Non ci è (forse e per il momento) riuscito con la Groenlandia, ed ecco che ci riprova con Cuba.
Diavolo di un Trump, nell’attesa di verificare quante ne fa, 100 ne pensa.
Perché adesso, appunto, l’ultima (in realtà nella notte c’è stato l’attacco congiunto con Israele contro l’Iran) è l’idea di un’acquisizione amichevole di Cuba.
La (penultima) di Trump, acquisire Cuba
Il presidente degli Stati Uniti ha affermato pubblicamente di stare prendendo in esame la possibilità di un’“acquisizione consensuale” di Cuba.

L’annuncio è arrivato nel corso di un incontro con la stampa, ma non sono stati forniti chiarimenti su eventuali trattative in corso né su quali strumenti diplomatici o politici potrebbero essere utilizzati per concretizzare una simile iniziativa.
La tensione tra Washington e l’Avana
La dichiarazione ha generato stupore tra analisti e osservatori internazionali, che monitorano da tempo i rapporti complessi tra i due Paesi.
Al momento però non risultano comunicazioni ufficiali né da parte della Casa Bianca né dal governo cubano che confermino l’esistenza di negoziati formali.
Quello che è certo è che negli ultimi tempi Washington ha rafforzato le misure restrittive nei confronti dell’isola caraibica.
Tra queste figurano un embargo sulle forniture di petrolio e nuove limitazioni economiche, che si aggiungono a un quadro già critico per l’economia cubana.
Secondo diversi osservatori, l’obiettivo sarebbe quello di aumentare il peso politico ed economico statunitense in un momento di particolare vulnerabilità per L’Avana.
La situazione attuale a Cuba
Del resto, la situazione di queste ultime settimane è drammatica.
La crisi energetica sta mettendo in ginocchio il Paese.
Interruzioni prolungate della corrente elettrica colpiscono abitazioni, aziende e uffici pubblici per molte ore al giorno, con effetti pesanti sull’intero sistema economico e sociale.
La produzione e la distribuzione di generi alimentari risultano fortemente compromesse, così come l’accesso all’acqua potabile.
Anche il sistema sanitario opera in condizioni di emergenza, garantendo principalmente interventi urgenti e trattamenti indispensabili per la sopravvivenza dei pazienti.
Alla scarsità di elettricità si aggiunge quella di carburante, difficile da reperire e con prezzi elevati, fattore che ha ridotto drasticamente i trasporti pubblici.
Molte attività produttive sono state sospese. Le autorità hanno introdotto misure straordinarie per limitare gli spostamenti e contenere l’impatto economico: ammortizzatori sociali per i lavoratori, promozione del lavoro da remoto e trasferimenti del personale in sedi più vicine alle abitazioni.
Anche il settore dell’istruzione è stato coinvolto, con il ritorno alla didattica a distanza e l’ipotesi di una conclusione anticipata dell’anno scolastico.
Anche il turismo rischia una crisi senza precedenti.
Le Nazioni Unite hanno sollecitato una revisione o un alleggerimento di tali misure.
L’episodio del motoscafo e lo scontro a fuoco
A complicare ulteriormente il clima è intervenuto un episodio che ha avuto ampia risonanza sui media internazionali.
Un motoscafo immatricolato in Florida, con a bordo almeno dieci cittadini cubani armati, avrebbe fatto ingresso nelle acque territoriali nei pressi della capitale L’Avana.
Le autorità cubane riferiscono che ne è scaturito uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza locali.
Secondo la versione ufficiale diffusa dal governo dell’isola, quattro persone sarebbero morte e sei rimaste ferite.
Alcuni organi di stampa sostengono inoltre che tra le vittime potrebbe figurare almeno un cittadino statunitense, circostanza che, se confermata, rischierebbe di inasprire ulteriormente le relazioni tra i due Paesi.
La situazione resta in evoluzione, in attesa di eventuali prese di posizione ufficiali e di chiarimenti sulle dinamiche dell’accaduto.