Al via oggi, martedì 17 febbraio 2026, a Ginevra il terzo round di negoziati tra Russia, Ucraina e Stati Uniti per tentare di fermare una guerra che si avvia a entrare nel quarto anno. Ma mentre le delegazioni si preparano ai colloqui, sui cieli ucraini continuano a piovere bombe e missili.
Attacco russo nel giorno dei negoziati
Nella giornata del 17 febbraio, in concomitanza con il nuovo ciclo di colloqui trilaterali, la Russia ha lanciato un massiccio attacco contro l’Ucraina.
“È stato un attacco combinato studiato in modo deliberato per provocare il maggior danno possibile al nostro settore dell’energia. Sono stati impiegati quasi 400 droni e 29 missili di diverso tipo, anche balistici. Un numero significativo è stato abbattuto”, ha scritto il presidente Volodymyr Zelensky in un post su X.
Le operazioni di soccorso e ripristino sarebbero in corso in diverse regioni del Paese.
Il post del presidente:
Rescue and repair efforts are ongoing in many of our regions after a massive Russian attack. It was a combined strike, deliberately calculated to cause as much damage as possible to our energy sector. Nearly 400 drones and 29 missiles of various types were used, including… pic.twitter.com/hHkWCFkOGB
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) February 17, 2026
Colpite Sumy, Odessa e Dnipro
Gli attacchi notturni hanno causato una vittima e due feriti nella regione di Sumy, oltre a due feriti nell’area di Odessa. Qui un drone russo ha colpito infrastrutture civili e un edificio residenziale, provocando incendi ai piani superiori e danni a un negozio e a una stazione di servizio.
Un filmato con le conseguenze dell’ultimo attacco:
Russia carried out a massive missile and drone attack against Ukraine. In total, 12 regions came under attack. Civilian and energy infrastructure were targeted. Sadly, there are casualties, including children. A woman was killed in Sumy region. Russia continues its deliberate… pic.twitter.com/TynaczX3YM
— Dmytro Lubinets (@lubinetzs) February 17, 2026
Esplosioni sono state segnalate anche a Dnipro, mentre l’allerta aerea è stata estesa a tutto il territorio nazionale per il rischio di missili da crociera. Missili sarebbero stati individuati in volo verso diverse regioni, tra cui Vinnytsia e lungo il confine tra Mykolaiv e Odessa, provenienti anche dal Mar Nero.
Terzo round di colloqui a Ginevra
Mentre l’Ucraina fronteggia l’ennesima ondata di attacchi, gli occhi del mondo sono puntati su Ginevra, oggi al centro della diplomazia globale. Oltre al trilaterale Kiev-Mosca-Washington, sono previsti negoziati indiretti tra Stati Uniti e Iran sulla questione nucleare.
I colloqui sul conflitto ucraino seguono due precedenti round svolti ad Abu Dhabi tra fine gennaio e inizio febbraio. Il terzo appuntamento si svolge però a porte chiuse.
Il Dipartimento federale degli affari esteri svizzero ha confermato che ai media non sarà consentito assistere agli incontri, a sottolineare la delicatezza della fase negoziale.
Il nodo territoriale e le garanzie di sicurezza
Sul tavolo resta il nodo più spinoso, quello territoriale. La Russia occupa attualmente circa un quinto del territorio ucraino, inclusa la Crimea e diverse aree del Donbass. Mosca chiede il ritiro delle truppe ucraine dall’intera regione orientale.
Kiev accusa invece il Cremlino di non essere disposto a compromessi e di voler proseguire le operazioni militari. Zelensky ha ribadito che la priorità per l’Ucraina è ottenere garanzie di sicurezza a lungo termine dagli Stati Uniti e dai partner occidentali.
“L’Ucraina farebbe bene a sedersi velocemente al tavolo delle trattative”, ha affermato il presidente degli Usa Donald Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One.

Guerra al quarto anno
Il conflitto, innescato dall’invasione russa del 24 febbraio 2022, si avvicina nel frattempo al quarto anno senza una soluzione concreta all’orizzonte.
Mentre a Ginevra si tenta la via diplomatica, sul terreno continuano bombardamenti, allerta aerea e distruzioni, in un’escalation che rende ancora più complesso il percorso verso un cessate il fuoco stabile e duraturo.
Il terzo round di colloqui rappresenta un nuovo tentativo di mediazione internazionale, ma l’intensità degli attacchi nelle stesse ore dei negoziati evidenzia quanto la distanza tra le parti resti profonda.