Le proposte

Nuovo disegno di legge sui caregiver: le proposte di miglioramenti di Meritocrazia Italia

In Italia sono circa 7 milioni coloro che affrontano questo ruolo, con grosse conseguenze fisiche, psicologiche, economiche e lavorative

Nuovo disegno di legge sui caregiver: le proposte di miglioramenti di Meritocrazia Italia

Lo scorso 12 gennaio il Governo ha approvato il Disegno di Legge sulle disposizioni in materia di riconoscimento e tutela dei caregiver familiari, un intervento normativo atteso da anni e volto a realizzare una disciplina organica a beneficio di chi assiste quotidianamente i propri familiari con disabilità o non autosufficienti.

La figura del caregiver era già stata riconosciuta sul piano normativo con la legge di bilancio per l’anno 2018 (l. 205/17), prevedendo altresì l’istituzione di un fondo per l’introduzione di misure economiche a sostegno di tali figure. Disposizioni rimaste poi inattuate per ragioni diverse.

In Italia, il fenomeno dell’assistenza endo-familiare di persone con disabilità o non autosufficienti ha raggiunto incidenze numeriche non più trascurabili. I dati elaborati dal CNEL nel 2024 (inevitabilmente parziali e stimati al ribasso, stante l’assenza di registri nazionali) fotografano 7 milioni di caregivers, di cui circa il 60% sono donne.

La stragrande maggioranza di questi è chiamata a compiere sforzi incalcolabili per conciliare le proprie esigenze lavorative e di vita con quelle di assistenza ai familiari e ciò produce, come dimostrato scientificamente con studi internazionali, un impatto devastante sulla vita individuale. Lo stress fisico ed emotivo prolungato aumenta l’incidenza di malattie cardiache e psicologiche, provocando sul caregiver una riduzione della sua aspettativa di vita che va dai 9 sino ai 17 anni.

La figura del caregiver deve poi essere inquadrata nel contesto nazionale, con particolare riferimento al rapido aumento dell’età media nel Paese. Con l’avanzare di tale dato, il numero dei prestatori di assistenza endo-familiare è destinato ad aumentare sempre di più e sempre più velocemente.

Ciò premesso, le novità proposte con il disegno di legge di principale rilievo sono state esposte mediante comunicato stampa del Consiglio dei Ministri.

Si fornisce una nuova definizione di caregiver, modellata sia sul precedente normativo, sia sulle nozioni presenti nei diversi disegni di legge arenatesi nelle more degli itinera legislativi. Pressocché certo è che lo svolgimento delle funzioni di assistenza familiare e cura della persona sarà affidato al coniuge, al convivente di fatto, alla parte di unione civile e ai familiari o affini entro il secondo grado (esteso al terzo grado ai fini dell’art. 33, comma 3, l. 104/92) di coloro i quali non siano autosufficienti a causa di un’infermità, siano invalidi o titolari di indennità di accompagnamento. Con ogni probabilità verranno previste modalità per la formalizzazione del rapporto tra caregiver e assistito, anche mediante il ricorso agli strumenti del “Progetto di Vita” e del “Piano di assistenza individuale” cui il d.d.l. apporterà delle modifiche e nei quali, obbligatoriamente, dovrà figurare il nominativo di ciascun caregiver. Instaurato, così, un rapporto formale di assistenza endo-familiare, la nomina del caregiver potrà essere trasmessa all’I.N.P.S. che, a decorrere da settembre 2026, istituirà una piattaforma telematica che fungerà da registro nazionale.

Mediante la norma di futura adozione, il legislatore si premurerà poi di uniformare, con una disciplina di raccordo, le tutele di caregiver e assistito su tutto il territorio nazionale. In particolare, il caregiver potrà avere accesso ai dati sanitari del proprio assistito, oltre a godere di numerose misure di agevolazione lavorativa, assistenza psicologica, visite mediche prioritarie e riconoscimento delle competenze acquisite ai fini della qualificazione come operatore sociosanitario.

Tra le misure di sostegno all’occupazione meritano una specifica menzione gli incentivi al lavoro agile, la facoltà di ricevere ferie e permessi solidali dai propri colleghi, le tutele antidiscriminazione e i progetti di reinserimento lavorativo.

Sono, infine, previste agevolazioni anche per i caregiver studenti, quali l’esenzione delle tasse universitarie o il conteggio delle ore di assistenza ai fini dei crediti formativi o nei percorsi di formazione scuola – lavoro.

Le categorie di caregiver saranno 4, diversificate in base al carico di assistenza familiare prestata (identificato e concretizzato mediante il numero di ore che impegnano il caregiver) e al requisito della convivenza con l’assistito.

Di particolare rilievo è la figura del caregiver convivente prevalente, che qualifica coloro i quali prestino assistenza familiare per più di novantuno ore settimanali. Solo per tale categoria è prevista una contribuzione economica erogata dall’I.N.P.S. e quantificata in € 400,00 mensili. Tuttavia, occorre precisare che tale misura di sostegno richiederà tre ulteriori requisiti: 1) il familiare assistito deve essere non autosufficiente e affetto da grave patologia/invalidità; 2) il caregiver non può superare la soglia reddituale di € 3.000,00 annui; 3) il suo I.S.E.E. dovrà essere inferiore agli € 15.000,00.

Infine, si precisa che il Ministero per le Disabilità ha già chiarito che la contribuzione economica in oggetto sarà effettiva solo dal 2027 e che nel corso del dibattito parlamentare – volto all’emanazione della normativa – il Governo promuoverà un aumento del contributo o l’ampliamento della platea dei beneficiari.

Meritocrazia Italia plaude all’impegno profuso dal Governo nell’approcciarsi al tema dell’assistenza endo-familiare, con l’adozione di una normativa organica che non può essere ulteriormente rinviata. Si loda, inoltre, la concretezza e la diversificazione delle agevolazioni “accessorie” previste, così come l’inclusione di benefici per gli studenti caregivers.

Tuttavia, si esprimono perplessità sull’evidente insufficienza del contributo economico annunciato per i caregivers conviventi prevalenti. Non solo la misura di sostegno prevede una cifra inadeguata a fronte dell’enorme carico di assistenza familiare richiesto dalla normativa (91 ore settimanali, pari a 13 ore giornaliere per ogni singolo giorno dell’anno), ma i requisiti di accesso aggiuntivi legati al reddito limiteranno irragionevolmente il numero di caregivers destinatari della misura. Le prime stime si assestano su circa 52.000 possibili beneficiari, rispetto al già menzionato totale di sette milioni di caregiver attivi sul territorio nazionale.

Invero, i caregivers prevalenti non sono solo impossibilitati alla ricerca di un’occupazione lavorativa, ma altresì sono costretti a rinunciare a quasi tutti i propri progetti di vita per adempiere ad un dovere di assistenza dall’incalcolabile valore sociale e umano.

Pertanto, Meritocrazia Italia ritiene opportuno implementare le seguenti proposte nel corso dell’iter legislativo:

  • modifiche al contributo economico, mutandone la natura da assistenziale a strutturale, affinché permetta al caregiver e al suo nucleo familiare di godere di un’esistenza libera e dignitosa;
  • sostituzione del requisito ISEE per l’accesso alla contribuzione economica con la previsione di soglie minime di invalidità e/o elencazione delle patologie di maggiore gravità;
  • previsione della tutela previdenziale per i caregiver, con possibilità di riscatto agevolato degli anni di assistenza endo-familiare prestata;
  • riconoscimento giuridico della riduzione dell’aspettativa di vita del caregiver con anticipazione dell’età pensionistica e riduzione della soglia di contribuzione, con conseguente classificazione dell’assistenza familiare quale attività lavorativa usurante;
  • coperture assicurative agevolate contro i rischi di patologie cardiache cui sono esposti i caregiver;
  • monitoraggio e stima delle risorse economiche non impiegate dal S.S.N. grazie all’attività prestata dai caregiver e reinvestimento delle stesse nel potenziamento dei servizi di assistenza domiciliare e nel finanziamento delle contribuzioni economiche per i caregiver.