proposte concrete

Meritocrazia Italia al Ministro Nordio: nella revisione del sistema carcerario, si coinvolgano nel confronto tutte le Regioni interessate

Alcune proposte concrete per affrontare la problematica carceraria, che vanno al di là della semplice distribuzione dei detenuti e delle strutture penitenziarie

Meritocrazia Italia al Ministro Nordio: nella revisione del sistema carcerario, si coinvolgano nel confronto tutte le Regioni interessate

Il 15 gennaio 2026 è stato reso pubblico il verbale della seduta della Conferenza Stato-Regioni del 18 dicembre 2025, un documento che evidenzia una netta divergenza di opinioni tra il Ministero della Giustizia e la Regione Sardegna riguardo alla gestione dei detenuti sottoposti al regime di 41-bis. La discussione, che ha suscitato ampio dibattito, verte sulla riforma del sistema penitenziario di massima sicurezza, una riforma che il Governo ha definito necessaria per adeguarsi a nuove esigenze di ordine pubblico e per rispondere ai dettami costituzionali.

Meritocrazia Italia, già attiva da tempo nel monitoraggio e nella proposta di soluzioni per il sovraffollamento carcerario e il ridimensionamento delle strutture, ha ribadito l’importanza di un approccio integrato e condiviso nel processo di riforma del sistema penitenziario.

La proposta del Governo e la nuova geografia penitenziaria

Durante la conferenza, il rappresentante del Governo ha illustrato i dettagli di una riforma pensata per centralizzare la gestione dei detenuti in regime di 41-bis, prevedendo una riduzione del numero di strutture carcerarie dedicate, ma aumentando la specializzazione e la sicurezza degli istituti rimasti. L’obiettivo dichiarato è di accorpare l’intera popolazione carceraria di massima sicurezza, attualmente distribuita in 12 istituti, in soli sette poli d’eccellenza, dove i detenuti saranno isolati e sottoposti alla sorveglianza esclusiva del GOM (Gruppo Operativo Mobile).

La Regione Sardegna, che già ospita diverse strutture penitenziarie di alta sicurezza, sarebbe chiamata a svolgere un ruolo centrale in questo nuovo assetto. Le strutture di Sassari, Nuoro e Cagliari-Uta sono state confermate come sedi permanenti del regime 41-bis. Tuttavia, il piano del Ministero, accelerato dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 30/2025, che ha reso obbligatorie le 4 ore di aria giornaliere per i detenuti, ha suscitato preoccupazioni in Sardegna. La difficoltà di garantire questi standard nei vecchi istituti o in quelli a gestione mista ha spinto il Ministero a considerare un possibile aumento del numero di detenuti diretti verso le strutture sarde, con un incremento stimato del 20%.

Le preoccupazioni della Regione Sardegna

Le decisioni presentate nel verbale della conferenza hanno suscitato forti critiche da parte della Regione Sardegna, che teme di essere trasformata in una “colonia penale” a causa della centralizzazione dei detenuti in regime di 41-bis. La Sardegna, infatti, risulterebbe la Regione più penalizzata dal piano, in quanto a fronte della riduzione di istituti in altre regioni (come il Piemonte, il Lazio, l’Umbria), essa manterrebbe ben tre strutture dedicate a questo tipo di detenuti, mentre altre Regioni, come l’Umbria, non ne avrebbero neanche una. Questo, secondo le autorità locali, potrebbe avere ripercussioni significative sul territorio in termini di sicurezza e di carico delle infrastrutture regionali.

Il Governo, per contro, ha motivato la sua scelta indicando che la centralizzazione in pochi poli di eccellenza avrebbe migliorato la sicurezza complessiva e reso più efficiente la gestione del regime di 41-bis, favorendo un maggiore isolamento dei detenuti più pericolosi. Tuttavia, la Regione Sardegna ha invocato un intervento più leale e consapevole da parte del Governo, affinché si possano considerare tutte le implicazioni di una simile riorganizzazione, non solo sul piano giuridico e socio-economico, ma anche sotto l’aspetto sociale e ambientale.

La posizione di Meritocrazia Italia

Meritocrazia Italia, già attiva da tempo nel monitoraggio e nella proposta di soluzioni per il sovraffollamento carcerario e il ridimensionamento delle strutture, ha ribadito l’importanza di un approccio integrato e condiviso nel processo di riforma del sistema penitenziario. L’organizzazione ha sottolineato la necessità di una riflessione più ampia che coinvolga tutte le parti interessate – dalle istituzioni locali alle forze dell’ordine, fino agli esperti di diritti umani – per giungere a una soluzione che tenga conto dei diversi fattori in gioco, come la sicurezza del territorio e le conseguenze sociali di tali decisioni.

Meritocrazia Italia ha avanzato alcune proposte concrete per affrontare la problematica carceraria, che vanno al di là della semplice distribuzione dei detenuti e delle strutture penitenziarie. Tra le proposte figurano:

  • Superare l’intervento edilizio emergenziale, puntando sul riutilizzo di immobili pubblici dismessi che possano essere riconvertiti in istituti penitenziari moderni, sostenibili e integrati nel tessuto sociale, evitando così nuovi costi per la costruzione di strutture ad hoc.

  • Sostegno psicologico per i detenuti e il personale penitenziario, un aspetto spesso trascurato, ma fondamentale per prevenire il disagio mentale e migliorare le condizioni generali all’interno delle strutture.

  • Adozione di un nuovo regolamento penitenziario, che sia in linea con i mutamenti del contesto sociale, accompagnato dalla creazione di osservatori civici permanenti in grado di monitorare il sovraffollamento, i suicidi, l’accesso alle misure alternative e le condizioni materiali delle strutture carcerarie.

  • Investimenti sul personale penitenziario ed educativo, con percorsi formativi specifici per agenti, insegnanti, psicologi ed educatori, così da costruire un sistema che unisca sicurezza, dignità e reinserimento.

Il necessario coinvolgimento di tutte le parti interessate

Meritocrazia Italia, pur riconoscendo la validità della riforma proposta dal Ministero della Giustizia, ha sottolineato che è fondamentale coinvolgere tutti i soggetti interessati, per adottare scelte condivise che possano affrontare in modo equilibrato le diverse criticità legate alla gestione del regime di 41-bis e alla gestione carceraria in generale. In particolare, le preoccupazioni sollevate dalla Regione Sardegna vanno prese in seria considerazione, e ogni decisione deve essere ponderata per evitare ripercussioni che possano minare l’equilibrio sociale ed economico del territorio.

Meritocrazia Italia invita quindi il Governo a intraprendere un dialogo costruttivo e ad adottare politiche che possano conciliare l’esigenza di sicurezza con quella di rispetto dei diritti fondamentali dei detenuti e delle comunità locali. In un momento in cui il sistema penitenziario italiano è sotto pressione, è essenziale puntare su soluzioni innovative e sostenibili, che non si limitino a risolvere i problemi a breve termine, ma che garantiscano un sistema penitenziario efficiente, umano e in grado di reintegrare i detenuti nella società.