Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha inaugurato giovedì 19 febbraio 2026 a Washington la prima riunione del nuovo Board of Peace, il Consiglio per la Pace nato con l’obiettivo dichiarato di coordinare la ricostruzione di Gaza e promuovere iniziative diplomatiche internazionali. Durante l’incontro, il leader americano ha annunciato un contributo diretto di 10 miliardi di dollari da parte degli Stati Uniti e ha delineato un ruolo ambizioso per il nuovo organismo: vigilare sul funzionamento delle Nazioni Unite.
Il Board of Peace e il ruolo di supervisione sull’Onu
“Il Board of Peace vigilerà praticamente sulle Nazioni Unite e si assicurerà che funzionino correttamente”, ha dichiarato Trump nel discorso di apertura, sottolineando come in futuro l’Onu possa diventare “molto più forte” rispetto alla situazione attuale.
PRESIDENT TRUMP: We brought home all 28 of the hostages, living and dead. pic.twitter.com/Wk2ttFg7n5
— Department of State (@StateDept) February 19, 2026
Secondo il presidente americano, l’iniziativa rappresenta uno degli strumenti diplomatici più rilevanti degli ultimi anni.
“Credo non ci sia mai stato niente di più potente e prestigioso”.
Trump ha inoltre sostenuto che quasi tutti i Paesi invitati hanno accettato di aderire al Consiglio.
“Quasi tutti hanno accettato e quelli che non l’hanno fatto, lo faranno. Alcuni stanno un po’ facendo i furbi, ma non funziona: non potete fare i furbi con me”, ha detto.
Gaza, oltre 7 miliardi promessi dagli altri Paesi
Nel corso dell’incontro è stato annunciato che diversi Stati hanno già promesso contributi complessivi superiori ai sette miliardi di dollari. Una cifra significativa ma ancora lontana dalle stime necessarie per la sola ricostruzione della Striscia di Gaza, valutata in oltre 50 miliardi di dollari.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha ribadito la centralità del progetto:
“Non c’è un piano B per Gaza. Il piano A è ricostruire e vivere in pace”.
SECRETARY RUBIO: President Trump has the vision and courage to pursue something that has never been done yet.
We thank all of the nations, including our observer partners, who are here. You are indispensable. pic.twitter.com/5P4RcYuP97
— Department of State (@StateDept) February 19, 2026
Trump ha confermato che tra i Paesi coinvolti saranno presenti anche Cina e Russia, oltre ai partner europei e alla Nato, sottolineando “ottimi rapporti con l’Europa e con l’Alleanza Atlantica”.
Il prossimo incontro in Norvegia e la battuta sul Nobel
Il presidente Usa ha inoltre annunciato che la Norvegia ospiterà un prossimo evento del Consiglio per la Pace. Durante il discorso non è mancata una battuta:
“Pensavo stessero per dire che mi assegnavano il Premio Nobel, ma non mi importa. Mi importa salvare vite”.
Iran, ultimatum sui negoziati nucleari
Nel suo intervento Trump ha anche affrontato il dossier iraniano, ribadendo la necessità di raggiungere rapidamente un accordo con Teheran sul nucleare.
“Scopriremo cosa succede con l’Iran tra circa dieci giorni”, ha dichiarato, avvertendo che senza un’intesa “succederanno cose brutte”.
Il presidente ha aggiunto che Washington mantiene comunque «buoni rapporti» con i negoziatori iraniani, ribadendo che Teheran non può ottenere l’arma atomica.
Tra diplomazia e politica interna
Nel corso della riunione Trump ha alternato i temi della pace e della ricostruzione con riferimenti all’economia americana, ai dazi commerciali e ai rapporti personali con diversi leader internazionali, elogiando tra gli altri il presidente argentino Javier Milei e il premier ungherese Viktor Orbán.
Secondo la Casa Bianca, il Board of Peace punta a diventare una piattaforma multilaterale permanente per affrontare crisi internazionali e ricostruzioni post-belliche, a partire dal dossier Gaza, considerato da Washington una priorità strategica nei prossimi mesi.