L’esecutivo si prepara a blindare il provvedimento sulla proroga del sostegno militare a Kiev. La decisione di ricorrere al voto di fiducia nasce dalla necessità di compattare la maggioranza alla luce di un fronte critico trasversale che passa dalla Lega e Vannacci per finire con Avs e M5S, mentre Pd, FI e FDI restano apertamente pro Kiev..
Fiducia sul decreto Ucraina: la strategia del Governo
Il governo guidato da Giorgia Meloni è intenzionato a porre la questione di fiducia sul decreto Ucraina nel pomeriggio di oggi, martedì 10 febbraio 2026, nell’aula della Camera.
La scelta è maturata dopo un serrato confronto interno per evitare che un tema così rilevante diventi terreno di scontro elettorale o strumentalizzazioni. Fratelli d’Italia ribadisce il sostegno alla resistenza ucraina, bollando come fake news del Cremlino l’idea che la Russia stia vincendo il conflitto.
Al contrario, per il partito della premier, Mosca sarebbe bloccata in una guerra di logoramento imprevista e di difficile risoluzione.
La sfida di Vannacci e dei vannacciani
Ma il voto di fiducia servirà anche a pesare la consistenza dei tre deputati passati a Futuro Nazionale, la nuova formazione politica di Roberto Vannacci.
Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo hanno infatti presentato un emendamento e tre ordini del giorno per fermare l’invio di armi.
Il generale Roberto Vannacci
I seguaci del generale sostengono che la fiducia sia un espediente per nascondere le crepe interne al centrodestra.
“Vediamo quanti patrioti voteranno a favore degli italiani”, dichiarano i deputati di Futuro Nazionale, accusando Matteo Salvini di avere paura del voto per nascondere le assenze tra le fila della Lega, un tempo critica verso le forniture militari a Zelensky.
Il fronte del no e il paradosso
La proposta di sopprimere gli aiuti militari vede una singolare convergenza di intenti tra i vannacciani, il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.
Sebbene condividano i contenuti degli emendamenti, il M5S rifiuta con forza ogni accostamento al generale, definendo le mosse di Futuro Nazionale come un restyling d’immagine tardivo.
Le fonti pentastellate sottolineano come la loro posizione pacifista sia coerente da anni, a differenza di chi ha sostenuto la linea governativa fino a pochi mesi fa.
Le reazioni nel centrosinistra
Il clima è teso anche tra le fila dell’opposizione. Il Partito Democratico ha annunciato che voterà contro la fiducia per ragioni di metodo, ma si esprimerà favorevolmente sul merito del decreto Ucraina.
“In un giorno, l’ennesimo, in cui la Russia massacra l’Ucraina leggo di emendamenti e ordini del giorno di nostri ‘alleati’. Provo orrore“, ha commentato il senatore Filippo Sensi del Pd.
Filippo Sensi
La vicinanza di posizioni tra M5S, Avs e i sostenitori di Vannacci ha infatti scatenato l’ira dei dem. Sulla stessa linea anche Pina Picierno che definisce vergognosa la pagina scritta da un pezzo del cosiddetto campo largo, accusandolo di rincorrere le posizioni della destra radicale rappresentata da Vannacci.