Aveva 87 anni

Morto Nitto Santapaola, il boss di Cosa Nostra detenuto al 41 bis: era il mandante delle stragi del 1992

Detenuto a Opera (Milano) per scontare diversi ergastoli, fu protagonista della stagione più buia di Cosa Nostra

Morto Nitto Santapaola, il boss di Cosa Nostra detenuto al 41 bis: era il mandante delle stragi del 1992

È morto a 87 anni Nitto Santapaola, storico capo di Cosa Nostra a Catania. Il boss era detenuto al regime del 41 bis nel carcere di Opera, a Milano, e si trovava ricoverato nel reparto di medicina penitenziaria dell’ospedale San Paolo. La Procura di Milano ha disposto l’autopsia per accertare le cause del decesso.

Santapaola stava scontando diversi ergastoli per stragi e omicidi eccellenti, tra cui l’attentato di Capaci del 23 maggio 1992, in cui furono uccisi il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta. Era stato condannato anche per la strage di via D’Amelio, in cui perse la vita Paolo Borsellino.

Via d'Amelio dopo l'esplosione della bomba
Via d’Amelio dopo l’esplosione della bomba

Il “cacciatore” diventato imprenditore del malaffare

Soprannominato “il cacciatore” per la sua passione venatoria, Santapaola è stato uno dei boss più influenti e sanguinari della mafia siciliana. Negli anni Settanta si trasformò in un vero e proprio imprenditore del malaffare, inaugurando concessionarie d’auto e coltivando rapporti con ambienti istituzionali e imprenditoriali.

A capo del clan Santapaola-Ercolano, consolidò il controllo sugli appalti pubblici, sulle estorsioni e sul traffico di stupefacenti, espandendo l’influenza mafiosa a Catania e provincia. Fondamentale l’alleanza con la famiglia Ercolano, legata anche da vincoli di parentela.

Le guerre di mafia e l’alleanza con i Corleonesi

La cosca guidata da Santapaola fu protagonista di sanguinose faide negli anni ’80 e ’90. Tra queste, quella contro il boss Alfio Ferlito, ucciso nel 1982 nella strage della circonvallazione di Palermo insieme a tre carabinieri della scorta.

All’inizio degli anni ’90, la guerra contro i clan Cursoti, Cappello e Pillera provocò oltre 220 omicidi in due anni nel Catanese. In quel periodo Santapaola poteva contare sull’appoggio del boss Giuseppe Pulvirenti, detto “Malpassotu”, che dopo l’arresto si pentì accusandolo di diversi delitti.

Alleato dei Corleonesi di Totò Riina, sostenne la strategia stragista dei primi anni Novanta. Tuttavia, secondo le ricostruzioni giudiziarie, si sarebbe rifiutato di compiere omicidi eccellenti a Catania per evitare un’eccessiva attenzione dello Stato sul proprio territorio.

Le condanne: da Pippo Fava alle stragi del 1992

Santapaola è stato condannato a più ergastoli, tra cui quello per l’omicidio del giornalista Giuseppe Fava, assassinato a Catania il 5 gennaio 1984 dopo le sue inchieste sui cosiddetti “quattro cavalieri del lavoro”.

Giuseppe Fava

Il suo nome compare anche nelle sentenze per le stragi di Capaci e via D’Amelio, oltre che per l’omicidio dell’ispettore di polizia Giovanni Lizzio.

trentesimo anniversario strage capaci
La strage di Capaci e nel riquadro il magistrato Giovanni Falcone

La latitanza e l’arresto nel 1993

Storico latitante, fu arrestato il 18 maggio 1993 nelle campagne del Calatino, vicino a Caltagirone, al termine di un blitz coordinato da investigatori destinati a diventare capi della Polizia di Stato: Gianni De Gennaro, Antonio Manganelli e Alessandro Pansa.

Fu catturato in un casolare insieme alla moglie, Carmela Minniti. La donna, estranea alle cosche, venne uccisa nel 1995 dal pentito Giuseppe Ferone, che disse di aver agito per vendetta.

Il 41 bis e le accuse di gestione del clan dal carcere

Detenuto da oltre trent’anni al 41 bis nel carcere di Opera, Santapaola era accusato di aver continuato a gestire il clan anche dal carcere. Per questo motivo sono state più volte respinte le richieste di arresti domiciliari o di trasferimento in strutture sanitarie, nonostante le gravi condizioni di salute.

Da tempo soffriva di diabete in forma severa. Negli ultimi giorni le sue condizioni si erano aggravate, rendendo necessario il ricovero nel reparto ospedaliero per detenuti.

Un simbolo della stagione stragista

Con la morte di Nitto Santapaola si chiude uno dei capitoli più bui della storia di Cosa Nostra. La sua figura è legata alla stagione delle stragi del 1992 e alla strategia di attacco frontale allo Stato che costò la vita a magistrati, forze dell’ordine e cittadini innocenti.

L’autopsia disposta dalla Procura di Milano dovrà chiarire definitivamente le cause del decesso. Intanto, con la scomparsa del boss catanese, si spegne uno dei protagonisti della stagione più violenta della mafia siciliana.