Il turismo sportivo si è imposto come uno dei comparti più dinamici dell’industria dei viaggi. A confermarlo sono i dati diffusi durante BIT 2026, la manifestazione attualmente in corso, che fotografano un fenomeno in crescita strutturale e non più legato solo ai grandi appuntamenti agonistici. Oggi lo sport rappresenta una leva strategica per le destinazioni, capace di generare flussi internazionali, indotto economico e nuove forme di esperienza per i viaggiatori.
Un mercato globale che vale trilioni
Secondo le analisi di Fundamental Business Insights, aggiornate a gennaio 2026 e rilanciate in occasione di BIT, il turismo sportivo nel 2025 ha raggiunto a livello mondiale un valore di 918,46 miliardi di dollari. Le previsioni indicano una traiettoria di crescita di lungo periodo: entro il 2035 il mercato potrebbe arrivare a 4,61 trilioni di dollari.
Il peso del comparto è evidente anche nei dati di UN Tourism (ex UNWTO), secondo cui lo sport incide per circa il 10% sulla spesa turistica globale. Una quota significativa che certifica il ruolo centrale di questo segmento nei flussi internazionali e nella strategia di sviluppo di molte destinazioni.
L’Europa traina la ripresa
Il continente europeo si conferma uno degli epicentri del fenomeno. Nel 2025 l’Europa detiene il 39,1% della quota di mercato globale, sempre secondo Fundamental Business Insights. Il report Tourism Trends and Policies 2024 dell’OECD ha evidenziato come proprio il turismo sportivo sia stato tra i principali motori della ripresa post-pandemica, consentendo a diversi Paesi di superare i livelli registrati prima del Covid. Eventi internazionali, competizioni continentali e un’offerta sempre più articolata di attività outdoor hanno contribuito a rafforzare l’attrattività delle destinazioni europee.
Italia, crescita costante e impatto sull’economia
Anche l’Italia ha beneficiato di questa dinamica. Nel 2025 il segmento ha segnato un incremento del 3,3%, secondo le analisi congiunte di ENIT, Banca d’Italia, ISTAT e SIAE, dati richiamati nel corso di BIT 2026. Il Ministero del Turismo ha stimato per lo stesso anno oltre 479,7 milioni di presenze complessive nel Paese, individuando nello sport uno dei fattori strategici alla base di tali risultati.
Il contributo economico è rilevante: il World Travel & Tourism Council (WTTC) ha indicato per il 2025 un apporto del turismo all’economia italiana pari a 237,4 miliardi di euro, anche grazie all’effetto dei grandi eventi sportivi, capaci di generare indotto su accoglienza, ristorazione, servizi e commercio.
Oltre la competizione: lo sport come esperienza
Il turismo sportivo contemporaneo non coincide più esclusivamente con la partecipazione o l’assistenza a una gara. Lo sport è diventato un linguaggio attraverso cui raccontare i territori, uno strumento di branding e un motore di rigenerazione urbana. Accanto a Olimpiadi, campionati mondiali e grandi tornei, si affermano formule di turismo attivo che intrecciano outdoor, benessere, cultura e sostenibilità. L’esperienza del viaggiatore si estende prima, durante e dopo l’evento, favorendo la destagionalizzazione e un legame più profondo con i luoghi visitati.
Il calcio, catalizzatore globale di flussi
Il calcio continua a rappresentare uno dei principali attrattori. Il 2026 è l’anno dei campionati mondiali che, per la prima volta, si svolgeranno in tre Paesi – Canada, Stati Uniti e Messico – con una forte mobilitazione di tifosi verso il Nordamerica.
Stadi iconici come il Santiago Bernabéu di Madrid, Wembley a Londra, il Maracanã a Rio de Janeiro o San Siro a Milano sono diventati vere e proprie mete turistiche. Rivalità storiche come il Clásico tra Real Madrid e Barcellona o il Derby della Madonnina trasformano una partita in un evento capace di muovere migliaia di persone. L’ultimo Clásico ha richiamato oltre 81 mila spettatori al Bernabéu, molti dei quali arrivati in città con familiari e amici. Secondo Datapowa, l’indotto generato in una sola serata ha superato i 60 milioni di euro, a cui si aggiungono 650 milioni di spettatori televisivi nel mondo. Numeri che testimoniano l’impatto economico e mediatico del calcio come driver turistico.
Il boom del tennis in Italia
Non solo calcio. In Italia il tennis ha conosciuto una crescita straordinaria, al punto da registrare un sorpasso storico nei ricavi federali: oltre 230 milioni di euro per la FITP contro circa 200 milioni per la FIGC. Il successo è legato anche ai risultati sportivi, con tre italiani stabilmente nelle top ten mondiali – Jannik Sinner e Lorenzo Musetti nel ranking ATP, Jasmine Paolini nel WTA – e con tre Coppe Davis e due Billie Jean King Cup conquistate consecutivamente.
Le Final 8 di Davis disputate a Bologna, le Nitto ATP Finals di Torino e gli Internazionali d’Italia a Roma hanno rafforzato il posizionamento del Paese. Proprio il torneo romano, nel 2025, ha stabilito il record assoluto di ingressi con oltre 360 mila biglietti venduti, confermando la capacità degli eventi tennistici di attrarre pubblico nazionale e internazionale.