La guerra in Iran continua inevitabilmente a occupare il dibattito politico italiano con le prima parole della premier Giorgia Meloni. In un’intervista al Tg5, la presidente del Consiglio analizza l’attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro Teheran e inserisce la nuova crisi nello scenario aperto dall’invasione russa dell’Ucraina nel 2022.
Meloni al Tg5: il legame tra Iran e Ucraina
L’intervento televisivo arriva all’indomani dell’azione militare decisa da Donald Trump e Benjamin Netanyahu contro l’Iran. Meloni individua una connessione tra i due fronti di guerra.
“Mi preoccupa il contesto generale, una crisi del diritto internazionale che è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina. Quando un membro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha deliberatamente attaccato un suo vicino era inevitabile che si aprisse una stagione di caos”, ha affermato la presidente.
Nel ragionamento della premier, l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia rappresenta il punto di rottura degli equilibri internazionali con effetti che ora si riflettono anche in Medio Oriente.

L’assenza di informazione preventiva all’Italia
Dall’intervista non emergono critiche dirette alla scelta militare di Washington e Tel Aviv. La presidente del Consiglio, tuttavia, conferma che il governo italiano non è stato coinvolto nella decisione.
“L’Italia si era molto spesa perché si arrivasse a un accordo serio sul nucleare iraniano. Non possiamo permetterci che l’attuale regime iraniano disponga di missili a lungo raggio con testate atomiche. Dopodiché quell’accordo è fallito e Stati Uniti e Israele hanno deciso di attaccare senza il coinvolgimento dei partner europei”, spiega Meloni, ricordando l’impegno diplomatico per una soluzione negoziata.
Una linea già espressa in Parlamento dai ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto.
La preoccupazione per la sicurezza in Europa
La premier evidenzia anche le ripercussioni sul fronte europeo. La guerra, osserva, è ormai arrivata nel continente con l’utilizzo di droni che hanno colpito Cipro, segnale di un conflitto che supera i confini regionali.
Sul rischio di un rilancio del terrorismo dopo l’attacco all’Iran, Meloni invita alla cautela.
“Il fenomeno del terrorismo legato al fondamentalismo islamico è complesso, agisce anche attraverso azioni dei singoli e su questo non si può mai abbassare la guardia”.
Il caso Crosetto e il viaggio a Dubai
Tra i temi affrontati anche le polemiche sull’assenza del ministro della Difesa Crosetto nelle prime ore successive all’attacco, mentre si trovava a Dubai ed è rimasto bloccato negli Emirati Arabi Uniti.
Meloni ridimensiona la questione: “Posso dirle che il ministro non ha mai smesso di fare il suo lavoro”.