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Vannacci: “Cicalone” disponibile, Soumahoro no. “Papabili” anche Rizzo, Adinolfi e Borghezio

Il progetto politico di Roberto Vannacci inizia a produrre i primi effetti concreti dentro il Parlamento, mentre la Lega di Matteo Salvini registra nuove defezioni

Vannacci: “Cicalone” disponibile, Soumahoro no. “Papabili” anche Rizzo, Adinolfi e Borghezio

Il progetto politico di Roberto Vannacci inizia a produrre i primi effetti concreti dentro il Parlamento, mentre la Lega di Matteo Salvini registra nuove defezioni.

I deputati Edoardo Ziello e Rossano Sasso hanno ufficializzato l’uscita dal gruppo leghista alla Camera, comunicando alla presidenza di Montecitorio il loro passaggio al Gruppo Misto e indicando in Futuro Nazionale il nuovo punto di riferimento politico.

Domenico Furgiuele (altro parlamentare dato per uscente) ha invece annunciato che rimarrà nel Carroccio. Sarà davvero così? Vedremo.

Nel frattempo, Futuro Nazionale potrebbe imbarcare nomi a sorpresa accompagnati anche da un po’ di sano folklore come per l’adesione del vulcanico Mario Borghezio.

I primi addii dopo Vannacci, lasciano Ziello e Sasso

La rottura dei due parlamentari è maturata su una distanza che entrambi definiscono ormai insanabile.

Sotto la lente, la linea del partito su politica estera e identità nazionale.

Ziello, affidando ai social il suo addio, rivendica una concezione della politica fondata su coerenza e verità, principi che – a suo giudizio – non troverebbero più spazio nella Lega guidata da Salvini.

A pesare è anche il dissenso sul decreto Ucraina, dopo che il gruppo ha preso le distanze da un suo emendamento volto a interrompere l’invio di armamenti a Kiev.

Da qui la scelta di seguire Vannacci, considerato l’interprete di una battaglia sovranista e identitaria:

“Interpreto la politica come azione e servizio da garantire in una cornice di coerenza e verità. Binomio che non vedo più presente nella Lega Salvini Premier. Per tutti questi motivi sono costretto a dimettermi da un partito che continua a tradire la fiducia degli italiani e di aderire a Futuro Nazionale. Un progetto di Destra seria e vitale del Generale, Roberto Vannacci, che non vuole far tornare la Sinistra al governo. Ad maiora!”.

Sulla stessa linea Rossano Sasso, che parla di una decisione meditata e non improvvisa.

Rossano Sasso

Per entrambi l’approdo al Misto è un passaggio tecnico, in attesa che Futuro Nazionale completi la sua strutturazione politica e parlamentare.

Non si attinge solo dalla Lega, anche da FdI

Ma Vannacci non sta “attingendo” solo dalla Lega.

Nei giorni scorsi anche Emanuele Pozzolo, ex Fratelli d’Italia finito al Misto dopo l’uscita dal partito, ha annunciato la sua adesione al progetto di Futuro Nazionale.

L’ex fedelissimo di Giorgia Meloni ha spiegato non senza polemiche:

“Non è più tempo di una destra che chiede scusa e chiede permesso, che cerca legittimazione negli altri. È tempo di una destra che parla chiaro e agisce. Seguirò Roberto Vannacci in Futuro Nazionale, perché il suo progetto va molto oltre le vecchie categorie politiche. Vannacci può essere il Charles de Gaulle italiano: non solo il capo di un partito, ma il punto di riferimento di una reazione del buonsenso, capace di superare gli steccati ideologici del Novecento. Su di lui possono convergere tradizioni diverse, unite dalla schiettezza di pensiero e di parola e dalla difesa dell’interesse nazionale”.

Un segnale che alimenta una domanda sempre più diffusa nei Palazzi: quanti altri eletti, oggi scontenti o marginalizzati, sono pronti a guardare al generale come a una nuova casa politica?

Gli altri che salgono a bordo col Generale

Attorno a Vannacci, infatti, si sta muovendo un’area composita e ancora fluida, fatta di ex parlamentari, attivisti mediatici e figure in cerca di rilancio.

Non mancano adesioni convinte e prese di posizione più caute.

Lo youtuber Simone Ruzzi, noto come “Cicalone”, diventato popolare per le sue iniziative contro i borseggiatori nella metropolitana romana, si è detto disponibile a collaborare come consulente, ma frena sull’ipotesi di una candidatura, subordinandola alla presenza di una classe dirigente solida e di un progetto credibile.

“Cicalone”

A sorpresa si riaffaccia anche Aboubakar Soumahoro, ex deputato di Avs, che rivendica una collocazione pragmatica e trasversale: nessuna appartenenza ideologica rigida, ma la disponibilità a valutare un progetto che metta al centro l’interesse nazionale.

Aboubakar Soumahoro, ex Alleanza Verdi Sinistra, il giorno del debutto in Parlamento. Andrà con Vannacci?

In queste ultime ore però proprio l’ex parlamentare di Alleanza Verdi Sinistra ha smentito il suo approdo alla corte del generale:

“Io con Vannacci? Una barzelletta che un po’ comunque mi ha fatto sorridere. Una notizia completamente priva di fondamento. Mi sorprende, inoltre, che provenga da persone che avrebbero potuto, se non altro, contattarmi direttamente, anziché diffondere un mucchio di falsità”.

Marco Rizzo

Fatto sta che il perimetro potrebbe comunque allargarsi ulteriormente con interlocuzioni che vanno dall’ex comunista Marco Rizzo a Mario Adinolfi, che immagina un fronte identitario fondato sui valori religiosi e culturali.

Mario Adinolfi

Un mosaico eterogeneo, nel quale convivono suggestioni politiche, ambizioni personali e una certa dose di folklore, che non sempre giova alla credibilità complessiva dell’operazione.

Come ad esempio pensando a Mario Borghezio, storico esponente della Lega bossiana, oggi tra i principali sponsor di Futuro Nazionale.

Mario Borghezio

Per Borghezio, Vannacci può intercettare un elettorato silenzioso e disilluso, distante sia dalla sinistra sia dalla destra di governo.

Nessuna ambizione personale, assicura, ma la volontà di mettere a disposizione esperienza e reti per evitare che il progetto venga travolto dagli opportunismi.

Borghezio non ha risparmiato critiche a Salvini, accusato di aver snaturato la Lega e di aver aperto uno spazio politico che ora Vannacci tenta di occupare.

Che futuro avrà…Futuro Nazionale?

Resta però il nodo centrale: trasformare una somma di adesioni, spesso disordinate e contraddittorie, in una proposta politica riconoscibile e stabile.

Per ora Futuro Nazionale appare più come una calamita (per lo più di scontenti o astiosi) che come un partito strutturato.

Se diventerà una vera forza politica, o resterà un contenitore di transizione per delusi e irregolari, lo diranno i prossimi mesi – e le prossime uscite dal Carroccio.