Sotto osservazione

Cosa ci fa la nave russa Sparta IV al largo della Sardegna

La nave è sempre rimasta in acque internazionali, attuando manovre "a pendolo" definite "anomale"

Cosa ci fa la nave russa Sparta IV al largo della Sardegna

Da diverse ore la nave cargo russa Sparta IV sta compiendo movimenti definiti “anomali” davanti alla costa orientale della Sardegna, in particolare al largo dell’Ogliastra. L’unità, che in base alle rotte attese sembrava diretta verso lo Stretto di Gibilterra, ha invece effettuato un prolungato movimento a pendolo in acque internazionali, attirando l’attenzione di osservatori militari, siti di monitoraggio e autorità italiane e Nato.

Secondo i tracciamenti disponibili e le analisi di fonti specializzate nel monitoraggio aeronavale del Mediterraneo, il comportamento della nave non risulta tipico del traffico commerciale. Nelle stesse ore, nell’area hanno operato assetti di sorveglianza italiani, inclusi velivoli dedicati al pattugliamento marittimo (foto copertina Italmiradar).

Cos’è la nave russa Sparta IV

La Sparta IV è una nave cargo di tipo ro-ro (roll-on/roll-off), impiegata per il trasporto di mezzi e materiali. È collegata alla logistica del Ministero della Difesa russo tramite la compagnia Oboronlogistics ed è già stata segnalata in passato per il trasporto di carichi sensibili, inclusi sistemi d’arma e munizioni su rotte tra Mar Nero, Siria e Mediterraneo.

Per questo motivo viene talvolta indicata dagli analisti open source come “nave fantasma”, definizione usata per unità che in alcune tratte avrebbero disattivato o reso discontinuo il segnale AIS (Automatic Identification System), il sistema di identificazione automatica usato per il traffico navale.

La rotta anomala davanti all’Ogliastra

I dati di tracciamento mostrano che la Sparta IV ha navigato per molte ore su e giù davanti alla costa orientale sarda, tra le 20 e le 30 miglia nautiche dalla costa, nella zona compresa tra Arbatax e Tortolì, senza entrare in acque territoriali italiane.

Il sito specializzato di monitoraggio Itamilradar ha descritto il comportamento come uno scostamento dalla rotta dichiarata o presunta, evidenziando che:

  • il “movimento a pendolo” non è tipico del traffico commerciale;
  • non risultano condizioni meteo avverse tali da giustificare le manovre;
  • sono state registrate inversioni di rotta improvvise e soste operative.

Secondo queste analisi, deviazioni così marcate possono essere legate a ordini aggiornati, sincronizzazione con altri assetti o valutazioni tattiche, più che a semplici aggiustamenti di navigazione.

La flottiglia russa nel Mediterraneo centrale

La Sparta IV non starebbe operando isolatamente. Nei giorni precedenti era stata segnalata all’interno di una flottiglia russa monitorata nel Mediterraneo, comprendente:

  • il cacciatorpediniere Severomorsk della Marina russa;
  • la petroliera Kama;
  • la nave Mys Zhelaniya.

In precedenti transiti nel Mediterraneo, il gruppo è stato seguito da unità Nato. In un primo momento, secondo le informazioni circolate, faceva parte del dispositivo anche il sottomarino classe Kilo Krasnodar.

Le tre unità di superficie sono transitate dal Canale di Sicilia e, invece di proseguire direttamente verso Gibilterra come spesso avviene, hanno deviato verso il Tirreno, navigando a distanza dalle coste sarde ma sempre in acque internazionali.

Il monitoraggio italiano: navi e aerei in sorveglianza

Le autorità italiane hanno confermato che i movimenti delle unità russe sono attentamente monitorati nell’ambito delle operazioni di sicurezza marittima.

Tra gli assetti impiegati risultano:

  • una fregata della Marina Militare italiana, in precedenza identificata nella Virginio Fasan, inserita anche nei gruppi Nato;
  • un velivolo da pattugliamento marittimo ATR 72MP dell’Aeronautica Militare, nell’ambito dell’operazione Mediterraneo Sicuro;
  • un P-72B della Guardia di Finanza (decollato da Pratica di Mare), che ha operato per circa un’ora nella zona dove si trovava la nave.

Fonti istituzionali sottolineano che non risultano violazioni delle acque territoriali italiane, ma che la sorveglianza è stata rafforzata per l’interesse operativo dell’area.

Perché l’area della Sardegna è strategica

La zona interessata dalla rotta anomala è considerata sensibile dal punto di vista militare e strategico. La Sardegna ospita infatti:

  • il poligono interforze di Quirra, tra i principali centri di sperimentazione e addestramento;
  • la base aerea di Decimomannu, utilizzata anche per attività addestrative internazionali;
  • infrastrutture e cavi sottomarini di telecomunicazione che collegano Europa, Nord Africa e Medio Oriente.

La presenza prolungata di una nave logistica militare russa in prossimità — pur restando in acque internazionali — aumenta quindi il livello di attenzione degli osservatori.

Le ipotesi degli analisti sui movimenti della Sparta IV

Sulla base dei tracciati disponibili, analisti e osservatori open source hanno avanzato diverse ipotesi interpretative, senza conferme ufficiali:

1. Possibile attesa o sincronizzazione operativa

Il movimento ripetuto avanti-indietro potrebbe indicare l’attesa di istruzioni o la necessità di coordinarsi con altre unità navali nella stessa finestra operativa.

2. Attività di raccolta informativa marittima

Un’ipotesi è quella di operazioni di osservazione delle rotte e della presenza militare Nato nell’area, o di interesse verso infrastrutture sottomarine strategiche.

3. Segnale politico-strategico

La navigazione ravvicinata — pur legale — vicino a zone sensibili potrebbe avere anche valore dimostrativo, nel contesto delle tensioni tra Russia e Nato nel Mediterraneo dopo la guerra in Ucraina.

Va sottolineato che non esistono al momento prove pubbliche che confermino operazioni illegali o ostili: le valutazioni restano nel campo dell’analisi strategica.

I precedenti di unità russe vicino alla Sardegna

Non è la prima volta che unità navali russe vengono monitorate vicino alla Sardegna. Negli ultimi anni sono stati segnalati:

  • passaggi di sottomarini e navi di supporto russi nel Canale di Sardegna;
  • il transito di gruppi navali provenienti dalla Siria;
  • la presenza di unità specializzate in attività subacquee e di ricerca.

In tutti i casi comunicati ufficialmente, le navi hanno operato in acque internazionali, sotto osservazione di Marina Militare, Aeronautica e Guardia di Finanza, oltre che di assetti Nato.

Situazione attuale

Dopo le manovre a pendolo davanti all’Ogliastra, la Sparta IV avrebbe ripreso rotta verso ovest. Le autorità italiane e l’Alleanza Atlantica continuano il monitoraggio dell’area. Non sono state segnalate violazioni di spazi marittimi o aerei nazionali.

L’evoluzione della rotta e l’eventuale ricongiungimento con altre unità russe nel Mediterraneo restano gli elementi principali osservati dagli analisti di sicurezza marittima.