Escalation in Medio Oriente

Iran, morto Ali Khamenei negli attacchi Usa-Israele: Teheran proclama 40 giorni di lutto. Missili iraniani su basi americane e Israele

Manifestazioni in piazza e minacce di vendetta. Trump: "Se l’Iran colpirà come promette, scatenerà una forza mai vista prima"

Iran, morto Ali Khamenei negli attacchi Usa-Israele: Teheran proclama 40 giorni di lutto. Missili iraniani su basi americane e Israele

La televisione di Stato iraniana ha confermato la morte della Gu­ida Suprema Ali Khamenei, al potere dal 1989, ucciso in un attacco congiunto condotto da Stati Uniti e Israele. Teheran ha annunciato quaranta giorni di lutto nazionale e sette giorni festivi straordinari, mentre la regione sprofonda in una nuova fase di tensione militare e diplomatica.

Secondo la ricostruzione diffusa dai media ufficiali, l’ayatollah si trovava nel proprio ufficio quando è stato colpito durante i raid mirati contro strutture strategiche del regime. Per ore le autorità iraniane avevano smentito le notizie rilanciate da Washington e Gerusalemme, prima della conferma ufficiale arrivata in serata. Suggellata anche da un post su X sul profilo della ex Guida Suprema.

Il post sul profilo di Khamenei

Raid su oltre 30 obiettivi in Iran

Le operazioni militari sono state condotte dalle Forze di difesa israeliane, che hanno dichiarato di aver colpito oltre trenta obiettivi tra Iran centrale e occidentale, inclusi sistemi di difesa aerea, lanciamissili, centri di comando militare e infrastrutture legate al governo.

Secondo fonti occidentali, il quartier generale della Guida Suprema sarebbe stato uno dei primi bersagli dell’offensiva, distrutto nelle prime ore dell’operazione.

L’ex principe ereditario iraniano Reza Pahlavi, intervenendo sui social e in un articolo pubblicato dal Washington Post, ha sostenuto che “l’ora della liberazione dell’Iran è vicina”, ringraziando il presidente americano per l’operazione e proponendo un piano di transizione verso un sistema democratico.

Il post di Pahlavi (tradotto in italiano)

Trump: “Grande giorno per il mondo”

Il presidente americano Donald Trump, intervistato dall’emittente CBS, ha definito i raid “una grande giornata per questo Paese e per il mondo”, sostenendo che l’operazione abbia indebolito profondamente la leadership iraniana e aperto uno spazio per la diplomazia.

“Ci sono buoni candidati per guidare il Paese”, ha affermato, senza indicare nomi.

Trump ha inoltre spiegato che la risposta militare iraniana, pur prevista, è stata finora inferiore alle aspettative.

In un messaggio pubblicato sul social Truth Social, il presidente ha avvertito Teheran di non intensificare ulteriormente le minacce:

“Se l’Iran colpirà come promette, scatenerà una forza mai vista prima”.

Il post di Trump

Proteste a Teheran e lutto nazionale

Migliaia di persone si sono radunate nella capitale Teheran, molte vestite di nero e con ritratti della Guida Suprema, scandendo slogan contro Stati Uniti e Israele. La folla si è concentrata soprattutto in piazza Enghelab, uno dei principali luoghi simbolo delle manifestazioni politiche iraniane.

Secondo la televisione di Stato, “il percorso e la missione della Guida Suprema non saranno dimenticati ma proseguiti con maggiore vigore”.

Missili e droni iraniani contro basi Usa e Israele

La risposta militare iraniana non si è fatta attendere. Le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato “attacchi missilistici e con droni su vasta scala” contro basi statunitensi e obiettivi israeliani in tutta la regione.

Tra le città colpite o interessate da esplosioni nelle prime ore di domenica figurano Manama, Doha e Dubai, mentre nuovi lanci hanno preso di mira Israele.

Secondo fonti iraniane, gli attacchi avrebbero colpito fino a 27 basi statunitensi nella regione, oltre al quartier generale dell’esercito israeliano e a un complesso industriale della difesa nella città di Tel Aviv.

Teheran promette vendetta

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha definito l’uccisione di Khamenei “un grave crimine” promettendo una risposta dura.

“Questo grande crimine non rimarrà senza risposta e aprirà una nuova pagina nella storia del mondo islamico», si legge in una dichiarazione diffusa e rilanciata dall’emittente Iran International. Teheran agirà «con tutta la nostra forza e determinazione”, ha aggiunto il presidente.

Masoud Pezeshkian

Un Medio Oriente sull’orlo dell’escalation

Secondo indiscrezioni provenienti da ambienti militari americani, la possibilità di catturare la Guida Suprema sarebbe stata valutata nei giorni precedenti al raid insieme ai vertici del Pentagono, ma la complessità dell’operazione avrebbe portato alla decisione finale di eliminarlo.

La morte di Khamenei rappresenta uno degli eventi più destabilizzanti nella storia recente del Medio Oriente e apre ora interrogativi sul futuro politico dell’Iran, sulla successione al vertice della Repubblica islamica e sui rischi di un conflitto regionale più ampio.

Le prossime ore saranno decisive per capire se la crisi evolverà verso un confronto diretto o se, come auspicato da Washington, si aprirà uno spiraglio diplomatico dopo la più grave escalation degli ultimi anni.