POLEMICA

Tajani su scarcerazioni Torino: “Come può un cittadino sentirsi sicuro di fronte a questo modello di Giustizia?”

Domiciliari per il 22enne "martellatore" Simionato, obbligo di firma per gli altri due

Tajani su scarcerazioni Torino: “Come può un cittadino sentirsi sicuro di fronte a questo modello di Giustizia?”

Tutti fuori. O per essere precisi, tutti a “casa”. Ai domiciliari o con un obbligo di firma, se vogliamo essere ancora più pignoli.

Il classico epilogo della giustizia italiana lamentano in molti. Tanto che qualcuno ha ironizzato parlando di “un giorno in questura” prendendo spunto dalla celebre trasmissione Rai che proponeva in televisione le fasi dibattimentali dei casi giudiziari più mediatici e drammatici.

Mentre altri come il vicepremier e segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani ha sbottato “ma come si fa?”.

Perché la scarcerazione e la misura degli arresti domiciliari per i tre “manifestanti” del corteo di sabato scorso a Torino (che ha portato alla brutale aggressione dell’agente di Polizia di Stato Alessandro Calista) sta già alzando inevitabilmente un polverone di polemiche.

L’agente Alessandro Calista aiutato da un collega dopo l’aggressione

I fatti di Torino, le decisioni del Gip

In queste ore, come ormai noto dal polverone mediatico e politico che ne sta seguendo, il Gip ha previsto misure cautelari alternative alla detenzione in carcere.

Appunto, per Angelo Simionato, 22enne grossetano, sospettato di aver preso parte all’aggressione al poliziotto, gli arresti domiciliari.

La guerriglia urbana a Torino sabato scorso

E per Matteo Campaner e Pietro Desideri, indagati per episodi di resistenza a pubblico ufficiale, l’obbligo di firma.

In tre già fuori, Tajani sbotta: “Ma come ci si può sentire sicuri?”

Come detto, a fronte delle decisioni dei giudici, decisamente dura nei suoi contenuti e nei toni la reazione del vicepremier, Ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, Antonio Tajani:

Il vicepremier, leader di Forza Italia e Ministro degli Esteri Antonio Tajani

“Le decisioni della magistratura sugli arresti di Torino lasciano increduli e allibiti. Prima i domiciliari per il 22enne, arrestato in flagranza differita, accusato di lesioni e rapina ad un agente di polizia, ora l’obbligo di firma per i due torinesi, arrestati in flagranza di reato, per resistenza a pubblico ufficiale. Come può un cittadino sentirsi sicuro di fronte a questo modello di giustizia? Come possono sentirsi le forze dell’ordine di fronte a questo svilimento del loro lavoro?”.

Sintetico, ma durissimo anche l’altro vicepremier, il leader della Lega Matteo Salvini:

Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini

“Già a piede libero. Vergogna. Votare SÌ al referendum sulla Giustizia è un dovere morale”.

Le reazioni degli altri, M5S contro Salvini, lo sdegno dei sindacati di Polizia

Alla parole del leader della Lega il Movimento 5 Stelle ha però reagito con ironia, prima di argomentare nella sostanza.

I parlamentari pentastellati hanno infatti invitato l’ex Ministro dell’Interno “a fare pace con il cervello” osservando:

“Quanto accaduto con la manifestazione di Torino non ha niente a che vedere con la separazione delle carriere e comunque la decisione sulla scarcerazione è del Gip, i pm avevano chiesto altro”.

La sensazione di delusione mista a una sorta di “smarrimento” è stata però espressa oltre che dalla politica, anche dai sindacati di Polizia.

Come ad esempio dalla posizione del segretario generale Fsp Polizia di Stato Valter Mazzetti:

Valter Mazzetti, segretario generale Fsp Polizia di Stato

“E’ davvero difficile da digerire il fatto che tre persone arrestate dopo la devastazione di Torino, quando un poliziotto stava per essere ammazzato a martellate, tornino tranquillamente a casa”.

Laconico e durissimo il commento del Sap che parla di “un sostanziale senso di impunità”.