assedio: esplosioni e infrastrutture colpite

Anche il Qatar non è risparmiato dall’escalation. A Doha sono state udite esplosioni mentre le difese aeree entravano in funzione. Le autorità qatarine hanno riferito di aver intercettato attacchi diretti contro infrastrutture civili, compreso l’aeroporto internazionale.

Il Libano pronto a trattare

Il Libano è diventato il terzo focus di questa escalation. Almeno undici persone sono rimaste uccise e decine ferite in seguito ai raid aerei israeliani che all’alba del 9 marzo 2026 hanno colpito diverse località del Libano meridionale, tra Tiro e Bint Jbeil. L’Agenzia nazionale di informazione libanese ha riferito di gravi distruzioni a case, infrastrutture e reti di servizi essenziali.

Il governo di Beirut, consapevole della gravità della situazione, è pronto a negoziare. Il premier libanese Nawaf Salam ha dichiarato in un’intervista a L’Orient-Le Jour:

“Siamo pronti a valutare qualsiasi proposta di negoziato con Israele per arrivare a una pace solida, duratura ed efficace, fondata sul principio della terra in cambio di pace”.