Situazione disperata

Bambino col “cuore bruciato”: sbagliato l’espianto, il trasporto o il reimpianto?

"Inabile al trapianto", poi il dietrofront. La famiglia chiede un altro parere: il piccolo resta in condizioni critiche, collegato a una macchina salvavita e in attesa di un nuovo cuore compatibile, mentre proseguono le indagini della magistratura

Bambino col “cuore bruciato”: sbagliato l’espianto, il trasporto o il reimpianto?

Si apre uno spiraglio di speranza nella vicenda del bambino di due anni e quattro mesi ricoverato all’Ospedale Monaldi dopo un trapianto di cuore non riuscito a causa del danneggiamento dell’organo durante il trasporto. Il piccolo resta in condizioni critiche, collegato a una macchina salvavita e in attesa di un nuovo cuore compatibile, mentre proseguono le indagini della magistratura e le verifiche tecniche sul contenitore usato per il trasferimento.

La famiglia ha chiesto un secondo parere clinico all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Intanto il Ministero della Salute ha disposto ispezioni nelle strutture coinvolte e la Procura ha aperto un’inchiesta per presunte responsabilità nel trasporto dell’organo.

Le dure parole dell’avvocato dei genitori

Francesco Petruzzi, avvocato dei genitori:

“L’organo malato era stato espiantato prima di verificare il corretto funzionamento dell’organo da impiantare. A quel punto i medici di Napoli non hanno avuto altra scelta che impiantare il cuore giunto da Bolzano, che però era stato espiantato in un modo che non ne consentiva il reimpianto”.

Insomma chi ha sbagliato? Non è stato rispettato il protocollo per la preparazione a Bolzano? Oppure quello per il trasporto fino a Napoli? O hanno sbagliato i medici napoletani (il cui reparto nel frattempo è stato chiuso)?

Trapianto fallito: cosa è successo il 23 dicembre

La vicenda parte dal 23 dicembre 2026, quando al bambino viene trapiantato a Napoli un cuore proveniente dall’Ospedale San Maurizio di Bolzano. Dopo l’intervento emergono però gravi problemi: secondo quanto denunciato dal legale della famiglia, l’organo sarebbe arrivato compromesso dal freddo estremo.

In base alle prime ricostruzioni il cuore sarebbe stato trasportato con ghiaccio secco (-75°C) invece che con ghiaccio a temperatura controllata (0–4°C), risultando quindi “congelato” e con lesioni da freddo. Fattori che hanno compromesso l’esito del trapianto.

Da allora il bambino è ricoverato in terapia intensiva e sostenuto da supporti meccanici in attesa di un nuovo donatore.

Le condizioni del bambino oggi

Il quadro clinico resta molto delicato. Secondo quanto riferito dall’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ci sono stati giorni di forte preoccupazione anche per il peggioramento di alcuni valori clinici, tra cui quelli epatici.

Nelle ultime ore però è stata chiarita una questione importante: il bambino non è stato dichiarato inabile a un nuovo trapianto e serve una valutazione aggiornata sulla trapiantabilità. La famiglia ha dunque chiesto una verifica indipendente di medici terzi chiedendo formalmente il coinvolgimento del Bambino Gesù.

Il legale parla di rapporto fiduciario “incrinato” con la struttura napoletana e chiede una valutazione esterna sulle reali possibilità di un secondo intervento.

Secondo parere e ricerca urgente di un nuovo cuore

La Rete trapianti è attivamente impegnata nella ricerca di un nuovo organo compatibile. Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha assicurato che il bambino risulta primo in lista per il suo gruppo sanguigno, tutti i centri nazionali sono stati allertati e saranno valutate anche segnalazioni dall’estero.

Ogni eventuale organo compatibile verrebbe immediatamente segnalato al centro trapianti di Napoli.

Inchiesta della Procura e box termico sequestrato

Sul fronte giudiziario è stata aperta un’indagine della Procura di Napoli coordinata dal procuratore Nicola Gratteri (finito peraltro nella bufera nelle ultime ore per un’altra vicenda, legata al referendum sulla giustizia). I carabinieri del NAS hanno sequestrato il box termico usato per il trasporto del cuore.

Le verifiche dovranno stabilire:

  • se il contenitore abbia avuto un guasto tecnico
  • se ci sia stato un errore umano
  • chi doveva controllare i parametri termici
  • come sia stato confezionato il sistema di conservazione.

È stato nominato un pool di consulenti esperti in bioingegneria per la perizia tecnica sul contenitore e sulla catena del freddo.

Sei indagati per lesioni colpose

Al momento risultano sei sanitari indagati tra personale medico e paramedico delle équipe coinvolte tra Bolzano e Napoli. L’ipotesi di reato è lesioni colpose. Gli investigatori hanno acquisito documentazione clinica e logistica in entrambe le strutture.

Secondo il legale della famiglia, l’organo avrebbe dovuto essere verificato con certezza prima di procedere all’espianto del cuore del bambino, che — seppur malato — gli consentiva di sopravvivere.

Ispezioni ministeriali e intervento della Regione

Il Ministero della Salute ha inviato ispettori sia a Bolzano sia a Napoli per ricostruire tutta la filiera: prelievo, conservazione, trasporto e decisioni cliniche. Anche la Regione Campania ha attivato verifiche interne.

Il presidente regionale Roberto Fico ha definito la vicenda “gravissima” chiedendo piena chiarezza e accertamento delle responsabilità.

Le prossime ore decisive

Mentre proseguono indagini e accertamenti tecnici, la priorità resta la ricerca di un nuovo cuore compatibile e la valutazione clinica sulla possibilità di un secondo trapianto. La famiglia attende un nuovo bollettino medico e l’esito del confronto con i sanitari e i consulenti esterni.

La vicenda unisce tre fronti aperti — clinico, giudiziario e ispettivo — e resta in continua evoluzione, con aggiornamenti attesi nelle prossime ore.