Donald Trump continua a sorprendere, soprattutto quando si tratta di politica internazionale. Sabato 21 febbraio 2026, alla Casa Bianca, durante una cena con i governatori degli Stati americani, il tycoon ha ripreso di mira la Groenlandia.
In un post su Truth Social, la sua piattaforma di social media, Trump ha annunciato l’invio di una nave ospedale statunitense sull’isola più grande del mondo, per assistere le persone malate che, a suo dire, non sono adeguatamente supportate dal sistema sanitario locale.

A stretto giro la stoccata della premier danese che – sostanzialmente – ringrazia ma rammenta al presidente che la sanità, da loro (a differenza degli Usa) è gratuita.
Trump promette una nave ospedale alla Groenlandia
Trump ha aggiunto un’illustrazione della USNS Mercy, una nave ospedale della Marina degli Stati Uniti, dichiarando che la nave “sta arrivando!” per prendersi cura della popolazione groenlandese. La notizia, tuttavia, ha destato curiosità e confusione, poiché la USNS Mercy è attualmente in manutenzione in un cantiere navale dell’Alabama, dove si trova anche la USNS Comfort, un’altra nave ospedale della stessa flotta.
Non è chiaro, quindi, come e quando questa nave potrà effettivamente partire. La Casa Bianca non ha fornito spiegazioni dettagliate e il Pentagono ha rimandato la questione allo US Northern Command, che a sua volta ha indirizzato i giornalisti alla stessa Casa Bianca, senza fornire chiarimenti su questo imprevisto annuncio.
Nonostante Trump non avesse trattato la questione della Groenlandia nelle settimane precedenti, limitandosi a dire che le trattative con Danimarca e Groenlandia, avviate dopo il Forum di Davos, continuano, la questione è tornata d’attualità.
La risposta di Danimarca e Groenlandia
Non è tardata ad arrivare la risposta dei leader danesi e groenlandesi alla proposta di Trump. La premier danese Mette Fredriksen ha reagito con sarcasmo e ironia all’annuncio della nave ospedale, sottolineando le differenze fondamentali tra il sistema sanitario pubblico danese e quello privato degli Stati Uniti.
“Sono felice di vivere in un Paese in cui tutti hanno libero e uguale accesso all’assistenza sanitaria, e dove non sono le assicurazioni e il proprio patrimonio a determinare il trattamento adeguato”. La Fredriksen ha poi aggiunto che anche in Groenlandia esiste un sistema sanitario pubblico che garantisce l’accesso alle cure senza oneri economici per i cittadini.

Il ministro della difesa danese, Troels Lund Poulsen, ha invece ribadito che la popolazione groenlandese riceve già le cure sanitarie di cui ha bisogno, e che in caso di necessità, i groenlandesi possono essere trasferiti in Danimarca per trattamenti specialistici.
“Non è dunque necessario un intervento sanitario specifico in Groenlandia”, ha dichiarato con fermezza.
Anche il primo ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, ha risposto negativamente all’invio della nave ospedale americana. In un’intervista, Nielsen ha spiegato che l’isola è dotata di un sistema sanitario pubblico che offre cure gratuite ai cittadini, e ha sottolineato che questa scelta è fondamentale per la società groenlandese. Ha aggiunto che negli Stati Uniti, invece, l’accesso alle cure dipende dalle risorse economiche individuali.
Attualmente, in Groenlandia sono operativi sei ospedali per una popolazione di circa 60.000 persone, e recentemente è stata stipulata un’intesa con la Danimarca per migliorare l’accesso alle cure specialistiche negli ospedali danesi.
Un obiettivo strategico per Trump
L’isola della Groenlandia è un chiodo fisso per la politica estera di Trump, che la considera essenziale per la difesa degli Stati Uniti e per l’equilibrio geopolitico nell’Artico. Sotto la sua amministrazione, infatti, la Groenlandia è diventata un obiettivo strategico, non solo per la sua posizione geopolitica e la difesa contro le pressioni di Russia e Cina, ma anche per le sue risorse naturali.

La Groenlandia è infatti ricca di minerali preziosi e giace sopra vasti giacimenti di petrolio e gas. Inoltre, Trump ha espresso più volte il suo interesse nel controllo delle risorse naturali della Groenlandia, considerando l’isola una risorsa fondamentale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, in particolare per il sistema missilistico Golden Dome che il presidente aveva proposto di installare.
La sua determinazione “di annettere” l’isola era stata fortemente respinta dalla premier danese Mette Fredriksen, che aveva definito l’idea “assurda”.