Il conflitto in Medio Oriente ha raggiunto una nuova (e pericolosa) fase, con l’escalation tra Israele e Hezbollah che minaccia di estendersi ulteriormente, con potenziali sviluppi di una guerra su terra. Le tensioni si sono intensificate a seguito di una serie di attacchi aerei e incursioni con razzi, con il coinvolgimento attivo di Stati Uniti e Israele che hanno preso di mira obiettivi strategici in Iran e Libano.
In risposta, Teheran ha lanciato missili e droni contro Israele e i Paesi del Golfo, portando la regione a un punto di non ritorno.
Israele: “Operazione di terra in Libano non è esclusa”
In una dichiarazione ufficiale, il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), Nadav Shoshani, ha confermato che Israele è pronto per qualsiasi scenario, ma ha escluso nel breve termine un’operazione via terra in Libano. Tuttavia, fonti della sicurezza israeliana hanno anticipato al canale saudita Al-Hadath che una nuova offensiva contro Hezbollah potrebbe essere molto più ampia e potrebbe comportare addirittura un’invasione del sud del Libano. La fonte ha precisato che non ci sarebbe “alcuna immunità” per i membri politici e militari di Hezbollah, nemmeno per i loro sostenitori.

Israele ha intensificato i suoi attacchi contro Hezbollah, con decine di raid aerei lanciati questa mattina contro il Libano meridionale e la capitale Beirut, dopo che i gruppi armati di Hezbollah avevano bombardato il nord di Israele con razzi e droni.
Le forze israeliane hanno dichiarato di aver preso di mira alti funzionari di Hezbollah, quartier generali e altre infrastrutture legate all’organizzazione terroristica.
A fargli eco anche il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth che ha chiarito che l’operazione sta procedendo con una priorità per la superiorità aerea e per attacchi mirati alle infrastrutture iraniane, comprese le basi di comando e controllo, le forze navali, e i siti di missili balistici.
Nonostante ciò, non è stato specificato se le operazioni includeranno anche un eventuale attacco via terra: Hegseth ha sottolineato che non ci sono truppe statunitensi sul terreno in Iran, ma non ha escluso che questo possa cambiare in futuro, lasciando aperta la possibilità di un’operazione via terra nel contesto delle operazioni in corso.
Il caso di Hussein Makled
Un attacco israeliano mirato ha ucciso Hussein Makled, capo del quartier generale dell’intelligence di Hezbollah, nel quartiere di Dahieh, roccaforte dell’organizzazione a sud di Beirut. Questo omicidio segna un colpo significativo per Hezbollah, poiché Makled era considerato uno degli uomini chiave nel coordinamento delle operazioni militari contro Israele.

Il governo libanese e l’evacuazione di massa
Il governo libanese, dopo aver assistito alla crescente violenza, ha deciso di prendere una posizione storica contro Hezbollah. Per la prima volta, il governo ha ordinato l’interdizione di ogni attività militare legata all’organizzazione armata che combatte Israele dal 1982. La decisione arriva in un contesto di crescente pressione internazionale e crescente violenza.
Nel frattempo, le strade di Beirut e del sud del Libano sono state invase da migliaia di persone in fuga dagli attacchi israeliani. Le operazioni di evacuazione sono state avviate dal governo libanese per proteggere i civili dalle incursioni israeliane. Più di 55 villaggi e città sono stati evacuati, e la gente ha cercato rifugio nei territori settentrionali del paese, lontano dalle zone di conflitto.
The Shiite residents of southern Lebanon and the Dahieh neighborhood in Beirut thank the British government for its helpful (and timely) evacuation notice ahead of widespread IDF strikes on Hezbollah. https://t.co/oUscUxDoJr pic.twitter.com/56GU4KlM37
— PythonFive (@pyhtonfive) March 2, 2026
I residenti di Dahieh, una delle aree più colpite, sono stati visti fuggire in auto e a piedi, mentre i trafficanti di benzina nei distributori hanno visto una forte crescita della domanda a causa della fuga di massa.
Le minacce di Hezbollah e le reazioni internazionali
Hezbollah, guidato dal segretario generale Naim Qassem, ha giustificato i suoi attacchi con un messaggio di difesa della Sovranità Libanese e della resistenza contro Israele. Il gruppo ha affermato che il lancio di razzi e droni era in rappresaglia per l’assassinio dell’ayatollah Khamenei e in difesa del Libano e della sua popolazione. Nonostante le azioni di Hezbollah, il governo libanese ha cercato di prendere le distanze, definendo “irresponsabile” l’atto di provocazione verso Israele, che ha fornito a Tel Aviv il pretesto per intensificare i bombardamenti.
Da parte israeliana, il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e il Ministro della Difesa Israel Katz hanno condannato l’azione di Hezbollah, promettendo che l’IDF agirà con forza per neutralizzare la minaccia che il gruppo rappresenta per la sicurezza di Israele. In un post sui social media, Katz ha minacciato direttamente il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, dicendo che chi segue la strada di Khamenei finirà insieme a lui nelle “profondità dell’inferno”.
La preparazione israeliana: guerra a più livelli
Il capo di stato maggiore delle forze israeliane, Eyal Zamir, ha dichiarato che Israele ha lanciato una “campagna offensiva” contro Hezbollah e si sta preparando a una guerra che potrebbe durare diversi giorni. Le forze israeliane non si limitano a difendersi, ma hanno intensificato l’attacco, con la promessa di continuare a prepararsi offensivamente in modo costante.
Secondo i media locali, le forze israeliane hanno anche distribuito ordini di evacuazione per i civili nelle regioni limitrofe al confine con il Libano. Le previsioni parlano di un conflitto che potrebbe estendersi ben oltre i confini di Israele e Libano, e le forze israeliane sono pronte a un’ulteriore escalation, con la possibilità che l’offensiva possa evolversi in una vera e propria invasione di terra.
Situazione instabile
La situazione in Medio Oriente appare sempre più instabile, e con l’intensificarsi degli attacchi tra Israele e Hezbollah, la possibilità di una invasione di terra da parte delle forze israeliane nel sud del Libano non può più essere esclusa.
Il destino del Libano e di Israele è appeso a un filo, con il conflitto che potrebbe trasformarsi in una guerra di lunga durata se non verranno adottate misure decisive per fermare l’escalation.