Come ogni anno, il Super Bowl è un evento totale che va oltre il football americano. La vittoria netta dei Seahawks, lo spettacolo dell’intervallo firmato da Bad Bunny – fresco vincitore di tre Grammy – e la reazione durissima del presidente accendono il dibattito negli Stati Uniti.
Boom per il Super Bowl, Seahawks campioni
Il Super Bowl si chiude con un verdetto netto: i Seattle Seahawks conquistano il titolo battendo i New England Patriots 29-13. Una finale a senso unico disputata al Levi’s Stadium di Santa Clara, in California, che consegna ai Seahawks il secondo trofeo della loro storia dopo quello del 2014.
Dopo due quarti iniziali relativamente equilibrati, Seattle cambia marcia nel secondo tempo. Tre touchdown consecutivi e una prestazione difensiva dominante soffocano ogni tentativo di rimonta dei Patriots. Il match si chiude senza suspense.
I Seahawks dopo aver vinto:
The Dark Side has acquired a Lombardi. pic.twitter.com/IcrArfU2bc
— Seattle Seahawks (@Seahawks) February 9, 2026
A monopolizzare l’attenzione globale è stato però lo spettacolo andato in scena durante l’intervallo, amato dalla folla ma duramente criticato dal presidente Trump.
Bad Bunny infiamma il palco
A prendersi la scena è stato Bad Bunny, superstar portoricana reduce da tre vittorie ai Grammy, tra cui quella per miglior album. Per la prima volta nella storia del Super Bowl, l’halftime show è stato guidato da un artista che canta esclusivamente in spagnolo.

Bad Bunny ha portato sul palco la cultura portoricana, trasformando i 20 minuti centrali della finale in un manifesto di identità, inclusione e unità.
Il messaggio chiave, proiettato sugli schermi dello stadio, è stato chiaro: “L’unica cosa più potente dell’odio è l’amore”.
In total white, Bad Bunny ha aperto con la mega hit “Tití Me Preguntó”, attraversando scenografie ispirate alla vita quotidiana di Porto Rico tra contadini e giocatori. Ha omaggiato le sue radici in un finale in crescendo che ha unito simbolicamente sud, centro e nord America.
E dopo aver pronunciato “God Bless America”, Bad Bunny ha elencato in spagnolo e in inglese i nomi degli Stati, chiudendo con la frase: “Siamo ancora qui”. Tra gli ospiti anche Lady Gaga, Ricky Martin, Cardi B, Pedro Pascal, Jessica Alba e altre celebrità.
Bad Bunny in una parte della sua performance:
Bad Bunny sends a message at the Super Bowl:
“God Bless America”
“The only thing more powerful than hate is love” pic.twitter.com/mJSsAZctE7
— Headquarters (@HQNewsNow) February 9, 2026
Trump su tutte le furie: “Show terribile”
Nonostante la fama di artista politicamente schierato contro le politiche migratorie di Donald Trump, Bad Bunny ha evitato riferimenti diretti al presidente o all’ICE dopo le dure critiche espresse ai Grammy sulle deportazioni.
La performance è stata costruita come un inno alla gioia, alla diversità e all’unità, più che come un attacco frontale. A rovinare l’armonia, però, ci ha pensato Trump. Pochi minuti dopo la fine dello spettacolo, il presidente ha affidato la sua opinione al social Truth.
“Lo show dell’halftime del Super Bowl è stato assolutamente terribile, uno dei peggiori di sempre. Nessuno capisce una parola di quello che dice questo tizio. La danza è disgustosa, soprattutto per i bambini che stanno guardando in tutti gli Stati Uniti. È uno schiaffo alla grandezza dell’America”, tuona il Tycoon.

Non solo football
Il Super Bowl si chiude così su due livelli: da un lato il trionfo sportivo dei Seahawks, dall’altro una frattura simbolica che va oltre il football.
Ma nonostante l’affondo presidenziale, l’halftime di Bad Bunny ha conquistato gli spettatori, trasformando il palco più ambito degli Stati Uniti in una dichiarazione culturale pacifica e in nome della gioia.
