La crisi in Medio Oriente accende il confronto politico italiano con l’esecutivo che esprime sostegno a Israele e Stati Uniti e le opposizioni all’attacco.
Tajani: “I Pasdaran hanno armi solo fino a 7 giorni”
Ospite del programma “Cinque minuti” di Bruno Vespa su Rai 1, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato la linea del governo: sostegno a Israele e agli Stati Uniti, ma con un canale diplomatico ancora aperto verso Teheran per evitare un’escalation incontrollata.
Il titolare della Farnesina ha condannato con fermezza gli attacchi iraniani contro obiettivi europei e nel Golfo, definendo inaccettabile l’ipotesi che l’Iran possa dotarsi di armi nucleari o di missili a lunga gittata capaci di colpire l’Europa. Il passaggio più netto riguarda però la tenuta militare dei Pasdaran. Tajani si è spinto a una previsione precisa.
“Le capacità militari iraniane potrebbero degradarsi nel giro di 5, 6 o 7 giorni, soprattutto sul piano navale e nel controllo dello spazio aereo”.
Tajani durante l’intervista
Un’analisi che punta a ridimensionare la minaccia nel medio periodo, ma che non abbassa la guardia nell’immediato.
Basi italiane agli Usa? “Valuteremo quando sarà il momento”
Sul possibile utilizzo delle basi italiane da parte degli Stati Uniti, Tajani non chiude né apre del tutto.
La posizione è prudente, ogni richiesta sarà esaminata se e quando arriverà, in coordinamento con il ministro della Difesa Guido Crosetto e nel quadro delle alleanze internazionali.
Per il governo, la bussola resta quella europea e atlantica. Tajani insiste poi sulla necessità di una difesa comune Ue integrata nella Nato, evitando fughe in avanti nazionali, anche sul tema del nucleare.
Conte attacca: “Non possiamo fare i servi sciocchi”
Di tutt’altro tenore le parole del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, intervenuto a Dimartedì su La7, sempre nella serata di ieri. L’ex premier boccia senza appello l’ipotesi di concedere le basi italiane agli Stati Uniti in caso di nuove operazioni contro l’Iran.
“Qual è il vero tema oggi? Che l’Italia conta ancora meno perché con gli alleati devi spiegare subito qual è la tua posizione. Il governo Meloni avrebbe dovuto dire subito agli Usa: «Avete fatto un attacco all’Iran che è in violazione del diritto internazionale, come in Venezuela. Allora le basi italiane non ve le concediamo perché la nostra Costituzione non ce lo permette io non posso assecondare una rottura del diritto internazionale, non sono il vostro servo sciocco»”, ha dichiarato il leader pentastellato.
Conte a Di Martedì
Nel mirino finiscono anche l’aumento delle spese Nato e gli accordi energetici con gli Stati Uniti. Secondo il leader M5s, l’Italia sottoscrive tutto e incassa solo schiaffi.
“Se ti comporti da servo sciocco, gli altri non ti rispettano più”, afferma, sostenendo che Roma stia accettando passivamente decisioni prese altrove.
Schlein: “L’Italia è schiacciata”
Critica anche la segretaria del Pd, Elly Schlein, che in un’intervista a La Stampa parla di un’Italia schiacciata sulle posizioni americane.
“Lo schiacciamento del nostro Paese sull’amministrazione americana ci sta facendo perdere il ruolo di ponte ed interlocutore che abbiamo sempre avuto in Medio Oriente”, avverte.
Elly Schlein
Pur ribadendo la condanna del regime iraniano, Schlein sottolinea che le azioni militari fuori dal perimetro del diritto internazionale rischiano di destabilizzare ulteriormente lo scenario globale.
“La comunità internazionale deve usare tutti gli strumenti della diplomazia. Non si può pensare che qualcuno si svegli la mattina e decida di bombardare un Paese”, osserva.
E infine l’affondo politico, dopo aver rivendicato per anni un rapporto privilegiato con Washington, la leader dem sottolinea come l’Italia non sia stata nemmeno informata in anticipo sulle mosse americane.