Nuovo tentativo

Ponte sullo Stretto: cosa c’è nel nuovo decreto per superare i rilievi della Corte dei Conti

Il ministro Salvini: "Per l'apertura dei cantieri questione di mesi"

Ponte sullo Stretto: cosa c’è nel nuovo decreto per superare i rilievi della Corte dei Conti

Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto Infrastrutture, un provvedimento che affianca il decreto Sicurezza e che contiene misure urgenti anche sul Ponte sullo Stretto di Messina. L’obiettivo dichiarato è superare i rilievi sollevati dalla Corte dei Conti e completare l’iter autorizzativo per consentire l’avvio dei cantieri dell’opera che dovrebbe collegare stabilmente Sicilia e Calabria.

Il testo definitivo del decreto interviene su procedure, pareri tecnici e aggiornamenti economico-finanziari. Sono invece state escluse alcune norme inizialmente ipotizzate, tra cui la limitazione dei controlli della magistratura contabile e la nomina di un super commissario straordinario.

Ponte sullo Stretto: perché è stato approvato un nuovo decreto

Il decreto nasce per rispondere formalmente ai rilievi della Corte dei Conti su due punti principali:

  • la delibera Cipess che ha approvato il progetto definitivo del Ponte
  • la convenzione tra il Ministero delle Infrastrutture e la società concessionaria Stretto di Messina Spa.

L’obiettivo del governo è rendere più solido l’impianto amministrativo e tecnico del progetto, evitando vizi procedurali e rafforzando il percorso di approvazione attraverso nuovi passaggi istruttori e pareri obbligatori.

Dopo il confronto istituzionale tra il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal testo finale sono state eliminate le misure che avrebbero potuto ridurre il perimetro dei controlli della Corte dei Conti.

Cosa prevede il decreto Infrastrutture sul Ponte sullo Stretto

Secondo la nota di Palazzo Chigi, il decreto punta al “tempestivo completamento dell’iter approvativo del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria”, attraverso il coordinamento tra le amministrazioni coinvolte e nuovi adempimenti tecnici.

In particolare il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrà:

  • sottoporre alla Corte dei Conti l’accordo di programma per il controllo di legittimità
  • aggiornare il piano economico-finanziario della società concessionaria Stretto di Messina Spa
  • acquisire il parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) sulle tariffe di pedaggio
  • acquisire il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici
  • predisporre gli atti necessari per una nuova delibera Cipess

Valutazioni ambientali e direttiva Habitat UE

Il decreto include anche gli adempimenti legati alla normativa ambientale europea. Sono previsti passaggi specifici legati alla Direttiva Habitat, tra cui:

  • una delibera del Ministero dell’Ambiente (Mase) sulla ricognizione dell’incidenza ambientale nei siti interessati
  • un provvedimento sugli effetti dell’opera su salute umana e sicurezza pubblica
  • una nuova proposta di delibera sui “motivi imperativi di rilevante interesse pubblico” che giustificherebbero la realizzazione del Ponte.

Stop a norma anti-controlli e super commissario

Le bozze circolate nei giorni precedenti prevedevano una norma che avrebbe limitato il ruolo della Corte dei Conti e la nomina di un commissario straordinario per accelerare le procedure.

Entrambe le ipotesi non sono entrate nel testo finale. Inizialmente era circolato anche il nome di Pietro Ciucci, già amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, ipotesi che aveva sollevato critiche per un possibile conflitto di interessi.

Nel decreto è invece prevista la nomina dell’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, Aldo Isi, come commissario straordinario per le opere ferroviarie a terra in Sicilia e Calabria.

Le tempistiche dei cantieri secondo Salvini

Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha ribadito che l’avvio dei lavori potrebbe avvenire in tempi relativamente brevi dopo i nuovi passaggi tecnici:

“Conto che sia questione di mesi, non di più. Io partirei anche domani, ma dobbiamo sciogliere i nodi emersi dai rilievi della Corte dei Conti”.

Salvini ha spiegato che l’obiettivo di apertura cantieri è slittato dal 2025 al 2026, dopo le osservazioni della magistratura contabile e i conseguenti adeguamenti procedurali. Ha inoltre precisato che il progetto non è stato azzerato ma integrato con i nuovi adempimenti richiesti.

Le critiche delle opposizioni

Il decreto ha già acceso lo scontro politico. Diversi esponenti delle opposizioni contestano la scelta di proseguire sul progetto.

Giuseppe Conte (M5S) ha criticato la priorità data all’opera rispetto ad altre emergenze economiche e territoriali, sostenendo che le risorse potrebbero essere destinate a interventi immediati per cittadini e imprese colpiti dal maltempo e dal caro vita.

Angelo Bonelli (Avs / Europa Verde) ha accusato il governo di voler limitare la valutazione tecnica complessiva del progetto da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Secondo Bonelli, il parere richiesto sarebbe circoscritto solo ad aspetti tecnici specifici della relazione del progettista, e non all’intero progetto definitivo. Ha inoltre richiamato le criticità progettuali e i rilievi già formulati dalla Corte dei Conti.

Stato dell’iter del Ponte sullo Stretto

In sintesi, con il nuovo decreto Infrastrutture il governo:

  • conferma la volontà di realizzare il Ponte sullo Stretto
  • mantiene il controllo di legittimità della Corte dei Conti
  • rafforza la procedura con nuovi pareri tecnici e ambientali
  • aggiorna il piano economico-finanziario
  • punta a una nuova delibera Cipess.

I prossimi passaggi riguarderanno i pareri tecnici obbligatori, gli adempimenti ambientali e il confronto con le autorità europee. Solo dopo questi step potrà essere definito il calendario effettivo per l’apertura dei cantieri.