Buone notizie per molti lavoratori italiani. Con la busta paga di marzo 2026 arrivano infatti nuovi aumenti e sconti fiscali previsti dalla Legge di Bilancio 2026.
Grazie alla nuova tassazione agevolata sugli aumenti dei contratti, il vantaggio per i dipendenti può arrivare fino a 850 euro netti all’anno.
A stimarlo è la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, che ha analizzato l’impatto delle nuove norme sui cedolini che arriveranno a marzo per i lavoratori con reddito fino a 33mila euro annui.
La nuova tassa al 5% sugli aumenti dei contratti
La principale novità riguarda gli aumenti derivanti dal rinnovo dei contratti collettivi nazionali.
In questi casi non si applicherà più l’Irpef ordinaria con addizionali regionali e comunali, ma una imposta sostitutiva del 5%, molto più bassa.
Le modalità operative sono state chiarite con una recente circolare dell’Agenzia delle Entrate, rendendo possibile applicare subito lo sconto fiscale già nella busta paga di marzo.
Il risultato sarà più stipendio netto per milioni di lavoratori.
Chi guadagna di più con le nuove regole
Gli esperti hanno analizzato tre tra i principali contratti rinnovati negli ultimi anni:
- commercio
- telecomunicazioni
- metalmeccanici.
Il settore che beneficia maggiormente della misura è il commercio.
Lavoratori del commercio
Per un dipendente Livello II con RAL di 31.400 euro, il rinnovo del contratto del 2024 ha previsto aumenti complessivi pari a 2.698 euro.
Applicando la tassa al 5% invece dell’Irpef ordinaria, il vantaggio fiscale può arrivare fino a 851 euro netti all’anno.
Settore telecomunicazioni
Nel comparto delle telecomunicazioni, il rinnovo del contratto firmato a fine 2025 prevede per il 2026 un aumento di 1.709 euro per un lavoratore Livello 6 con RAL di 30.248 euro.
In questo caso il risparmio fiscale supera i 500 euro annui.
Metalmeccanici
Per i lavoratori metalmeccanici il beneficio è più contenuto ma comunque significativo:
- Livello B1 (RAL 30.529 euro): circa 250 euro di risparmio
- Livello D1 (RAL 22.989 euro): circa 188 euro.
L’altra novità: tasse ridotte su straordinari e lavoro notturno
Oltre alla tassa ridotta sugli aumenti contrattuali, la Legge di Bilancio 2026 introduce anche un’imposta sostitutiva del 15% sui compensi accessori.
La misura riguarda:
- lavoro notturno
- lavoro festivo
- lavoro nei giorni di riposo
- turni e straordinari.
Quanto si può risparmiare
Secondo le simulazioni:
con 1.500 euro di compensi accessori tassati al 15%, il vantaggio fiscale varia
- da circa 80 euro per chi guadagna 12mila euro l’anno
- fino a 690 euro per chi ha una RAL di 40mila euro.
Con 1.000 euro di compensi accessori, invece, il risparmio va:
- da 52 euro
- fino a 417 euro.
Cosa cambia davvero nella busta paga di marzo
Le nuove misure puntano ad aumentare lo stipendio netto dei lavoratori dipendenti, rendendo più convenienti sia gli aumenti contrattuali sia il lavoro su turni o festivo.
Per molti lavoratori, già con la busta paga di marzo 2026, l’effetto sarà concreto: uno stipendio più alto grazie alla riduzione delle tasse sugli aumenti e sugli straordinari.