Decreto in arrivo

Bonus bollette: chi riceverà uno sconto di 90 euro e le altre agevolazioni in arrivo

Il provvedimento contiene interventi su bonus sociali, sconti in bolletta, oneri di sistema e prezzi del gas. Settimana prossima in CDM

Bonus bollette: chi riceverà uno sconto di 90 euro e le altre agevolazioni in arrivo

Il ministro Gilberto Pichetto Fratin lo ha anticipato già nei giorni scorsi. La prossima settimana il Consiglio dei ministri voterà un nuovo Decreto Bollette con un pacchetto di misure da circa 3 miliardi di euro per ridurre il peso dei costi energetici su famiglie e imprese. Il provvedimento contiene interventi su bonus sociali, sconti in bolletta, oneri di sistema e prezzi del gas.

L’obiettivo è alleggerire le fatture di luce e gas ancora elevate, sostenere i nuclei a reddito basso e medio, aiutare le Pmi e migliorare la competitività delle aziende energivore.

Bonus bollette: contributo straordinario da 90 euro per chi ha il bonus sociale

Tra le misure principali del Decreto Bollette è previsto un contributo straordinario una tantum da 90 euro destinato alle famiglie già titolari di bonus sociale elettrico, cioè lo sconto automatico in bolletta legato all’Isee.

La misura:

  • vale per i nuclei con Isee fino a 9.796 euro
  • riguarda circa 4,5 milioni di famiglie
  • ha una copertura stimata di 315 milioni di euro
  • sarà applicata direttamente in bolletta.

Le modalità operative saranno definite con una delibera dell’ARERA entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto.

Sconti luce per Isee fino a 25mila euro: contributo anche senza bonus sociale

Chi ha un ISEE più alto, però, avrà comunque diritto a un aiuto. Il decreto introdurrà anche una novità per chi non percepisce il bonus sociale ma ha un Isee non superiore a 25mila euro. Per gli anni 2026 e 2027 i venditori di energia elettrica potranno riconoscere ai clienti domestici residenti un contributo straordinario sotto forma di sconto contrattuale.

In base alle bozze circolate:

  • lo sconto copre la componente Prezzo Energia del primo bimestre dell’anno (gennaio-febbraio)
  • vale per forniture attive al 1° gennaio o attivate entro il 31 maggio
  • è riconosciuto se i consumi del bimestre non superano 0,5 MWh
  • i consumi annui precedenti devono essere sotto 3 MWh.

L’adesione dei venditori sarebbe volontaria, con pubblicazione dell’elenco degli operatori partecipanti.

Taglio degli oneri e “spalma-incentivi” sulle rinnovabili

Una parte rilevante del decreto punta a ridurre il costo finale delle bollette intervenendo sugli oneri generali di sistema. Tra le ipotesi:

  • riduzione volontaria degli incentivi alle rinnovabili tra luglio 2026 e dicembre 2027 (taglio del 15% o 30%)
  • in cambio, estensione del periodo di incentivazione per i produttori che aderiscono
  • effetto immediato di alleggerimento delle componenti in bolletta.

Sono inoltre previste misure specifiche per:

  • ridurre gli oneri legati alle bioenergie
  • contenere i costi del gas naturale utilizzato per produrre energia elettrica
  • rendere più efficiente la struttura tariffaria.

Prezzo del gas: stop al differenziale tra mercato italiano ed europeo

Un altro intervento chiave riguarda il mercato del gas. Il decreto prevede l’eliminazione del differenziale di prezzo tra l’indice europeo TTF e il prezzo all’ingrosso italiano PSV, storicamente più alto.

L’obiettivo è:

  • allineare i prezzi italiani a quelli europei
  • ridurre il costo del gas per la generazione elettrica
  • aumentare la competitività delle imprese.

Vendita del gas stoccato per finanziare gli sconti

Tra le coperture finanziarie allo studio c’è anche la vendita di parte del gas acquistato e stoccato durante la crisi energetica del 2022 da GSE e Snam con prestiti statali.

Le quantità in gioco sarebbero:

  • circa 1,2 miliardi di metri cubi in capo al GSE
  • circa 800–900 milioni di metri cubi in capo a Snam.

Alle quotazioni recenti, l’operazione potrebbe generare fino a 800 milioni di euro, risorse utili per finanziare gli interventi in bolletta.

Imprese, Pmi e infrastrutture: le altre misure del decreto

Il Decreto Bollette include anche un pacchetto di interventi strutturali su energia e infrastrutture:

  • riduzione delle componenti tariffarie di trasporto e distribuzione del gas per clienti industriali
  • accelerazione delle connessioni alla rete degli impianti da fonti rinnovabili
  • potenziamento delle interconnessioni energetiche con l’estero
  • norme per concorrenza e integrazione dei mercati all’ingrosso del gas
  • semplificazioni per autorizzazione e realizzazione di data center
  • misure per decarbonizzazione e competitività del sistema produttivo.

Quando arriva il Decreto Bollette

Secondo le dichiarazioni del governo, il provvedimento dovrebbe essere esaminato la prossima settimana in Consiglio dei ministri. Dopo l’approvazione, serviranno i provvedimenti attuativi – in particolare quelli dell’ARERA – per rendere operativi bonus e sconti in fattura.

Il decreto si presenta come uno degli interventi energetici più rilevanti del prossimo biennio, con misure mirate su famiglie a basso e medio reddito e sostegni specifici per il sistema produttivo.

“Bonus inadeguato”

“Bonus luce insufficiente e decreto inadeguato”.

Non usa mezzi termini per commentare il bonus e il decreto Marco Vignola, vicepresidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Se la bozza fosse confermata, sarebbe un passo indietro enorme rispetto al contributo straordinario del 2025 pari a 200 euro, ossia oltre il doppio rispetto ai 90 euro ora previsti. Per non parlare del fatto che prima era esteso a chi aveva addirittura un Isee pari a 25 mila euro, mentre ora la soglia scende agli irrisori 9.796 euro” prosegue Vignola.

“Quanto alla possibilità per i venditori di poter riconoscere un bonus per chi ha un Isee inferiore a 25.000 euro, siamo al grottesco, atteso che il prezzo è libero e i venditori non dovrebbero aver bisogno di un suggerimento del Governo per abbassare i prezzi a chi vogliono. Insomma, alla fine lo farebbero solo per farsi belli e farsi pubblicità con l’attestazione pubblica”.

“Infine, siano alle solite. Il Governo continua a dare bonus una tantum, vantandosi così ogni volta di aver fatto qualcosa, invece di abbassare in modo serio e strutturale le bollette per tutti, riducendo le imposte, come aveva fatto Draghi” conclude Vignola.