Nessun allungamento dei tempi per il Ponte sullo Stretto di Messina e avvio della fase realizzativa previsto entro l’estate. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, intervenendo sul cronoprogramma dell’opera e rispondendo alle critiche sollevate dal deputato Angelo Bonelli su procedure, costi e controlli.
Parole che arrivano dopo il nuovo decreto approvato in Consiglio dei ministri pochi giorni fa, che aveva fatto parlare il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini di “questione di pochi mesi” (foto copertina la firma del protocollo del Ponte sullo Stretto. Pietro Ciucci è il primo a destra).
Avvio dei lavori del Ponte sullo Stretto entro l’estate
Secondo quanto spiegato da Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina, la tempistica indicata nella relazione di accompagnamento al Decreto Legge “Commissari” non prevede slittamenti.
“Nessun allungamento dei tempi per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. Secondo la tempistica riportata nella relazione di accompagnamento al Decreto Legge ‘Commissari’, entro l’estate prevediamo di poter avviare la fase realizzativa”, ha dichiarato all’Ansa.

Controlli della Corte dei Conti e procedure di legittimità
In una successiva nota, l’Ad ha chiarito che i tempi indicati includono le verifiche della Corte dei Conti, respingendo le accuse di mancato rispetto delle procedure.
“I tempi indicati, entro l’estate, per l’avvio della fase realizzativa del ponte sullo Stretto di Messina tengono ovviamente conto dei previsti controlli di legittimità della Corte dei conti, quindi, contrariamente a quanto afferma l’onorevole Bonelli, non c’è alcuna mancanza di rispetto”.
Il chiarimento arriva dopo le dichiarazioni del deputato Angelo Bonelli (Avs e co-portavoce di Europa Verde), che aveva parlato di criticità legate sia alle decisioni della Corte dei Conti sia alle normative europee su appalti e tutela ambientale.
Replica sul project finance e sulle condizioni di gara
Tra i punti contestati da Bonelli c’è anche la natura della gara iniziale e il presunto ricorso al project finance. Su questo Ciucci respinge le ricostruzioni.
“Risulta priva di fondamento anche l’affermazione che il bando iniziale era un project finance. La gara a suo tempo effettuata per il Contraente generale non prevedeva alcun project finance”.
Secondo quanto spiegato dall’Ad, il project finance previsto in origine riguardava esclusivamente la società Stretto di Messina e non il contraente generale Eurolink.
“Il cosiddetto project finance, previsto inizialmente — con il 40% di capitale sottoscritto principalmente dall’azionista Fintecna e il 60% da reperire sul mercato — riguardava unicamente la Società Stretto di Messina, senza coinvolgere il Contraente Eurolink. Quindi non c’è stata alcuna modifica delle condizioni di gara”.
Costi del Ponte sullo Stretto: “Corrispettivo a 10,5 miliardi, non 14,5”
Altro nodo riguarda l’aumento dei costi dell’opera. Ciucci precisa che l’importo del corrispettivo per il contraente generale è pari a 10,5 miliardi di euro, e non 14,5 miliardi come indicato nelle critiche politiche.
“L’aumento del corrispettivo per il Contraente generale, fissato in 10,5 miliardi e non 14,5 come erroneamente affermato da Bonelli, è da attribuire pressoché esclusivamente all’aumento dei prezzi”.
L’incremento viene collegato in larga parte al caro-materiali e alla crescita generalizzata dei costi che ha interessato le opere infrastrutturali.
“Si tratta di un aumento che ha riguardato tutte le opere infrastrutturali in corso di realizzazione, non solo in Italia, e che non rileva ai fini della direttiva Ue Appalti”.
Rapporti con l’Unione Europea: “Nessuna procedura di infrazione”
Sul fronte europeo, la società Stretto di Messina afferma che non risultano procedure di infrazione aperte.
“Nel corso delle costanti interlocuzioni è stato chiarito da Bruxelles che non è in corso alcuna procedura di infrazione e che il dialogo prosegue nell’ambito della normale e prevista dialettica tra lo Stato italiano e l’Unione Europea”.
Il confronto con le istituzioni europee, viene spiegato, rientra nelle normali attività di verifica sulle grandi opere infrastrutturali.
Il confronto politico resta aperto
Le dichiarazioni dell’amministratore delegato arrivano nel pieno del confronto politico sul Ponte sullo Stretto di Messina, tra chi sostiene l’accelerazione dell’opera strategica e chi chiede ulteriori verifiche su costi, procedure e impatti ambientali. Nei prossimi mesi saranno decisivi i passaggi tecnici e i controlli di legittimità previsti prima dell’avvio della fase realizzativa.