Merz shock alla conferenza di Monaco.
Perché dopo Donald Trump ora anche il cancelliere tedesco mette in discussione il futuro della Nato.
Alla conferenza sulla sicurezza di Monaco, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha tracciato un quadro molto netto del momento storico che attraversa l’Europa e il sistema internazionale.
Secondo il leader tedesco, l’architettura di sicurezza costruita dopo la Seconda guerra mondiale si è ormai dissolta, lasciando spazio a una fase segnata dal ritorno della competizione tra grandi potenze.

La fotografia dell’Europa dopo l’invasione russa in Ucraina
Aprendo i lavori dell’evento, Conferenza sulla sicurezza di Monaco, Merz ha descritto un clima globale dominato da instabilità e tensioni crescenti.
A suo avviso, l’invasione russa dell’Ucraina ha segnato un punto di svolta irreversibile: da allora il mondo sarebbe entrato in una stagione di conflitti aperti che impongono all’Europa uno stato di vigilanza permanente e un ripensamento delle proprie priorità strategiche.
Il cancelliere ha richiamato anche riflessioni del filosofo Peter Sloterdijk, osservando che il continente avrebbe concluso una lunga parentesi di relativa stabilità per rientrare in una fase storica dominata dalla logica della potenza.
In questo scenario, il revisionismo russo e la guerra in Ucraina rappresenterebbero l’espressione più evidente di una tendenza più ampia.
La libertà europea non può più essere garantita
Merz ha sottolineato che la libertà europea non può più essere considerata garantita e che la sua difesa richiederà scelte impegnative, coesione politica e disponibilità a investimenti significativi.
Pur evidenziando l’enorme peso economico e tecnologico dell’Unione europea — il cui prodotto interno lordo supera di gran lunga quello russo — ha riconosciuto che tale potenziale non si traduce automaticamente in una pari capacità di influenza strategica.
Sul ruolo della Germania, il cancelliere ha escluso ogni prospettiva di leadership egemonica, ribadendo la volontà di agire solo all’interno di un quadro di cooperazione con partner e alleati.
La sicurezza e la libertà, ha affermato, possono essere tutelate soltanto attraverso un’azione condivisa con i Paesi vicini.
“L’ordine di sicurezza non esiste più”
Del resto, la posizione del Cancelliere tedesco è stata più che eloquente:
“We need to talk”, “Abbiamo bisogno di parlare”.
Sotto la lente, l’ordine di sicurezza mondiale del dopoguerra e Merz ha osservato laconico:
“Temo che dobbiamo dirlo in termini ancora più chiari: quest’ ordine, per quanto imperfetto fosse anche nei suoi momenti migliori, non esiste più”.
E ancora:
“Almeno dal momento dell’aggressione russa all’Ucraina, quattro anni fa, siamo entrati in una nuova fase di conflitti aperti che ci tengono in costante allerta e cambiano il nostro mondo più profondamente di quanto avessimo immaginato”.
Europa, Usa, Nato, cosa cambia?
Ampio spazio è stato infatti dedicato anche al rapporto tra Europa e Stati Uniti.
Merz ha riconosciuto l’esistenza di una distanza crescente tra le due sponde dell’Atlantico, richiamando le differenze su temi culturali, commerciali e climatici.
L’Europa, ha spiegato, intende difendere il libero scambio, la cooperazione multilaterale e gli impegni internazionali su sanità e clima, pur lavorando per ricostruire la fiducia reciproca.
In questo contesto ha ribadito il valore strategico della NATO, sottolineando che l’alleanza rappresenta un vantaggio competitivo sia per l’Europa sia per gli Stati Uniti e che, nell’attuale competizione globale, nessuna democrazia può agire efficacemente in solitudine.
Le consultazioni tra Germania e Francia
Il cancelliere ha inoltre rivelato l’avvio di consultazioni riservate con il presidente francese Emmanuel Macron sul tema della deterrenza nucleare europea.

Parallelamente, Merz ha presentato un “programma della libertà” articolato in quattro direttrici:
- rafforzamento militare, politico, economico e tecnologico di Germania ed Europa;
- costruzione di un’Unione europea più autonoma e coesa;
- consolidamento della partnership transatlantica;
- sviluppo di una rete globale di cooperazione con partner come Canada, Giappone, India e Brasile.