La celebrazione solenne a Montecitorio riaccende i riflettori su una ferita storica importante. Alla presenza delle massime cariche dello Stato, l’Italia rinnova l’impegno a preservare la verità sui massacri avvenuti al confine orientale e sulla successiva fuga forzata di migliaia di connazionali.
Giorno del Ricordo, Mattarella e Meloni a Montecitorio
Martedì 10 febbraio 2026, l’Aula della Camera ha ospitato la celebrazione ufficiale del Giorno del Ricordo, istituito per onorare la memoria degli italiani caduti nelle cavità carsiche e degli esuli giuliano-dalmati.

L’ingresso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato accolto da un lungo e sentito applauso, segnando l’inizio di una cerimonia che ha visto la partecipazione della premier Giorgia Meloni e dei vertici del Parlamento.
Per l’occasione, la facciata di Palazzo Chigi è stata illuminata con i colori del Tricolore, un gesto simbolico accompagnato dalle bandiere a mezz’asta di Montecitorio. La giornata, istituita nel 2004, punta a riparare i decenni di oblio che hanno circondato le vicende del secondo dopoguerra in quelle terre.
Il monito di Giorgia Meloni

La premier ha espresso parole di estrema fermezza attraverso sui social, definendo la tragedia delle foibe come una pagina dolorosa troppo a lungo vittima di una congiura del silenzio.
“L’Italia non permetterà mai più che questa storia venga piegata o cancellata”, ha dichiarato Meloni, evidenziando come il ricordo non sia un atto di rancore, ma un dovere di giustizia verso chi scelse di restare italiano a costo di enormi sacrifici.
Il post della presidente:
Tra le iniziative citate, spicca il Treno del Ricordo, progetto volto a ripercorrere idealmente il viaggio degli esuli lungo tutta la penisola.
Gli interventi e le testimonianze in Aula
Il Presidente della Camera Lorenzo Fontana ha aperto i lavori definendo la tragedia un monito perenne contro l’odio e l’intolleranza.
Nel suo discorso, ha invitato le nuove generazioni a costruire una società libera da discriminazioni, basata sulla consapevolezza delle ferite del passato.
Anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, e il vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, hanno offerto i loro contributi alla cerimonia.

Particolarmente toccanti sono state le testimonianze dirette e i contributi culturali di Toni Concina (Associazione Dalmati) e lo storico Gianni Oliva, del campione olimpico Abdon Pamich la cui storia è stata ripercorsa tramite il documentario “Il Marciatore” e dell’attrice Silvia Siravo che ha letto un estratto sulla vita di Francesco Bonifacio.
La memoria nelle scuole e la chiusura musicale
Un momento centrale della mattinata è stato dedicato alla premiazione delle scuole vincitrici del concorso nazionale dedicato al Giorno del Ricordo, alla presenza del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.
Il coinvolgimento degli istituti scolastici rappresenta il passaggio di testimone fondamentale per garantire che la memoria collettiva non svanisca.
La cerimonia, trasmessa in diretta Rai e condotta dalla giornalista Maria Antonietta Spadorcia, è stata accompagnata dalle note del Conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste.
L’esecuzione dell’inno italiano e di quello europeo, insieme alle composizioni di Vivaldi, ha suggellato un evento che non appartiene solo ai territori di confine, ma all’intera identità nazionale.
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