Si è tenuto ieri, giovedì 5 febbraio 2026, presso la prestigiosa Sala Nassirya del Senato della Repubblica, la tavola rotonda sui ‘Nuovi modelli di cooperazione tra Stati’, organizzata da Meritocrazia Italia.
Gli equilibri internazionali non sono mai stati tanto precari, in balia di politiche predatorie, gestione aggressiva dei mercati, approfittamenti antisolidali tra Stati e incapacità di strategie condivise. Si dimentica che non può esistere vera sovranità se si smarrisce la vocazione diplomatica che ogni Governo dovrebbe avere e che gli equilibri stabili sono quelli retti dal dialogo e mai quelli risultati dal braccio di ferro politico.
Proprio al fine di promuovere il dibattito su tematiche solo apparentemente lontane dal quotidiano e non rientranti nella responsabilità dei singoli cittadini, Meritocrazia Italia ha invitato a sedere attorno allo stesso tavolo rappresentanti di Istituzioni provenienti da tutto il mondo, con il desiderio di favorire il dialogo interculturale e fare il punto sullo stato delle cose e condividere prospettive di risoluzione futura.
Ha portato i propri saluti la vicepresidente del Senato Mariolina Castellone, che ha espresso il proprio apprezzamento per lo spirito partecipativo di Meritocrazia Italia, d’esempio in un momento di conclamata disaffezione nei confronti della politica. Ha ringraziato soprattutto per il modo nel quale il Movimento ricerca il confronto, con fare propositivo e istituzionale, approfondendo e analizzando, senza preconcetti ideologici.
A introdurre il tema oggetto di discussione è stato, a seguire, il segretario nazionale Isabella Aurillo:
“Il quesito da porsi è: in un mondo che sembra tornare a dividersi in blocchi, è ancora possibile cooperare senza rinunciare alla propria identità, ai propri interessi legittimi e ai propri valori? Noi crediamo di sì. Ma solo a condizione di ripensare profondamente i modelli, i linguaggi e le responsabilità della cooperazione internazionale”.
Anche l’Università Pontificia Antoniana ha tenuto a far pervenire i propri auspici all’incontro con le parole di Paolo Cancelli, per la migliore promozione dei valori comuni a Meritocrazia.
Sotto la moderazione di Laura Mazza, presidente di Federformazione, si sono confrontate personalità rappresentanti delle principali Istituzioni del mondo. Ha aperto il confronto Fabrizio Lobasso, Ministro plenipotenziario e vice direttore generale MAECI, il quale ha riportato l’attenzione sul concetto di diplomazia, che ha sempre a che fare con l’inclusione della diversità e la capacità di assumere il punto di vista altrui e di mettere in disparte i pregiudizi, per cogliere i valori fondanti le diverse identità nazionali e le varie culture, e quindi comprendersi.
A seguire, S.E. Sarhan Abdul-Aziz, direttore della Lega Musulmana Mondiale per l’Italia, nel riportare la sua esperienza professionale e di vita, ha voluto sottolineare l’approccio inclusivo e dialogante del mondo musulmano, proteso a promuovere pace e tolleranza, obiettivi possibili soltanto con il contributo disinteressato di tutti, in disparte ogni voglia di riconoscimenti altri dall’amore tra le persone.
Touadi Jean Lèonard, funzionario Onu e Fao, ha portato ottimismo alla discussione, ricordando che, pur vero che la crisi delle relazioni sociali ed economiche è profonda e conclamata, ogni caos anticipa sempre un cosmos, prospettiva realizzabile grazie alla cooperazione e all’adozione di una logica di (produzione, ma anche di) redistribuzione della ricchezza. Un pensiero è stato rivolto alla situazione africana, che pure vive una nuova speranza grazie all’iniziativa italiana di avviare un dialogo strutturato, coprendo un vuoto lasciato dal resto d’Europa.
Il Capo di Gabinetto MI Paolo Patrizio ha riferito il pensiero di Meritocrazia Italia, denunciando il fallimento di approcci di breve periodo, privi di capacità di visione, e i limiti della frammentazione con la quale deve fare i conti di un’Unione europea che sembra aver perso pragmatismo e attaccamento ai valori. Serve puntare sulla diplomazia, e serve una presa di coscienza da parte di tutti i Paesi che assumono maggior peso nello scenario internazionale. Occorre una reale assunzione di responsabilità, per una pace duratura, che abbia conto della verità del nuovo scenario geopolitico.
Sulla necessità di tornare al rispetto dell’Uomo ha insistito Christelle Ollandet, in rappresentanza dell’ambasciatore della Repubblica del Congo in Italia, la quale ha voluto ricordare l’importanza di stabilire un migliore ponte di comunicazione con le generazioni future.
L’arbitro internazionale Gianluca Aureliano ha sintetizzato le cause della crisi mondiale nel fatto di aver “perso il cuore” e i buoni sentimenti, nella convinzione che il modello di cooperazione tra Stati dovrebbe essere lo sport, e quindi la passione. Questo consentirebbe di capire che la vita è valore assoluto e che la pace non può essere un fatto eccezionale, ma una “cosa normale fatta bene”.
Le conclusioni sono state affidate al Presidente nazionale Walter Mauriello, che, nel ringraziare tutti i partecipanti e nell’esprimere soddisfazione per un momento di alta condivisione di intenti, ha ricordato che:
“Voler soffrire da soli è segno di avarizia. La politica, invece, è anzitutto condivisione, anche e soprattutto dei problemi. Oggi siamo qui proprio per questo. Abbiamo avviato un dialogo interculturale, che, sono certo, peserà molto. Se non altro per dimostrare che la pace non è qualcosa che si raccoglie, è qualcosa che si costruisce. È responsabilità di tutti”.