IL CASO

Milano Cortina: Trump dà del “perdente” all’atleta americano che ha preso le distanze dall’ICE

Lo sciatore freestyler Hunter Hess: "Solo perché porto la bandiera non vuole dire che mi riveda in quello che sta accadendo nel mio Paese"

Milano Cortina: Trump dà del “perdente” all’atleta americano che ha preso le distanze dall’ICE

Metti di essere un atleta Usa impegnato in questi giorni alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. E metti un giorno di non essere d’accordo con il tuo Governo e il tuo presidente.

Su cosa? Sulla questione spinosa, inutile negarlo, della Polizia Ice presente in Italia per i Giochi.

E allora che si fa? Semplice. Dovresti lasciare la Nazionale.

E chi te lo dice? Ancora più scontato. Il presidente degli Stati Uniti. Che nell’invitarti a farlo, ci aggiunge anche un “carico da novanta”. Perché ti dà del “perdente”.

E naturalmente è subito bufera.

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Donald Trump

Trump contro il “suo” atleta, “perdente, lascia la Nazionale”

Lo diciamo spesso. Donald Trump una ne pensa e 100 ne…dice (poi magari non le fa).

Ma anche in questo caso le sue parole stanno sollevando un polverone di polemiche.

Cosa è successo? E’ presto detto. Nelle scorse ore, Hunter Hess, freestyler 27enne dell’Oregon, si è lasciato andare a un commento sulla situazione politica del suo Paese, in particolare per quanto riguarda la gestione della sicurezza da parte dell’Amministrazione Trump.

Hunter Hess, freestyler 27enne, nel mirino di Trump

In particolare per l’azione controversa dell’Isa e quanto drammaticamente accaduto a Minneapolis. E allora Hess ha osservato:

“Solo perché porto la bandiera non vuole dire che mi riveda in quello che sta accadendo nel mio Paese”.

Parole che evidentemente non sono piaciute all’inquilino della Casa Bianca che ha ribattuto duramente:

“Non rappresenta il suo Paese ai Giochi? Un vero perdente, un peccato faccia parte della squadra americana. Dovrebbe lasciare”.

Gli altri atleti Usa contro l’Amministrazione Trump

A dire il vero, quella di Hess non è stata una voce isolata ad alzarsi contro l’attuale Amministrazione a stelle e strisce.

Gli stessi concetti sono praticamente ripetuti in fotocopia da Chris Lillis, tra l’altro anche lui atleta di freestyle:

L’atleta Usa Chris Lillis anche lui critico verso Trump

“Amo il mio Paese, non voglio rappresentare un’altra nazione, ma mi col cuore spezzato per ciò che sta succedendo negli Stati Uniti”.

Ancor più dura ed esplicita la pattinatrice Amber Glenn che ha evidenziato la situazione difficile negli per la comunità Lgbtq. Sulla stessa falsariga la pluricampionessa di sci alpino femminile Mikaela Shiffrin (alla quarta olimpiade) che ha richiamato i valori di inclusione e rispetto.

Mikaela Shiffrin

E la chiosa finale è arrivata dalla snowboarder Kim Chloe, nata da genitori coreani emigrati negli Usa:

“Sono orgogliosa di rappresentare un Paese che è più forte quando abbraccia diversità, dignità, speranza”.

E tornando alle proteste contro la Polizia dell’Ice, decisamente fuori dalle righe quanto esternato in questi giorni da un altro sciatore di freestyle, l’anglo americano Gus Kenworthy, che ha postato sui social la scritta ‘Fuck Ice’, lasciando intendere di averla realizzata sulla neve con l’urina.

Delegazione Usa spaccata, chi sta con Trump

Ma c’è evidentemente anche chi sta dalla parte del presidente. Come una leggenda della nazionale di hockey su ghiaccio, Michael Anthony Eruzione che nei confronti di Hess ha avuto un giudizio che non ha bisogno di commenti:

La leggenda dell’Hockey Usa Mike Eruzione

“Non indossi più la divisa con la bandiera statunitense”.