Contatti continui di Meloni con leader Ue e del Golfo Persico, oggi Crosetto e Tajani in Parlamento
Conte chiede le dimissioni del Ministro della Difesa: "Inconsapevole, Governo non informato". Schlein: "Regime sanguinario, ma no soluzioni unilaterali"
L’intensificarsi del conflitto, scoppiato sabato dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, spinge il governo italiano ad attivare una rete di interlocuzioni diplomatiche e a riferire alle Camere.
Tra domenica 1 e lunedì 2 marzo si sono susseguiti colloqui internazionali e riunioni istituzionali, mentre dalle opposizioni arrivano richieste di chiarimento e critiche all’esecutivo.
Meloni al telefono con Giordania, Oman e vertici Ue
Domenica 1 marzo 2026, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto nuovi colloqui telefonici con il re Abdullah II di Giordania e con il sultano Haitham bin Tariq dell’Oman. Le conversazioni si inseriscono nel quadro dei contatti già avviati con altri governi dell’area del Golfo.
Giorgia Meloni
Nel corso della giornata, la premier ha parlato anche con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e con il presidente di CiproNikos Christodoulides, in relazione al ruolo di coordinamento europeo.
Successivamente Meloni ha aggiornato il capo dello Stato Sergio Mattarella sugli sviluppi e sulle interlocuzioni in corso. Palazzo Chigi riferisce di un costante raccordo con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in particolare per la tutela dei cittadini italiani presenti o in transito nell’area.
Resta l’invito alla prudenza e a seguire le indicazioni dell’Unità di crisi della Farnesina.
Informativa urgente di Tajani e Crosetto alle Camere
Per oggi, lunedì 2 marzo, alle 15 è convocata un’informativa urgente davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Senato e Camera. Oltre a Tajani interverrà il ministro della Difesa Guido Crosetto, rientrato dopo essere rimasto bloccato a Dubai, con un aggiornamento sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico.
Guido Crosetto
Al termine di una riunione straordinaria del Consiglio Affari esteri dell’Ue, Tajani ha affermato che l’Europa intende promuovere un’iniziativa diplomatica una volta conclusa la fase più critica. Ha inoltre confermato la prosecuzione delle missioni navali europee Operazione Aspides e Operazione Atalanta.
Nel vertice è stata indicata la responsabilità di Teheran negli attacchi contro Paesi del Golfo ed è stata espressa solidarietà agli Stati coinvolti. I ministri hanno condiviso la necessità di coordinare eventuali rientri dei cittadini europei dall’area.
Il caso Crosetto e le critiche del M5S
Tajani è intervenuto anche sulle polemiche relative alla presenza di Crosetto a Dubai nei giorni dell’escalation. Il ministro della Difesa si trovava negli Emirati per un viaggio privato ed è rimasto bloccato a causa della chiusura dello spazio aereo.
Secondo il titolare della Farnesina, Crosetto ha comunque partecipato alle riunioni e mantenuto i contatti con gli omologhi della regione. Di diverso avviso le opposizioni, in particolare il Movimento 5 Stelle.
“Quando è in discussione la stabilità internazionale, l’improvvisazione non è ammessa. Per queste ragioni, riteniamo che il ministro della Difesa dovrebbe trarne le conseguenze e rassegnare le dimissioni. Non per una polemica politica, ma per rispetto delle istituzioni e per il bene del Paese”, tuona il vicepresidente pentastellato Stefano Patuanelli.
Stefano Patuanelli
Anche l’ex premier Giuseppe Conte critica la gestione complessiva della crisi, sostenendo che l’Italia non sarebbe stata informata in anticipo dell’azione militare condotta da Stati Uniti e Israele. Conte definisce l’iniziativa una violazione del diritto internazionale e ribadisce la preoccupazione per la sicurezza degli italiani nella regione.
“Presidente Meloni lei ha dimenticato il nostro tricolore, la nostra Costituzione. Il ministro Tajani che si passa tra le mani il cappellino Maga di Trump e il ministro Crosetto isolato a Dubai come un turista qualsiasi sono le immagini più emblematiche della perdita della dignità politica”, scrive Conte in un post su X.
Il post completo:
Inutile girarci intorno: non ci sentiamo tutelati da questo Governo.
L’Italia a guida Meloni che – secondo i media controllati dalla maggioranza – doveva assicurare dialogo e ponti fra Stati Uniti ed Europa non sapeva nemmeno dei pesanti attacchi di Usa e Israele sull’Iran.
La posizione del Pd: “No a iniziative unilaterali”
Anche la segretaria del Partito democratico Elly Schlein interviene sulla crisi. Pur condannando il regime iraniano – che definisci sanguinario – e ribadendo che Teheran non deve dotarsi di armi nucleari, Schlein giudica sbagliate le azioni militari unilaterali e sostiene la necessità di un percorso negoziale.
“Siamo tutti convinti che il regime teocratico dell’Iran non possa sviluppare un’arma nucleare, ma il modo per impedirlo non sono i bombardamenti e la guerra, è la via negoziale e diplomatica”, ha dichiarato.