Sì della Camera

Dirigenti pubblici senza concorso: cosa cambia con la riforma PA, chi può accedere e come funziona il nuovo sistema

Il testo, approvato con 147 voti favorevoli e 90 contrari, dovrà ora passare al Senato per diventare legge

Dirigenti pubblici senza concorso: cosa cambia con la riforma PA, chi può accedere e come funziona il nuovo sistema

La Camera dei Deputati ha approvato in prima lettura il disegno di legge sulla riforma della carriera dirigenziale nella Pubblica amministrazione, primo tassello del progetto di rinnovamento voluto dal ministro per la PA Paolo Zangrillo. Il provvedimento introduce, tra le principali novità, la possibilità di diventare dirigenti di seconda fascia senza concorso pubblico, attraverso un percorso interno basato su selezione e valutazione delle performance.

Il testo, approvato con 147 voti favorevoli e 90 contrari, dovrà ora passare al Senato per diventare legge. Se confermato, cambierà in modo significativo i meccanismi di accesso alla dirigenza pubblica, affiancando ai concorsi tradizionali un nuovo canale di promozione interna.

Di seguito una guida completa e aggiornata su cosa prevede la riforma, chi riguarda e come funzionerà il nuovo sistema.

Riforma dirigenti PA: obiettivi e impostazione del Ddl

Il disegno di legge interviene sul Testo unico del pubblico impiego e punta a rafforzare i sistemi di valutazione del merito e delle performance, collegando più strettamente carriera e risultati.

Secondo il ministro Zangrillo, l’obiettivo è costruire un’amministrazione capace di:

  • attrarre e trattenere talenti
  • valorizzare le competenze interne
  • premiare i risultati concreti
  • favorire un cambiamento culturale nella gestione del personale pubblico.

La novità più rilevante riguarda l’accesso alla dirigenza di seconda fascia senza concorso, ma entro quote precise e con procedure selettive strutturate.

Come si diventa dirigenti di seconda fascia: le tre vie previste

Con la riforma non scompare il concorso pubblico, che continuerà a coprire la maggioranza dei posti disponibili. Il nuovo sistema prevede tre canali di accesso.

1. Corso-concorso SNA – 50% dei posti

Resta il principale canale di ingresso. Si tratta del corso-concorso della Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA), con selezione e formazione.

2. Concorsi delle singole amministrazioni o RIPAM – 20% dei posti

Continueranno i concorsi:

  • banditi dalle singole amministrazioni
  • oppure gestiti tramite la Commissione RIPAM.

3. Accesso senza concorso tramite percorso interno – fino al 30% dei posti

La vera novità della riforma: una quota massima del 30% dei posti da dirigente di seconda fascia potrà essere coperta tramite sviluppo di carriera interno, senza concorso pubblico tradizionale.

Dirigenti senza concorso: chi può accedere al nuovo canale

Il percorso interno è riservato esclusivamente a personale già in servizio nella Pubblica amministrazione. In particolare:

Possono partecipare:

  • funzionari con almeno 5 anni di servizio
  • dipendenti dell’area dell’elevata qualificazione con almeno 2 anni di anzianità.

Resta obbligatorio il possesso dei titoli di studio richiesti per la dirigenza dalla normativa vigente.

Non si tratta quindi di promozioni automatiche: è previsto un iter selettivo articolato e controllato.

Selezione interna dirigenti: le tre fasi del nuovo percorso

Il percorso alternativo al concorso si sviluppa in tre fasi, con verifiche progressive.

Fase 1 — Selezione comparativa interna

I candidati partecipano a una procedura selettiva basata su:

  • titoli posseduti
  • esperienze professionali
  • risultati ottenuti
  • relazione del dirigente responsabile
  • prova scritta
  • colloquio individuale.

La valutazione è affidata a una commissione di sette membri:

  • quattro interni
  • tre esterni
  • presidente esterno a garanzia di imparzialità
  • presenza di dirigenti generali estratti a sorte ed esperti di valutazione del personale.

Fase 2 — Incarico dirigenziale temporaneo

Chi supera la selezione ottiene un incarico dirigenziale di tre anni, rinnovabile una sola volta.

Durante questo periodo vengono osservati:

  • risultati raggiunti
  • capacità manageriali
  • gestione delle risorse
  • raggiungimento degli obiettivi assegnati.

Fase 3 — Valutazione finale e inserimento nel ruolo

Dopo il rinnovo e almeno quattro anni di esercizio dell’incarico, interviene una nuova commissione di valutazione che decide:

  • conferma nel ruolo dirigenziale
  • inserimento stabile nella dirigenza di seconda fascia
  • eventuale esclusione in caso di esito negativo.

La legge prevede che le commissioni non ricevano compensi aggiuntivi.

Dirigenti di prima fascia: cosa cambia

La riforma modifica anche l’accesso alla dirigenza di prima fascia.

La ripartizione prevista è:

  • 50% dei posti tramite concorso per titoli ed esami
  • 50% tramite sviluppo di carriera dalla seconda fascia.

Per accedere servono almeno 5 anni di servizio come dirigente di seconda fascia (anche non continuativi).

Anche in questo caso è previsto:

  • incarico temporaneo dirigenziale generale
  • osservazione pluriennale
  • valutazione finale di una commissione.

Valutazione performance e premi: nuovi limiti

Il ddl rafforza il legame tra valutazione e retribuzione di risultato.

Sono introdotti limiti alle valutazioni massime:

  • punteggi apicali non oltre il 30% per ciascuna categoria
  • riconoscimenti di eccellenza non oltre il 20% delle valutazioni più alte.

La retribuzione legata alla performance dovrà essere:

  • progressiva
  • proporzionata al punteggio ottenuto
  • strettamente collegata ai risultati misurabili.

Quanto guadagna un dirigente di seconda fascia

Secondo i dati ARAN basati sulle rilevazioni della Ragioneria dello Stato, i dirigenti di seconda fascia nelle amministrazioni statali sono circa 1.975 (dato riferito alle ultime rilevazioni disponibili).

Il trattamento economico previsto dal CCNL Funzioni centrali 2022-2024 comprende:

  • retribuzione annua lorda intorno a 50.000 euro
  • tredicesima mensilità
  • quota fissa di posizione: circa 14.500 euro
  • quota variabile di posizione/incarico: fino a circa 48.000 euro lordi annui.

Gli importi effettivi variano in base all’incarico e all’amministrazione.

Stato dell’iter legislativo

Il provvedimento è stato approvato dalla Camera e deve passare ora dal Senato. Potrà subire modifiche durante l’esame parlamentare e solo dopo il via libera definitivo diventerà legge e le amministrazioni potranno applicare i nuovi meccanismi di accesso alla dirigenza.