“Oggi il settore vitivinicolo europeo si confronta con mercati globali sempre più complessi, caratterizzati da pressioni competitive elevate e da rapide evoluzioni nei consumi, nonché da una certa demonizzazione ingiustificata. In questo contesto, il ‘Pacchetto Vino’ rappresenta finalmente un segnale di attenzione chiaro e un risultato concreto per il comparto europeo. Con queste nuove norme rafforziamo la competitività e la resilienza del settore, sosteniamo la promozione internazionale e miglioriamo la capacità di gestione delle crisi”.
Parole del capodelegazione di Fratelli d’Italia-Ecr Carlo Fidanza, coordinatore per il Gruppo Ecr in AGRI e relatore ombra Ecr sul Pacchetto Vino, intervenendo in Plenaria sul “Pacchetto Vino” proposto dalla Commissione europea e previsto al voto oggi, martedì 10 febbraio 2026.
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Pacchetto vino, la soddisfazione di Fidanza
Tra gli elementi più rilevanti, l’esponente di FdI-Ecr ha sottolineato la maggiore flessibilità sull’etichettatura, con definizioni chiare per i vini “analcolici” e “a ridotto contenuto alcolico”. Si tratta di una misura che apre nuovi segmenti di mercato, intercetta i cambiamenti dei consumatori e rafforza la competitività del vino europeo nel mondo.
“Positiva è anche la flessibilità nei tempi di impianto e reimpianto dei vigneti in caso di calamità naturali o malattie: un riconoscimento realistico delle difficoltà dei viticoltori e della necessità di politiche europee più aderenti al territorio”.
“Altro risultato importante riguarda il rafforzamento degli strumenti di gestione delle crisi, con la possibilità di finanziare misure come distillazione di crisi, estirpazione e vendemmia verde fino al 30% dei fondi nazionali, garantendo maggiore stabilità e protezione del valore delle produzioni”.
Promozione e export
Infine, Fidanza sottolinea il capitolo dedicato alla promozione e all’export, molto importante per nazioni come l’Italia, con cofinanziamento europeo fino all’80% esteso a 9 anni per campagne nei mercati dei Paesi terzi, uno strumento decisivo per rafforzare la presenza del vino europeo nei mercati globali.
“Nel complesso, il Pacchetto Vino rappresenta un risultato positivo per l’Europa e per i suoi produttori, e in particolare per l’Italia, dove il vino è non solo un prodotto agricolo, ma un patrimonio culturale, economico e identitario.
Perché il vino è una delle espressioni più forti del Made in Italy nel mondo, e come tale merita politiche europee ambiziose, coerenti e all’altezza del suo valore strategico”.