Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 5 febbraio 2026 il decreto sicurezza che introduce una serie di misure ritenute necessarie per il rafforzamento della sicurezza pubblica in Italia.
Oggi il Consiglio dei ministri ha approvato nuovi provvedimenti in materia di sicurezza. Non sono misure spot, ma un ulteriore tassello della strategia che questo Governo porta avanti fin dal suo insediamento.
In questi anni abbiamo costruito un impianto chiaro: difendere i… pic.twitter.com/JsxkZ6E6Ie
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) February 5, 2026
Si tratta di un pacchetto di disposizioni che aumenta le pene per vari reati, introduce nuove misure per combattere la microcriminalità e si concentra sulla prevenzione dei disordini pubblici, in particolare nelle manifestazioni. Il provvedimento, già definito dai suoi sostenitori come parte di una strategia a lungo termine del governo, è stato accolto con entusiasmo dalla premier Giorgia Meloni, che ha rivendicato la durezza della legge, ma ha suscitato reazioni critiche da parte dell’opposizione.
Il Pacchetto Sicurezza
Il decreto prevede misure specifiche in materia di sicurezza, immigrazione e prevenzione del crimine. Una delle principali novità è l’introduzione del reato di rapina aggravata commessa da un gruppo organizzato, con pene che vanno da 10 a 25 anni di reclusione, a seconda delle circostanze. Questo tipo di rapina si estende a crimini commessi in istituti di credito, uffici postali e persino a danno di veicoli per il trasporto di valori, con l’aggravante di essere compiuti da gruppi armati organizzati. Inoltre, è stata prevista una pena ridotta (da un terzo a due terzi) per i membri di tali gruppi che decidano di dissociarsi e collaborare con le forze dell’ordine.
Altra misura importante riguarda il divieto di partecipazione a manifestazioni pubbliche per coloro che sono condannati per reati gravi, come terrorismo, eversione o lesioni a pubblico ufficiale. È prevista anche una norma per i cortei non autorizzati o devianti, con multe che possono arrivare fino a 20.000 euro per gli organizzatori.
Inoltre, il decreto rende più severe le pene per chi commette il reato di borseggio, con la procedibilità d’ufficio del furto per destrezza, e introduce misure specifiche per prevenire l’uso dei coltelli in pubblico e per contrastare il fenomeno delle baby gang. Anche il fenomeno dei gruppi violenti che utilizzano le piazze come pretesto per creare disordini sarà affrontato con norme ad hoc.
La legittima difesa è un altro punto centrale del decreto, che modifica le disposizioni attuali, escludendo l’obbligo di iscrizione nel registro degli indagati quando una persona si difende in modo evidente e proporzionato a un’aggressione.
Le dichiarazioni di Meloni, Nordio e Piantedosi
La premier Giorgia Meloni, dopo l’approvazione del decreto, ha affidato un lungo post a Instagram in cui ha ribadito che le nuove norme non sono misure “spot”, ma “un ulteriore tassello” della strategia del governo in materia di sicurezza.
Ecco i nuovi principali provvedimenti sulla sicurezza approvati in Cdm pic.twitter.com/B9a9BOlbmu
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) February 6, 2026
“Difendiamo i cittadini e mettiamo le forze dell’ordine nelle condizioni di lavorare meglio”, ha scritto Meloni, sottolineando che le misure sono un passo avanti nel contrasto alla criminalità e nel rafforzamento della protezione dei cittadini. La premier ha anche lamentato una sorta di “doppiopesismo della magistratura”, facendo riferimento alla gestione di alcuni casi di violenza come quelli avvenuti a Torino, dove alcuni dei responsabili sono stati scarcerati.
“Io sono abbastanza indignata per questa decisione che purtroppo non mi stupisce“, ha detto Meloni, riferendosi agli scontri avvenuti a Torino durante una manifestazione del centro sociale Askatasuna. “Questa non è gente che vuole manifestare le proprie idee. Sono strutture organizzate per fare male”, ha aggiunto, criticando l’indulgenza del sistema giudiziario verso chi, secondo lei, compie atti di violenza premeditati, come portarsi un martello da casa durante una manifestazione.

L’influenza del Quirinale è stata anche determinante, come confermato dai membri del governo, che hanno ricevuto osservazioni dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che sono state tutte recepite e integrate nel testo finale del decreto.

Matteo Piantedosi, Ministro dell’Interno, ha confermato che la norma sul fermo preventivo introdotta nel decreto è stata frutto di un confronto con il Colle e non ha nulla di “liberticida”. “Ci sono tutte le garanzie possibili”, ha ribadito Piantedosi, che ha sottolineato che il fermo preventivo di 12 ore deve essere sempre comunicato al magistrato, il quale può decidere il rilascio immediato.
Le polemiche
Le opposizioni non hanno tardato a rispondere, criticando aspramente il decreto sicurezza e alcune dichiarazioni dei membri del governo. Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha suscitato particolare indignazione con le sue parole sulle Brigate Rosse.
“Cerchiamo, con un’attività di prevenzione, di evitare che si ripetano i tristi momenti delle Brigate Rosse”, ha detto Nordio, suscitando polemiche tra i partiti di sinistra.

Il Partito Democratico ha accusato il governo di fare della “propaganda della paura”, con misure che, a parere dei dem, non farebbero altro che ostentare repressione piuttosto che promuovere una reale prevenzione.
Anche +Europa ha criticato la linea dura del governo, definendo il pacchetto sicurezza come un “salto di qualità illiberale”.
“La destra continua a confondere la forza dello Stato con l’ostentazione della repressione”, ha commentato Francesco Boccia del PD, lamentando l’assenza di investimenti per il potenziamento delle forze di polizia e per la prevenzione.
Il Movimento 5 Stelle ha criticato il fatto che molte delle misure proposte sono già state discusse in passato, con il leader Giuseppe Conte che ha ironizzato sul fatto che finalmente il governo abbia accettato alcune delle proposte del M5S contro ladri e borseggiatori. Tuttavia, ha aggiunto che “manca un vero piano per la sicurezza nelle città”, con un vuoto nella politica sulla prevenzione dei crimini nelle strade.
Anche Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra ha condannato le misure, accusando il governo di cercare di “alzare la tensione sociale” nel paese evocando il ritorno delle Brigate Rosse, un paragone considerato da molti come “una forzatura storica”.
La Lega e la cauzione
Nonostante il decreto abbia ricevuto ampio consenso all’interno della maggioranza, uno dei temi ancora controversi è quello della cauzione, per cui la Lega ha continuato a fare pressing, sperando di vedere accolta una proposta che permettesse la concessione di una cauzione a chi si fosse reso colpevole di reati.
Tuttavia, Piantedosi ha fatto sapere che il decreto non include questa disposizione e ha ribadito che il governo intende comunque applicare sanzioni severe, incluse quelle economiche, come le multe per gli organizzatori di cortei devianti.