Caso chiuso

L’angelo con il volto di Giorgia Meloni a San Lorenzo in Lucina: dalla polemica alla cancellazione dell’affresco

Bruno Valentinetti: "Rimosso perché me lo ha chiesto il Vaticano"

L’angelo con il volto di Giorgia Meloni a San Lorenzo in Lucina: dalla polemica alla cancellazione dell’affresco

La controversia sull’affresco dell’angelo con il volto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma si è conclusa con la cancellazione del volto dal dipinto dopo giorni di discussioni, polemiche istituzionali e interventi delle autorità ecclesiastiche e culturali.

La vicenda, iniziata all’indomani di un restauro, ha attirato l’attenzione nazionale per il mix di arte sacra, politica e gestione del patrimonio culturale.

L’affresco che assomigliava a Meloni

All’interno della cappella del Crocefisso, nella storica basilica romana, un affresco restaurato nel 2025 dal sagrestano-restauratore Bruno Valentinetti era finito al centro di una polemica dopo che molti osservatori avevano notato una sorprendente somiglianza tra il volto dell’angelo e quello di Giorgia Meloni. La notizia ha suscitato reazioni complicate e interpretazioni divergenti anche sui social media.

Inizialmente Valentinetti aveva negato l’intento di ritrarre Meloni, mantenendo che il volto fosse semplicemente una “rivisitazione” dell’originale opera del 2000.

La stessa premier, con una punta di ironia, aveva commentato sui social:

“No, decisamente non assomiglio a un angelo”, smentendo qualsiasi somiglianza nel dipinto.

L’Intervento del Vaticano e della Diocesi

La svolta è arrivata dopo il coinvolgimento delle autorità ecclesiastiche. Il Vaticano, attraverso la Diocesi di Roma e il cardinale vicario Baldo Reina, ha espresso una posizione netta:

“Le immagini d’arte sacra e della tradizione cristiana non possono essere oggetto di utilizzi impropri o strumentalizzazioni”, ribadendo l’importanza di mantenere un contesto liturgico e non politico all’interno di un luogo di culto.

Il responsabile comunicazione del Vicariato, Giulio Albanese, ha inoltre chiarito che “l’originale certamente non era così”, sottolineando che la somiglianza percepita non rispecchiava l’iconografia precedente dell’affresco.

La decisione di cancellare il volto

Di fronte alle crescenti polemiche e alla diffusione della notizia, il parroco di San Lorenzo in Lucina, monsignor Daniele Micheletti, ha disposto la rimozione del volto dell’angelo, che era diventato elemento di attrazione più turistica che spirituale.

“È stato rimosso. Avevo sempre detto che lo avremmo fatto se fosse stato divisivo. C’era una processione di persone che venivano per vederlo e non per ascoltare la messa o pregare. Non era possibile.”
— monsignor Daniele Micheletti, parroco della basilica.

La cancellazione è avvenuta alla fine della serata di martedì 3 febbraio 2026, quando lo stesso restauratore è intervenuto sull’opera.

Valentinetti, dopo giorni di smentite, ha ammesso di aver coperto il volto su indicazione delle autorità ecclesiastiche:

L’ho coperto perché me lo ha detto il Vaticano… Ieri sera l’ho cancellato. A me non interessa, continuo a dire che non era la premier, ma la Curia ha voluto così”.

Verso il ripristino dell’opera originale

Con la cancellazione del volto controverso, la soprintendenza speciale di Roma, su indicazione del ministro della Cultura Alessandro Giuli, ha avviato ricerche d’archivio per reperire fotografie e disegni del dipinto originale del 2000. Questo permetterà di procedere con un ripristino conforme all’immagine storica dell’angelo.

Il Vicariato ha confermato di voler procedere “al ripristino dei tratti originari del volto dell’angelo nell’esclusivo interesse della tutela del luogo di culto e della sua funzione spirituale”.