Il dramma del bambino di Napoli, ricoverato al Monaldi, porta con sé una serie di domande irrisolte sulla gestione del suo trapianto di cuore. Dopo due mesi di vita appesa a un filo grazie a una macchina per la circolazione extracorporea (Ecmo), il piccolo, la cui condizione era già disperata, non ha ricevuto l’idoneità per un secondo trapianto, nella giornata di ieri, 18 febbraio 2026, a seguito di un maxi consulto fra esperti.
Resta la disperazione dei genitori, ma restano anche una serie di interrogativi. L’importanza di fare chiarezza dovrà tenere presente la complessità delle decisioni mediche che sono state prese in un contesto di emergenza.

La decisione degli esperti e l’arrivo di Fico
Il 18 febbraio 2026, un comitato di esperti delle principali strutture italiane di cardiochirurgia pediatrica ha preso la dolorosa decisione: il piccolo non sarebbe stato idoneo a ricevere un nuovo cuore. I luminari della cardiochirurgia, tra cui Carlo Pace Napoleone del Regina Margherita di Torino e Giuseppe Toscano di Padova, hanno ritenuto che il corpo del bambino non avrebbe potuto sostenere un ulteriore intervento, dopo aver passato quasi due mesi sotto il supporto dell’Ecmo, un dispositivo che non può garantire assistenza a lungo termine. Ciò ha segnato il punto di non ritorno. Il bambino è in coma indotto, reni, fegato e altri organi sono ormai compromessi. In corso anche un’emorragia cerebrale.
Nel frattempo, gli ispettori inviati dal Ministero della Salute e dalla Regione Campania hanno cominciato il loro lavoro di raccolta delle evidenze, con la Procura che ha già iscritto sei medici nel registro degli indagati. La responsabilità di quanto accaduto è ancora tutta da definire, ma il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha subito attivato tutti i poteri di vigilanza e controllo. Il pentastellato ha incontrato la madre del bambino, esprimendo il suo profondo cordoglio e chiedendo scusa a nome dell’istituzione, promettendo che sarà fatta giustizia. Il governatore ha anche sottolineato l’importanza di procedere con cautela, evitando giudizi affrettati prima che le indagini facciano piena luce sull’accaduto.
“È una vicenda molto dolorosa. In questo momento viene prima di tutto il rispetto verso il bambino e verso la famiglia. Poi ho attivato da subito i massimi poteri di vigilanza, controllo e ispezioni della Regione per fare chiarezza sulla vicenda. Ho avuto una relazione di 290 pagine – sottolinea Fico – che ho mandato al ministro Schillaci, con cui ho avuto anche un incontro, che era già programmato”.
La donna ha ricevuto la promessa che “giustizia sarà fatta” anche dalla premier Giorgia Meloni, con la quale è in contatto.
Il dolore le domande senza risposte
Per la madre del bambino, Patrizia Mercolino, la speranza che il figlio possa riprendersi è ormai svanita. Francesco Petruzzi, l’avvocato della famiglia, fa sapere che “la mamma è rassegnata all’idea che il figlio non ce la farà. Glielo hanno detto gli esperti. Non abbiamo motivi di contraddirli“.

Il nuovo cuore sarà destinato a un altro bimbo in lista d’attesa.

Tuttavia, il senso di ingiustizia e le domande restano. Come è stato possibile che un cuore così fragile sia stato utilizzato per un trapianto pediatrico? Perché il trasporto è stato effettuato senza il dovuto rispetto delle precauzioni tecniche, come l’uso di un contenitore adeguato per monitorare la temperatura? Si ipotizza che l’uso di ghiaccio secco – piuttosto che il tradizionale ghiaccio – abbia danneggiato irrimediabilmente l’organo. È stato un errore di valutazione, o la pressione di dover agire velocemente ha portato a decisioni affrettate?
Negli atti ufficiali a proposito del cuore prelevato a Bolzano c’è scritto: “All’apertura del contenitore termico risultava impossibile estrarre il secchiello contenente il cuore, completamente inglobato in un blocco di ghiaccio”.
Il primario della cardiochirurgia Guido Oppido aveva appena staccato il cuore del bambino. Ritenendo di aver avuto un via libera che però nessuno di quelli che si trovavano in sala sostiene di aver dato.
Sono già stati acquisiti atti, documenti e cartelle cliniche. Nel corso degli accertamenti è stato sequestrato anche il box frigo con il quale è stato trasportato il cuore. L’organo fu trasportato a bordo di un contenitore di vecchio tipo, malgrado il Monaldi disponga dei box tecnologici che controllano la temperatura. Secondo quanto emerge dalle indagini, il personale non era adeguatamente formato per l’uso dello strumento più moderno.
Riavvolgendo il nastro di quanto ricostruito: l’organo (donato dai genitori di un bimbo di 4 anni morto annegato in una piscina comunale in provincia di Bolzano) sarebbe stato danneggiato durante la fase dell’espianto, avvenuto nell’ospedale San Maurizio di Bolzano, perché posto in una box contenente ghiaccio secco anziché ghiaccio tradizionale, e il ghiaccio secco, che arriva a temperature inferiori ai 70 gradi, ha di fatto congelato il cuore, danneggiandolo in maniera irrimediabile.
Il secondo nodo si sposta a Napoli, quando l’organo arriva. L’équipe del Monaldi – guidata da un cardiochirurgo di grande esperienza, specializzato nel trattamento delle cardiopatie congenite – si è accorta che l’organo destinato al trapianto era congelato. A quel punto il cuore malato del bambino, affetto da cardiomiopatia dilatativa, era già stato asportato ed i medici non hanno potuto fare altro che impiantare comunque l’organo danneggiato, nella speranza che potesse riprendere a battere. Non è stato così. Il chirurgo doveva aspettare l’ok di chi ha esaminato l’organo prima di espiantare quello precedente?
Risposte che soltanto gli inquirenti sapranno fornire.
La cautela necessaria ed i possibili risarcimenti
L’inchiesta che sta prendendo piede cercherà di rispondere a domande fondamentali: come sono state gestite le risorse e le attese per il trapianto? E’ stata fatta una valutazione approfondita delle condizioni dell’organo prima di procedere? Il chirurgo si è trovato, come suggeriscono alcuni colleghi, in una condizione in cui non poteva fare altro?
Se dovessero emergere responsabilità nella “filiera”, per i congiunti si aprirà l’opportunità di ricevere un risarcimento economico, che nulla potrà contro il dolore di questo incubo che si avvia verso il più straziante dei finali.