Altro fronte

Due guerre parallele: Israele colpisce Beirut, il Libano attacca Cipro

Von der Leyen: "Siamo al fianco dei nostri Stati membri, collettivamente, fermamente e inequivocabilmente, di fronte a ogni minaccia".

Due guerre parallele: Israele colpisce Beirut, il Libano attacca Cipro

Il conflitto tra Israele e Iran, con il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti, è precipitato in una guerra su più fronti che sta destabilizzando l’intero Medio Oriente e lambendo l’Unione europea. Il presidente americano Donald Trump ha ammesso che lo scontro sarà “destinato a durare a lungo”, mentre Teheran ribadisce:

“Ci difenderemo fino alla fine, non negozieremo con gli Usa”.

Nel frattempo, Israele apre un nuovo fronte in Libano contro Hezbollah, l’Iran risponde con droni diretti anche verso Paesi del Golfo e una base britannica a Cipro finisce sotto attacco.

Usa-Iran, guerra “a tempo” senza truppe sul campo

In una conferenza stampa dai toni duri, il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha definito l’operazione contro l’Iran una guerra “a tempo”, escludendo l’invio di soldati statunitensi sul territorio iraniano.

Il capo del Pentagono: "Nostro compito è prepararci alla guerra. Pacifismo ingenuo e pericoloso"
Pete Hegseth

Da Teheran, la Repubblica islamica parla apertamente di aggressione e promette una risposta fino alle estreme conseguenze, chiudendo ogni spiraglio negoziale con Washington.

Israele-Hezbollah, nuovo fronte in Libano: decine di morti

L’escalation si è estesa rapidamente al Libano. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno lanciato raid aerei contro la periferia sud di Beirut e nel sud del Paese, in risposta a un attacco missilistico di Hezbollah.

Secondo il ministero della Sanità libanese, il bilancio è pesante: almeno 31 morti e 149 feriti. In precedenza, altre fonti avevano parlato di almeno 10 vittime nei bombardamenti sulla Dahieh, roccaforte del movimento sciita.

Il capo di Stato maggiore israeliano Eyal Zamir ha dichiarato che la campagna militare contro Hezbollah potrebbe durare “molti giorni” e che Israele ha mobilitato 100mila riservisti lungo il confine libanese.

“Qualsiasi nemico che minaccia la nostra sicurezza pagherà un prezzo elevato”, ha affermato.

Eyal Zamir

Hezbollah ha rivendicato il lancio di “una raffica di missili e uno sciame di droni” contro Israele, parlando di rappresaglia per il sangue dell’ayatollah Ali Khamenei e in risposta ai raid israeliani.

Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha condannato il lancio di razzi dal sud del Paese definendolo “irresponsabile” e pericoloso per la sicurezza nazionale.

Evacuazioni di massa a Beirut e nel sud del Libano

La portavoce in arabo dell’Idf, Ella Waweya, ha ordinato l’evacuazione immediata dei residenti della periferia sud di Beirut, in particolare nel quartiere di Burj al-Barajneh, invitando la popolazione ad allontanarsi di almeno 300 metri dalle strutture ritenute collegate a Hezbollah.

Migliaia di persone hanno lasciato le proprie case tra scene di panico. Le autostrade verso nord sono rimaste paralizzate dal traffico, con colonne di veicoli ferme per chilometri. A Tiro si sono formate lunghe file davanti ai distributori di benzina, mentre famiglie in fuga trasportavano materassi e beni essenziali sui tetti delle auto.

"Possibile invasione di terra": Israele e Hezbollah sull’orlo di una guerra totale in Libano
Auto in coda in fuga da Beirut

Si tratta del primo attacco diretto di Hezbollah contro Israele dalla tregua del novembre 2024, dopo che il gruppo era stato duramente colpito dall’offensiva israeliana dell’autunno scorso.

Droni su Cipro: colpita la base britannica di Akrotiri

La guerra ha raggiunto anche un territorio dell’Unione europea. Droni iraniani hanno preso di mira la base britannica della Raf ad Akrotiri, a Cipro, vicino a Limassol. Non ci sono state vittime e i danni sono stati definiti “minimi”, ma i familiari dei militari sono stati evacuati per precauzione.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato:

“Siamo al fianco dei nostri Stati membri, collettivamente, fermamente e inequivocabilmente, di fronte a ogni minaccia”.

Consiglio europeo fino a tarda notte: "Uniti più forti". Meloni telefona a Trump: "Dialogo"
Ursula von der Leyen

L’aeroporto internazionale di Paphos è stato sgomberato e lo spazio aereo chiuso temporaneamente. Jet della Raf si sono alzati in volo per intercettare altri due droni diretti verso la base.

Akrotiri è una delle due basi militari mantenute dal Regno Unito dopo l’indipendenza di Cipro nel 1960. Ha un ruolo strategico nel Mediterraneo orientale e nelle operazioni in Medio Oriente. In passato anche l’aviazione militare Usa ha operato dalla struttura.

Regno Unito tra pressioni Usa e timori di escalation

Il primo ministro britannico Keir Starmer inizialmente aveva respinto la richiesta americana di utilizzare basi britanniche per attacchi contro l’Iran, ma ha poi concesso l’uso delle installazioni per “scopi difensivi specifici e limitati”.

Trump si è detto “molto deluso” dall’iniziale rifiuto di Londra. Starmer ha ribadito che il Regno Unito non parteciperà ad azioni offensive, sottolineando la necessità di evitare “gli errori dell’Iraq”, in riferimento alla guerra del 2003 sotto il governo di Tony Blair.

Dazi, oggi Trump annuncia un accordo con Londra
Donald Trump e Keir Starmer

Secondo stime ufficiali, circa 200mila cittadini britannici si trovano negli Emirati Arabi Uniti, uno dei potenziali obiettivi dei droni iraniani.

Scenario regionale: rischio guerra allargata

Con Israele impegnato su più fronti, l’Iran che colpisce indirettamente obiettivi occidentali e Hezbollah che riapre le ostilità dal Libano, il rischio di una guerra regionale appare sempre più concreto.

La mobilitazione di massa israeliana, le evacuazioni in Libano e il coinvolgimento di una base britannica in territorio Ue segnano un salto di qualità nel conflitto. Le prossime ore saranno decisive per capire se l’escalation potrà essere contenuta o se il Medio Oriente si avvia verso una fase di guerra prolungata e ad alta intensità.