Verso il referendum, alta tensione nella maggioranza.
A far discutere sono ancora le dichiarazioni dei giorni scorsi (“sistema paramafioso”) del Ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Ma se nell’immediatezza di quelle parole c’era stato l’attacco delle opposizioni di Centrosinistra (che ne hanno chiesto le dimissioni) e dell’Associazione nazionale magistrati oltre all’imbarazzo della premier Giorgia Meloni e la tirata d’orecchie del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ora è dall’interno della stessa coalizione di Centrodestra che governa il Paese che si alza un nuovo polverone di polemiche.
L’attacco della Lega al Ministro
Perché in queste ultime ore, è toccato alla deputata della Lega Simonetta Matone andare all’attacco del Ministro.

Con parole che non hanno bisogno di troppi commenti.
Matone, magistrato, ha infatti definito “folli” le dichiarazioni di Nordio, spiegando che tali esternazioni “mettono a rischio l’affermazione del Sì al referendum sulla Giustizia”.
Il nuovo scontro: Matone contro Nordio
La parlamentare del partito di Salvini ha illustrato la sua posizione in un pubblico in Calabria organizzato proprio dalla Lega:
“E’ necessario abbassare i toni sul referendum proprio come ha raccomandato il presidente della Repubblica”.
Matone nel giustificare il suo dissenso dal rappresentante del Governo ha richiamato quello che in precedenza era stato una sorta di autogol del Centrosinistra con le esternazioni del procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri che aveva sottolineato come a favore del Sì “si esprimeranno gli indagati, mentre voteranno No le persone per bene”.

L’autogol di Gratteri e …il pareggio di Nordio
E infatti la deputata della Lega ha osservato:
“Prima grazie all’involontario endorsement di Gratteri eravamo 10 a 0, oggi, grazie all’improvvida iniziativa con dichiarazioni folli di Nordio, siamo purtroppo 10 a 10. Ha confuso ciò che si può dire in un salotto da quello che si può dire pubblicamente. Tutti noi pensiamo le cose che lui ha detto ma sono cose che non si possono dire pubblicamente”.
E Matone ha anche aggiunto:
“L’indicazione data dai vertici della maggioranza a inizio campagna referendaria era che i politici non dovevano partecipare in prima persona per non politicizzare troppo il voto”.
Cosa aveva detto Nordio
Le esternazioni del Ministro risalgono a una recente intervista rilasciata al Mattino di Napoli.

Sostenendo i punti caratterizzanti della riforma, Nordio aveva parlato di una “consorteria autoreferenziale che solo il sorteggio può eliminare tra le correnti della magistratura all’interno del Consiglio superiore della magistratura, spiegando che il sorteggio rompe questo meccanismo paramafioso”.
Verso il referendum, Schlein contro Meloni
Nel frattempo verso il referendum e in qualche modo avvalorando la posizione di Matone su possibili strumentalizzazioni e accentuazione dei toni, è intervenuto anche il segretario nazionale del Pd Elly Schlein che ha attaccato la premier Giorgia Meloni:

“Il presidente della Repubblica aveva fatto un discorso di altissimo profilo e speravo che il suo appello al reciproco rispetto delle istituzioni venisse ascoltato da tutti e invece qualche ora dopo la premier Meloni ha fatto un altro video in cui attaccava i giudici, il terzo in pochi giorni, ignorando l’appello del capo dello Stato”.