Il ministro Gilberto Pichetto Fratin lo ha anticipato già nei giorni scorsi. La prossima settimana il Consiglio dei ministri voterà un nuovo Decreto Bollette con un pacchetto di misure da circa 3 miliardi di euro per ridurre il peso dei costi energetici su famiglie e imprese. Il provvedimento contiene interventi su bonus sociali, sconti in bolletta, oneri di sistema e prezzi del gas.
L’obiettivo è alleggerire le fatture di luce e gas ancora elevate, sostenere i nuclei a reddito basso e medio, aiutare le Pmi e migliorare la competitività delle aziende energivore.
Bonus bollette: contributo straordinario da 90 euro per chi ha il bonus sociale
Tra le misure principali del Decreto Bollette è previsto un contributo straordinario una tantum da 90 euro destinato alle famiglie già titolari di bonus sociale elettrico, cioè lo sconto automatico in bolletta legato all’Isee.
La misura:
- vale per i nuclei con Isee fino a 9.796 euro
- riguarda circa 4,5 milioni di famiglie
- ha una copertura stimata di 315 milioni di euro
- sarà applicata direttamente in bolletta.
Le modalità operative saranno definite con una delibera dell’ARERA entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto.
Sconti luce per Isee fino a 25mila euro: contributo anche senza bonus sociale
Chi ha un ISEE più alto, però, avrà comunque diritto a un aiuto. Il decreto introdurrà anche una novità per chi non percepisce il bonus sociale ma ha un Isee non superiore a 25mila euro. Per gli anni 2026 e 2027 i venditori di energia elettrica potranno riconoscere ai clienti domestici residenti un contributo straordinario sotto forma di sconto contrattuale.
In base alle bozze circolate:
- lo sconto copre la componente Prezzo Energia del primo bimestre dell’anno (gennaio-febbraio)
- vale per forniture attive al 1° gennaio o attivate entro il 31 maggio
- è riconosciuto se i consumi del bimestre non superano 0,5 MWh
- i consumi annui precedenti devono essere sotto 3 MWh.
L’adesione dei venditori sarebbe volontaria, con pubblicazione dell’elenco degli operatori partecipanti.
Taglio degli oneri e “spalma-incentivi” sulle rinnovabili
Una parte rilevante del decreto punta a ridurre il costo finale delle bollette intervenendo sugli oneri generali di sistema. Tra le ipotesi:
- riduzione volontaria degli incentivi alle rinnovabili tra luglio 2026 e dicembre 2027 (taglio del 15% o 30%)
- in cambio, estensione del periodo di incentivazione per i produttori che aderiscono
- effetto immediato di alleggerimento delle componenti in bolletta.
Sono inoltre previste misure specifiche per:
- ridurre gli oneri legati alle bioenergie
- contenere i costi del gas naturale utilizzato per produrre energia elettrica
- rendere più efficiente la struttura tariffaria.
Prezzo del gas: stop al differenziale tra mercato italiano ed europeo
Un altro intervento chiave riguarda il mercato del gas. Il decreto prevede l’eliminazione del differenziale di prezzo tra l’indice europeo TTF e il prezzo all’ingrosso italiano PSV, storicamente più alto.
L’obiettivo è:
- allineare i prezzi italiani a quelli europei
- ridurre il costo del gas per la generazione elettrica
- aumentare la competitività delle imprese.
Vendita del gas stoccato per finanziare gli sconti
Tra le coperture finanziarie allo studio c’è anche la vendita di parte del gas acquistato e stoccato durante la crisi energetica del 2022 da GSE e Snam con prestiti statali.
Le quantità in gioco sarebbero:
- circa 1,2 miliardi di metri cubi in capo al GSE
- circa 800–900 milioni di metri cubi in capo a Snam.
Alle quotazioni recenti, l’operazione potrebbe generare fino a 800 milioni di euro, risorse utili per finanziare gli interventi in bolletta.
Imprese, Pmi e infrastrutture: le altre misure del decreto
Il Decreto Bollette include anche un pacchetto di interventi strutturali su energia e infrastrutture:
- riduzione delle componenti tariffarie di trasporto e distribuzione del gas per clienti industriali
- accelerazione delle connessioni alla rete degli impianti da fonti rinnovabili
- potenziamento delle interconnessioni energetiche con l’estero
- norme per concorrenza e integrazione dei mercati all’ingrosso del gas
- semplificazioni per autorizzazione e realizzazione di data center
- misure per decarbonizzazione e competitività del sistema produttivo.
Quando arriva il Decreto Bollette
Secondo le dichiarazioni del governo, il provvedimento dovrebbe essere esaminato la prossima settimana in Consiglio dei ministri. Dopo l’approvazione, serviranno i provvedimenti attuativi – in particolare quelli dell’ARERA – per rendere operativi bonus e sconti in fattura.
Il decreto si presenta come uno degli interventi energetici più rilevanti del prossimo biennio, con misure mirate su famiglie a basso e medio reddito e sostegni specifici per il sistema produttivo.
“Bonus inadeguato”
“Bonus luce insufficiente e decreto inadeguato”.
Non usa mezzi termini per commentare il bonus e il decreto Marco Vignola, vicepresidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Se la bozza fosse confermata, sarebbe un passo indietro enorme rispetto al contributo straordinario del 2025 pari a 200 euro, ossia oltre il doppio rispetto ai 90 euro ora previsti. Per non parlare del fatto che prima era esteso a chi aveva addirittura un Isee pari a 25 mila euro, mentre ora la soglia scende agli irrisori 9.796 euro” prosegue Vignola.
“Quanto alla possibilità per i venditori di poter riconoscere un bonus per chi ha un Isee inferiore a 25.000 euro, siamo al grottesco, atteso che il prezzo è libero e i venditori non dovrebbero aver bisogno di un suggerimento del Governo per abbassare i prezzi a chi vogliono. Insomma, alla fine lo farebbero solo per farsi belli e farsi pubblicità con l’attestazione pubblica”.
“Infine, siano alle solite. Il Governo continua a dare bonus una tantum, vantandosi così ogni volta di aver fatto qualcosa, invece di abbassare in modo serio e strutturale le bollette per tutti, riducendo le imposte, come aveva fatto Draghi” conclude Vignola.