il poverello di assisi

L’Umbria celebra l’ottavo centenario della nascita di San Francesco: un Anno Giubilare e “mostra evento”

Dal 22 febbraio al 22 marzo 2026, un Giubileo speciale. Perugia ospiterà una grande esposizione sul rapporto fra Francesco e Giotto

L’Umbria celebra l’ottavo centenario della nascita di San Francesco: un Anno Giubilare e “mostra evento”

Il 2026 segna l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi (1226-2026), una ricorrenza che si celebra con un Anno Giubilare speciale e l’ostensione delle spoglie del santo, che sarà visibile ad Assisi dal 22 febbraio al 22 marzo 2026.

In occasione di questo anniversario straordinario, il Papa Leone XIV ha istituito un periodo speciale di celebrazioni che va dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027, con il fine di invitare tutti i cristiani a seguire l’esempio di San Francesco nel cercare la santità e nel diventare testimoni di pace. Un invito, quello del Papa, che ha lo scopo di far riscoprire la vita e gli insegnamenti del “Poverello d’Assisi” come modello di virtù cristiana.

L’Umbria celebra l’ottavo centenario della nascita di San Francesco

La regione dell’Umbria, da sempre legata a San Francesco, si prepara a celebrare questo evento con una serie di iniziative di grande portata. Fra queste, una delle più rilevanti sarà la mostra “Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, che si terrà dal 14 marzo al 14 giugno 2026 presso la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia.

L’Umbria celebra l’ottavo centenario della nascita di San Francesco: un Anno Giubilare e mostra storica
Giotto e san Francesco

Un’esposizione che racconta il momento storico in cui il carisma del santo incontra il genio artistico di Giotto, dando vita a una vera e propria rivoluzione culturale.

Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha sottolineato l’importanza di questa celebrazione, dichiarando: “San Francesco patrono d’Italia: l’importanza del poverello di Assisi, sottolineata dalla reintroduzione della Festa Nazionale del 4 ottobre, è in questa storia di carità e amore che attraversa i secoli e giunge fino a noi. Accostare la figura di Francesco a quella di Giotto significa rendere plastico il senso di quella rivoluzione culturale che prende forma nel cuore dell’Umbria e si irradia all’Europa.” Un’interpretazione che va oltre l’aspetto religioso, ma che pone l’accento sull’influenza artistica che la vita di Francesco e il suo messaggio hanno avuto su tutta l’arte medievale.

La mostra evento: “Giotto e san Francesco”

L’evento espositivo sarà curato da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi e si concentrerà su un periodo chiave per la storia dell’arte: la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento, quando l’influenza di San Francesco inizia a plasmare non solo la spiritualità, ma anche la cultura visiva.

Giotto, infatti, è riconosciuto come il pittore che, a partire dal 1290, si fa portavoce di una nuova visione artistica, distaccandosi dalla “maniera greca” bizantina e restituendo alla pittura una visione più reale, umana e tangibile. Questo passaggio ha segnato un punto di rottura con il passato, spingendo la pittura verso una nuova era di naturalismo che troverà uno dei suoi focolai ad Assisi, proprio nella decorazione della Basilica di San Francesco.

La mostra si articolerà in otto sezioni e presenterà oltre 60 opere, tra cui alcune delle più celebri di Giotto, come la Madonna di San Giorgio alla Costa, la Polittico di Badia, e alcuni lavori giovanili che hanno segnato il suo esordio ad Assisi. “La Madonna di San Giorgio alla Costa,” ad esempio, sarà presentata come un capolavoro che mostra la maestria di Giotto nel rappresentare la figura umana con una forza espressiva straordinaria. Al suo fianco saranno esposte anche opere di Simone Martini e Pietro Lorenzetti, che, seppur provenienti dalla scuola senese, contribuirono con il loro stile alla rielaborazione visiva della spiritualità francescana.

Un elemento centrale della mostra sarà l’esplorazione della “rivoluzione” introdotta da Giotto attraverso l’uso dello spazio e della prospettiva. La sua tecnica, innovativa per l’epoca, consisteva nell’introduzione di uno spazio profondo e misurabile, abitato da corpi e oggetti che sembrano avere una loro esistenza tangibile. Un passo fondamentale che ha reso la pittura più vicina alla realtà che all’astrazione, e che è stato capace di influenzare tutta la pittura del Trecento.

L’esposizione non si limiterà però a raccontare l’arte figurativa, ma si avvarrà anche di numerosi restauri e indagini diagnostiche che restituiranno al pubblico alcune opere mai esposte prima. In aggiunta, un video immersivo proporrà al visitatore un’esperienza visiva unica, ricreando i percorsi pensati dalla committenza per i pellegrini che, nei secoli, hanno visitato la tomba del santo.

Eventi speciali

Nel contesto di queste celebrazioni, saranno inoltre organizzati itinerari guidati e eventi notturni, che permetteranno ai visitatori di immergersi nelle tradizioni e nella spiritualità che attraversano l’Umbria. Il progetto, dal titolo “Il Cantico e il Creato. San Francesco tra arte, natura e spiritualità”, offrirà anche conferenze storico-artistiche e laboratori creativi per bambini, con l’obiettivo di rendere l’eredità di San Francesco e l’arte umbra più accessibile a un pubblico ampio e diversificato.

L’Anno Giubilare in corso, che coinvolge anche la città di Assisi, non solo omaggia la memoria di San Francesco, ma offre l’opportunità di riscoprire una parte fondamentale della storia dell’arte e della cultura italiana. La combinazione di arte, spiritualità e innovazione rende il centenario della morte di San Francesco un evento imperdibile, non solo per i fedeli, ma anche per gli appassionati di arte e cultura.

Il progetto espositivo si avvale della collaborazione di studiosi internazionali e istituzioni locali, come la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria e il Comitato Nazionale per le Celebrazioni dell’Ottavo Centenario, e si prevede che attirerà visitatori da tutto il mondo, desiderosi di approfondire la connessione tra arte, spiritualità e natura che ha reso l’Umbria una delle culle della cultura europea.