Intervento

Pubblica amministrazione più efficiente e sostenibile: le proposte di Meritocrazia Italia

"Serve un cambiamento strutturale che coniughi rinnovamento generazionale, sostenibilità e meritocrazia"

Pubblica amministrazione più efficiente e sostenibile: le proposte di Meritocrazia Italia

A margine delle recenti dichiarazioni del Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, Meritocrazia Italia rinnova la propria riflessione sul processo di riforma della p.a., sottolineando la necessità di un cambiamento strutturale che coniughi rinnovamento generazionale, sostenibilità e meritocrazia. 

Secondo i dati più recenti, l’età media dei dipendenti della p.a. è scesa a 48 anni e i tempi medi di conclusione dei concorsi pubblici si sono ridotti di circa quattro mesi.

Si tratta di segnali positivi, che testimoniano un impegno concreto per rendere l’apparato pubblico più giovane, dinamico e vicino ai bisogni di cittadini e imprese. Tuttavia, il rinnovamento generazionale rappresenta solo una parte del cambiamento necessario. Occorre che il ricambio sia accompagnato da una revisione dei processi organizzativi e da un investimento continuo sulla formazione, per evitare che l’innovazione si scontri con modelli burocratici superati. Solo una p.a. capace di aggiornarsi costantemente può garantire continuità, efficienza e qualità dei servizi.

Accanto ai progressi, emergono poi alcune criticità: molte amministrazioni locali faticano a tenere il passo della trasformazione digitale e della velocizzazione delle procedure, con il rischio di ampliare i divari territoriali e rallentare la transizione verso una PA moderna ed equa. Inoltre, l’ondata di assunzioni, pur necessaria, deve essere sostenuta da una pianificazione finanziaria di lungo periodo, per evitare squilibri nei bilanci pubblici e garantire stabilità futura.

Meritocrazia Italia propone:

  • un piano strutturale di formazione continua per tutto il personale, nuovo ed esperto, con particolare attenzione alle competenze digitali, alla gestione dei dati, alla transizione ecologica e alle soft skills;
  • garanzia di qualità della selezione nonostante la semplificazione dei concorsi, valorizzando strumenti di valutazione digitali e trasparenti;
  • sistemi di valutazione oggettivi e pubblici per premiare i risultati concreti e responsabilizzare tutti i livelli dell’amministrazione;
  • governance dell’intelligenza artificiale nella p.a., con regole chiare e percorsi di formazione obbligatoria per i dipendenti, a tutela della sicurezza dei dati e dei diritti dei cittadini;
  • meccanismi di supporto per le Regioni e i Comuni meno attrezzati, così da evitare disparità nella qualità dei servizi e nella capacità di innovazione;
  • politiche di attrazione dei talenti italiani all’estero, onde riconoscere e valorizzare l’esperienza internazionale come risorsa per la crescita del settore pubblico;
  •  maggior benessere organizzativo, così da favorire ambienti di lavoro inclusivi e stimolanti, capaci di trattenere le migliori competenze e di restituire fiducia nelle istituzioni.

La modernizzazione della p.a. non può limitarsi a un ricambio anagrafico: deve tradursi in una cultura nuova della responsabilità e del servizio, capace di unire competenza, etica e innovazione.