Quinta e ultima serata di Sanremo 2026, sabato 28 febbraio. Insieme al direttore artistico Carlo Conti, Laura Pausini, Nino Frassica e Giorgia Cardinaletti alla co-conduzione del 76esimo Festival della canzone italiana, insieme anche ai mattatori di pre e dopo Festival Manola Moslehi, Carolina Rey, Ema Stokholma e Nicola Savino. Ospite speciale Andrea Bocelli, in piazza Colombo i Pooh e sulla Costa Toscana ancora Max Pezzali. Nel corso della serata assegnati anche miglior composizione musicale,miglior testo e premi della critica Mia Martini e Lucio Dalla. Sul palco anche Gino Cecchettin.
Acclamato dalla sala stampa, forse sopravvalutato. L’idea vintage di tornare indietro nel tempo e giocare con inquadrature retrò e abiti ad hoc è intelligente, ma non basta.
VOTO: 6
Michele Bravi – Prima o poi
Difficile dire se il testo sia così comunicativo per le parole o per la capacità di Michele Bravi di dar loro vita. Bravo Michele, nonostante il ritornello eccessivamente sanremese.
VOTO: 7
Dal Prima Festival Manola Moslehi, Carolina Rey, Ema Stokholma
Samurai Jay – Ossessione
Un bel furbino, sto Samurai… scafato e piacione al punto giusto. Non tanto la sua voce, ma un brano azzeccato la sua fortuna quest’anno al festival. Ma questo è quanto e il voto se lo merita.
VOTO: 7
Fedez e Marco Masini – Male necessario
La “strana coppia” potrebbe tirar fuori dal cilindro una vittoria inaspettata, in questo Sanremo 2026. Molto dipenderà dalla sfida a distanza fra televoto e sala stampa: se il favorito dei bookmakers Sal Da Vinci dovesse scontrarsi contro il muro dei giornalisti, la “via di mezzo” potrebbero essere proprio loro, ancor più di Brancale o Arisa. Ma il brano sanremese che più sanremese non si può, con inserti rap, non ci è proprio piaciuto.
VOTO: 6
Levante – Sei tu
Quel passaggio mozzafiato da maggiore a minore nel ritornello resta uno dei pochi passaggi che resteranno immediati nella memoria di questo Festival. Ma tre passi avanti agli altri è soprattutto la sua performance nelle quattro serate in cui si è esibita: una sicurezza e una determinazione pazzesche, come l’atleta che “vuole” la finale.
VOTO: 7.5
Sayf – Tu mi piaci tanto
Fresco, giovane, autentico. La sua è una “canzoncina”, ma appassionante. S’è presentato, ma può puntare più su.
VOTO: 6.5
Cambio d’abito per Laura Pausini
Max Pezzali dalla nave Costa
Arisa – Magica favola
Arisa forse si è accontentata, stavolta. Se voleva un brano Disney poteva aspirare a qualcosa di più coinvolgente (avete presente Frozen?).
VOTO: 6
Nayt – Prima che
Nella serata delle cover ha dimostrato (se ce n’era bisogno) di saper cantare, oltre al rap, ed è finito tra i finalisti come nella seconda serata. Un apprezzamento trasversale per il mago degli incastri di parole, che è riuscito persino a togliersi la patina da “musone” al dopo Festival da Savino.
VOTO: 7.5
Conti annuncia a sorpresa Stefano De Martino conduttore di Sanremo 2027
Il conduttore di quest’anno nella conferenza stampa del mezzogiorno aveva fatto uno scherzone ai giornalisti che gli avevano chiesto dopo di lui sarebbe arrivato Stefano De Martino:
“Forse questa sera vi dirò una cosa… potrei anche rimanere io, ma ho ricevuto l’ordine dalla rai di non dire nulla fino a questa sera”.
E invece no, tranello riuscito: in diretta Conti ha annunciato che nel 2027 Stefano de Martino sarà non solo conduttore, ma anche direttore artistico.
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Ditonellapiaga – Che fastidio
Detto, ridetto e sottoscritto: il brano più forte di questa 76esima edizione da tutti i punti di vista, musica, testo, interpretazione, show. Oltre a quanto già detto rispetto a questa meravigliosa creatura musicale, che si è stra-meritata la vittoria nelle cover, non resta da aggiungere una considerazione: con lei all’Eurovision stravinciamo… vuoi mettere coi (pur belli, né) lentoni di Brancale o Arisa?
VOTO: 9
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Ermal Meta – Stella stellina
Sempre un immenso professionista, Ermal Meta, sotto tutti i punti di vista. Ci ha emozionato di più quando forse non voleva farlo.
VOTO: 6.5
Cambio d’abito per Giorgia Cardinaletti
I Pooh in piazza Colombo con “Uomini soli” per i 60 anni di carriera
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Elettra Lamborghini – Voilà
Che dire del ciclone Elettra… alla fine la sua simpatia e la sua spontaneità sono inevitabilmente contagiose. Il brano sembra musicalmente scritto dai The Kolors (ma eseguito con molta meno convizione), il testo è scritto a tavolino per diventare un tormentone.
VOTO: 6.5
Bocelli canta “Il mare calmo della sera” e “Con te partirò”
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Bocelli con la mogliePremio alla carriera
Bocelli arriva a cavallo sulle note del “Gladiatore”
Sal Da Vinci – Per sempre sì
Santo Da Vinci subito, per l’Ariston. E probabilmente non solo, dato che alla vigilia della finale gli scommettitori lo davano per favorito (seppur di poco su Fedez e Masini). Non ce ne vogliate, ma dobbiamo ammetterlo senza mezzi termini: per il nostro sentire la canzone è proprio brutta.
VOTO: 5.5
Patty Pravo – Opera
Il brano di Giovanni Caccamo è vestito su di lei, che a 77 anni dimostra una presenza sempre invidiabile.
VOTO: 6.5
Il finto Can Yaman
Serena Brancale – Qui con me
Nello scontro a distanza fra lei e Arisa, siamo con lei. Per la sua completezza come artista a 360 gradi, ma anche per l’autenticità: picco d’empatia la prima sera, quando l’emozione l’ha messa in crisi. Criticabile la scelta di pestare i piedi alla “rivale” invadendo il suo campo? Mah… lecita, anche se continuiamo a preferire Serena Brancale in versioni più energiche.
VOTO: 7
LDA e AKA 7even – Poesie clandestine
Carichi e divertenti questi gggiovani (davvero da applausi la performance con Tullio De Piscopo nei duetti), ma il reggaeton in salsa partenopea è davvero elementare, anche se fa ballare mezzo Ariston.
VOTO: 6
J-Ax – Italia Starter Pack
Sempre simpaticamente scanzonato, J-Ax. Questa volta con un country nazionalpopolare (con tanto di “parappappà”) ascoltabile, ma nulla più.
VOTO: 6.5
Tommaso Paradiso – I romantici
Il brano non ci convince, lui sì. Soprattutto nella serata di ieri si è rivelato un “purosangue da palco” e anche stasera ha dominato la scena.
VOTO: 7
Malika Ayane – Animali notturni
Un altro dei pochi che non ci annoieremmo a risentire nelle prossime settimane: un brano di gran classe, lei intrigante performer non solo sul lato musicale. Un po’ troppo di nicchia, come proposta, per ambire alle alte sfere, ma non era certo quello l’obiettivo che voleva raggiungere.
VOTO: 7.5
Leo Gassmann – Naturale
Nella nutrita schiera di figli di famosi, potenzialmente avrebbe le qualità vocali migliori. La finale si sa fa tremare le gambe e questa sera Leo Gassmann ha voluto strafare e l’intonazione ha lasciato parecchio a desiderare (unitamente a un brano che non ci ha mai convinto sin dall’inizio).
VOTO: 6
Giorgia Cardinaletti scende la scalinata
Bambole di Pezza – Resta con me
Dovevano fare le “matte” di questa edizione, ma a parte infilare a forza i Led Zeppelin in Occhi di gatto e qualche outfit si sono mostrate molto più convenzionali del previsto, lontane anni luce da quel che cantano nelle loro esibizioni live. Ma il brano è uno dei pochi che ci vien voglia di risentire (e non è poco).
VOTO: 7.5
Raf – Ora e per sempre
Che quest’uomo abbia 66 anni è a prescindere incredibile. Questa sera una sicurezza vocale invidiabile per una miscela d’armonie che scivola come un fiume tranquillo. Una dedica alla moglie (più volte ripresa in platea dalla regia), un po’ come Sal Da Vinci, ma nel complesso un brano noiosetto.
VOTO: 6
Entra in scena Nino Frassica
Chiello – Ti penso sempre
Resta il dubbio che questo ragazzo non abbia tutti i venerdì. Svogliato, stralunato, apparentemente anestetizzato… Poi canta Tenco a modo suo e capisci che non è affatto un bluff. Il brano gira, ma quel timbro… è un dono della natura.
VOTO: 7.5
Arriva Laura Pausini
Francesco Renga – Il meglio di me
Canzone un po’ (volutamente) distopica fra verso e ritornello, gran mestiere per Renga, ma non “buca” come in passato.
Riflessione sulla guerra in Iran prima dell’inizio del Festival
Giorgia Cardinaletti, Carlo Conti e Laura Pausini hanno voluto riportare l’attenzione su ciò che sta succedendo in Medio Oriente, rilanciando anche l’appello dell’Unicef, con un invito globale per proteggere in particolare i bambini.
Tutte le (poche) polemiche di un Festival “ingessato”
C’è chi ha parlato addirittura di “irrilevanza“, ma è vero: del Festival se ne parla proporzionalmente rispetto a quanti (e quali) imprevisti accadono durante le cinque serate. E la gestione Conti sembra costruita proprio per limitarli al minimo. Una conduzione “ingessata“, sicuramente per scelta, tanto che i media sono dovute andarle a cercare col lanternino (ligure) le poche polemiche di questo Sanremo 2026.
Al di là della polemica “extra” su Mogol portato a Roma dall’elicottero dei Vigili del fuoco, oggi in conferenza stampa sono arrivati al pettine i principali nodi.
Mogol a Sanremo
Primo spunto polemico una petizione dei fan dei Pooh arrabbiati perché la band, a 60 anni dalla loro formazione, suonerà in piazza Colombo e non sul palco dell’Ariston:
“I Pooh sono venuti a Sanremo con me a festeggiare il 50esimo, poi con Amadeus la reunion: i 60 anni di carriera insieme abbiamo deciso di celebrarli tra la gente”, ha spiegato Conti.
C’è stata poi una polemica innescata sui social da Alessandro Gassmann, che non ha preso bene la presenza di Gianni Morandi sul palco col figlio (“Ma i padri no erano vietati sul palco? Io dovevo venire a pubblicizzare la mia prossima fiction, ma non ho potuto“).
“Ci mancherebbe, se Alessandro avesse voluto cantare col figlio sarebbe stato bellissimo. Altra cosa invece la pubblicizzazione delle fiction Rai: sono tantissime e quest’anno abbiamo deciso di non pubblicizzarne nemmeno una”.
Morandi babbo e figlio
Poi il bacio saffico tra Levante e Gaia “censurato” dalla regia.
“Nella prova del mattino non c’era la regia, in diretta a fine esibizione si applica tecnicamente il campo largo. La foto del bacio da vicino l’abbiamo pubblicata sui social Rai appena sorte sul Web le polemiche”, ha spiegato il dirigente Rai Claudio Fasulo.
Levante e Gaia
Poi la battuta di Grignani alla fine della sua esibizione co Luchè (“Nei fiori c’è anche il numero di Laura?“) in riferimento a un litigio sulla cover de “La mia storia fra le dita” non piaciuta a Grignani e che la Pausini fu costretta a togliere dal suo album di cover.
“Il numero ce l’ha, non l’ho mai cambiato… io sono qua, quando vuole”, ha risposto Laura Pausini.
Grignani e Luchè
E poi a proposito del referendum (Fedez era sbottato sui social a proposito della clausola sull’impossibilità di parlarne sul palco: “Ma che cosa abbiamo firmato?“), sia Conti che Fasulo hanno spiegato che nelle interviste gli artisti possono esprimere le loro posizioni personali, sul palco c’è un codice etico concordato da seguire per le dirette (e quindi non possono farlo).
Una donna in futuro direttore artistico?
“Chi può dirlo? Anche qui sono venuta a fare la conduttrice e ora lo farei sempre, mentre prima avevo paura di farlo. Al momento non mi sento pronta, comunque., ma una donna può fare benissimo, basta che sia preparata e si senta pronta a farlo”, ha risposto la Pausini.
Altro spunto polemico sulla pace e su una narrazione poco esplicita. Laura Pausini ha difeso la scelta di “Heal the World”, un brano con parole importanti, cantato da lei con un falsetto iniziale che diventa voce piena, proprio per dare un messaggio:
“Forse se continuate a considerarmi una cantante italiana che va in Sudamerica, non capirete mai che sono in grado di dire delle cose attraverso la voce”.
Secondo i bookmakers se la giocano Sal Da Vinci e Fedez-Masini
Alla vigilia della finale del Festival di Sanremo 2026 cambiano gli equilibri nelle lavagne dei bookmaker. Secondo le ultime quote diffuse dagli operatori di scommesse e rilanciate da Agipronews e Sisal, è Sal Da Vinci il nuovo favorito per la vittoria finale, dopo una rimonta costruita serata dopo serata.
Come riportato da Agipronews:
Sal Da Vinci: 2,75
Fedez-Masini: 3,00
Serena Brancale: 4,50
Arisa: 7,50
Sayf: 9.00
Ditonellapiaga: 20.00
Tommaso Paradiso: 20.00
Questo mooooolto in teoria. Perché la sala stampa soprattutto è da sempre istintivamente allergica rispetto al suffragio universale nazionalpopolare che confluisce fiumi di “televoti” e potrebbe bilanciare soprattutto l’ascesa dell’astro dei neomelodici partenopei.
La classifica finale della serata delle cover e dei duetti
Rivediamo cosa è successo ieri sera, nella consapevolezza che le votazioni della serata delle cover non incidono sulla classifica finale del Festival. Non è tuttavia detto che Ditonellapiaga o Sayf in particolare possano beneficiare anche questa sera dell’onda positiva seguita alla bella affermazione nei duetti.
Ditonellapiaga con TonyPitony: “The lady is a tramp”
Sayf con Alex Britti e Mario Biondi: “Hit the road Jack”
Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma: “Quello che le donne non dicono”
Bambole di Pezza con Cristina D’Avena: “Occhi di gatto”
Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band: “Vita”
Sal Da Vinci con Michele Zarrillo: “Cinque giorni”
Lda & Aka 7even con Tullio De Piscopo: “Andamento lento”
Nayt con Joan Thiele: “La canzone dell’amore perduto”
Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso: “Su di noi”
Luchè con Gianluca Grignani: “Falco a metà”
Ricapitoliamo i nostri voti dopo le prime serate
Le pagelle di News Prima:
DITONELLAPIAGA “Che fastidio!” – VOTO: 9
BAMBOLE DI PEZZA “Resta con me” – VOTO: 7.5
LEVANTE “Sei tu” – VOTO: 7.5
NAYT “Prima che” – VOTO: 7.5
Malika Ayane – Animali notturni – VOTO: 7.5
CHIELLO “Ti penso sempre” – VOTO: 7.5
Luchè – Labirinto – VOTO: 7.5
DARGEN D’AMICO “AI AI” – VOTO: 7.5
Serena Brancale – Qui con me – VOTO: 7
Samurai Jay – Ossessione – VOTO: 7
Michele Bravi – Prima o poi – VOTO: 7
Mara Sattei – Le cose che non sai di me – VOTO: 7
TOMMASO PARADISO “I romantici” – VOTO: 7
Maria Antonietta e Colombre – La felicità e basta – VOTO: 6.5
Tredici Pietro – Uomo che cade – VOTO: 6.5
Francesco Renga – Il meglio di me – VOTO: 6.5
PATTY PRAVO “Opera” – VOTO: 6.5
ENRICO NIGIOTTI “Ogni volta che non so volare” – VOTO: 6.5
Co-conduttori della terza serata del Festival saranno sempre Laura Pausini e in più Nino Frassica e la conduttrice del Tg1 Giorgia Cardinaletti. Ma sul palco ci saranno anche i conduttori di pre e dopo Festival: Manola Moslehi, Carolina Rey, Ema Stokholma e Nicola Savino.
Cardinaletti e Frassica
Ospite speciale Andrea Bocelli, ma anche Laura Pausini si cimenterà in un altro suo medley di successi, mentre in piazza Colombo canterano i Pooh e sulla nave Costa Toscana ultimo collegamento con Max Pezzali.
All’Ariston anche Gino Cecchettin che parlerà della Fondazione intitolata alla memoria della figlia Giulia, impegnata nella lotta contro la violenza delle donne.
Nel corso della serata verranno assegnati anche i premi per la miglior composizione musicale e per il miglior testo, oltre ai premi della critica Mia Martini e Lucio Dalla.
Sistema di voto e classifiche provvisorie
Sistema di voto bilanciato (col peso di un terzo) fra sala stampa, televoto e giuria delle radio anche per la finale.
Nella prima parte si votano di nuovo tutti brani, poi si crea una media dei risultati con i voti espressi nelle prime tre serate: dalla somma delle percentuali emerge la top 5, che accede alla superfinale.
Nella seconda parte la gara si riapre, ma il voto non si azzera: Sala Stampa, Radio e Televoto rivotano i cinque brani (sempre con un peso del 33%) ma il risultato fa media con la classifica finale emersa precedentemente. Così viene decretato il vincitore.
Unica differenza fra le due fasi: tre preferenze per utenza nella prima, una sola preferenza nella seconda.
Intanto riproponiamo le tre classifiche provvisorie (nomi in ordine casuale) uscite sin qui:
I cinque più votati nella terza serata:
Arisa – Magica favola
Sayf – Tu mi piaci tanto
Luchè – Labirinto
Serena Brancale – Qui con me
Sal Da Vinci – Per sempre sì
I primi cinque al termine della seconda serata:
TOMMASO PARADISO “I romantici”
LDA & AKA 7EVEN “Poesie clandestine”
NAYT “Prima che”
FEDEZ & MASINI “Male necessario”
ERMAL META “Stella stellina”
La classifica provvisoria dopo la prima serata:
Arisa – Magica favola
Fulminacci – Stupida sfortuna
Serena Brancale – Qui con me
Ditonellapiaga – Che fastidio!
Fedez e Marco Masini – Male necessario
Arisa, Serena Brancale e Fedez e Masini sono gli unici che ricorrono sia la prima sera che le successive e giocoforza hanno ottime possibilità di finire sul podio finale, ma non sappiamo quanti voti abbiano effettivamente preso al televoto, ad esempio, Sal Da Vinci o LDA & Aka 7even o Tommaso Paradiso.
I dati d’ascolto
Benvenuti alla nostra ultima diretta quest’anno dal Festival!
La serata delle cover e dei duetti è stata seguita da 10 milioni 789mila pari al 65.6% di share. Lo scorso anno 13 milioni 575mila telespettatori, pari al 70.8% di share (al quarto posto tra le quarte serate più viste dal 1995 a oggi).
Ricapitolando, al di là dei dati comunque positivi a livello di share (ieri il record assoluto dal 1990), rispetto al 2025 il Festival ha perso: 3 milioni di spettatori la prima serata, 1.8 la seconda, 1.1 la terza e 2 milioni e 786mila la quarta.
“E’ un po’ come una squadra di calcio che vince una partita 5 a 0 e quella dopo fa 3 a 0… è sempre un ottimo risultato”, ha detto Conti.