Dopo l’Europa, l’Africa. Giornate intense per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che oggi sarà ad Addis Abeba, in Etiopia, per il secondo Vertice Italia-Africa e per partecipare come ospite d’onore alla 39ª Assemblea dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione Africana.
È la prima volta che il summit Italia-Africa si svolge direttamente sul continente africano, dopo la prima edizione ospitata a Roma nel 2024.
La missione rappresenta un passaggio chiave per verificare avanzamento, risultati e criticità del Piano Mattei e per rafforzare il posizionamento dell’Italia come ponte strategico tra Europa e Africa in una fase di nuovi equilibri geopolitici.
Il Vertice Italia-Africa ad Addis Abeba: programma e partecipanti
I lavori si svolgono presso il Convention Center della capitale etiope con gli interventi introduttivi, oltre che di Meloni, del primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali, del presidente di turno dell’UA e presidente dell’Angola Joao Lourenco, del presidente della Commissione UA Mohammed Ali Youssouf e del segretario generale ONU Antonio Guterres.

Prevista una sessione politica con i capi di Stato e di Governo dei Paesi coinvolti nel Piano Mattei, seguita dagli interventi delle istituzioni finanziarie multilaterali. Il giorno successivo la premier interverrà nella plenaria dell’Assemblea dell’Unione Africana nella Mandela Hall.
Piano Mattei per l’Africa: progetti, fondi mobilitati e settori chiave
Al centro del vertice c’è il punto sul Piano Mattei per l’Africa, la strategia italiana di cooperazione e investimento fondata su partenariati “da pari a pari” e su un modello di crescita condivisa.
Secondo i dati aggiornati illustrati al vertice:
- coinvolge 14 Paesi africani
- sono stati avviati o consolidati circa 100 progetti
- risultano mobilitati circa 1,4 miliardi di euro.
I settori coperti includono:
- energia e transizione climatica
- agricoltura e sicurezza alimentare
- infrastrutture fisiche e digitali
- risorse idriche
- sanità
- istruzione e formazione
- intelligenza artificiale e spazio.
L’architettura finanziaria integra risorse italiane e internazionali, con il coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti, Fondo Italiano per il Clima, Banca Mondiale e Banca Africana di Sviluppo, oltre a sinergie con programmi europei come il Global Gateway.
Dal lato italiano sono stati attivati finanziamenti, strumenti concessionali e garanzie per oltre un miliardo di euro.
Dai 9 Paesi iniziali a 14: la mappa del Piano Mattei
La platea dei Paesi partner si è ampliata rispetto alla fase iniziale. Dai primi 9 Stati focus (tra cui Algeria, Egitto, Etiopia, Kenya, Marocco, Mozambico e Tunisia) si è passati a 14 con l’ingresso di Angola, Ghana, Mauritania, Senegal e Tanzania.
L’obiettivo dichiarato è un’ulteriore estensione nel prossimo futuro, con l’interesse anche di partner extraeuropei, inclusi Paesi del Golfo e dell’Asia Centrale. Il Piano viene presentato come piattaforma aperta e modulare, integrabile con iniziative UE e multilaterali.
Semplificazione e accelerazione: il nodo burocrazia
Uno dei temi emersi alla vigilia del vertice riguarda i tempi di attuazione. Fonti diplomatiche riconoscono che procedure amministrative complesse — sia dal lato italiano sia africano — hanno rallentato alcuni interventi.
Per questo il 2026 viene indicato come anno della semplificazione operativa, con l’obiettivo di ridurre i passaggi burocratici e accelerare la messa a terra dei progetti, soprattutto nei settori energia, acqua e infrastrutture.
I pilastri del modello: dall’eredità di Enrico Mattei all’approccio “da pari a pari”
L’impostazione del Piano richiama il modello di cooperazione promosso storicamente da Enrico Mattei, fondatore e guida dell’ENI, basato su accordi di reciproca convenienza con i Paesi produttori di energia, alternativi alle logiche di cartello delle grandi compagnie.
Oggi la strategia italiana viene descritta come non predatoria e non assistenziale, fondata su ascolto, co-progettazione e corresponsabilità.
I sei pilastri operativi indicati dal governo sono:
- istruzione e formazione professionale
- sanità e rafforzamento dei sistemi locali
- agricoltura e filiere sostenibili
- gestione dell’acqua e contrasto alla siccità
- energia e hub euro-africano
- infrastrutture e innovazione tecnologica (AI e digitale).
Obiettivo geopolitico: Italia ponte tra Europa e Africa
Nel suo intervento alla sessione plenaria dell’Unione Africana, Meloni ribadirà il sostegno italiano all’Agenda 2063 e l’intenzione di rafforzare un partenariato strategico Africa-Europa. Il messaggio politico è quello di un’Italia “ponte privilegiato” tra i due Continenti, in un contesto in cui l’Africa assume un ruolo sempre più centrale su energia, materie prime, sicurezza alimentare e nuove tecnologie.
Il vertice di Addis Abeba viene quindi letto come un passaggio di verifica — un vero “tagliando operativo” — ma anche come rilancio della strategia italiana nel continente africano, con una dimensione ormai europea e multilaterale.