Il 4 febbraio segna la Giornata mondiale contro il cancro, un’occasione importante per sensibilizzare il pubblico sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce di questa patologia che, purtroppo, continua a rappresentare una delle maggiori sfide per la salute globale.
Promossa dalla Union for International Cancer Control (UICC) e supportata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), questa giornata è un’opportunità per riflettere sui progressi fatti nella lotta contro il cancro, ma anche sulle criticità ancora da affrontare.
In Italia, il report “I numeri del cancro in Italia 2025”, frutto di una collaborazione tra AIOM, AIRTUM, Fondazione AIOM, ONS, PASSI, PASSI d’Argento e SIAPeC-IAP, ha fornito uno spunto per fare il punto sulla situazione della neoplasia nel nostro Paese.
Il quadro del 2025 ed i progressi delle terapie
Nel 2025, sono stimati circa 390.000 nuovi casi di cancro in Italia, un dato che segna una stabilità rispetto al 2024, ma che nasconde una tendenza positiva, con una riduzione dei casi negli uomini, soprattutto per il tumore al polmone.
Questo trend è supportato anche dai progressi nelle terapie oncologiche, che hanno migliorato significativamente le prospettive di sopravvivenza, in particolare per i tumori più frequenti come quelli al seno, al colon-retto e al polmone.

Grazie all’adozione di nuove terapie farmacologiche, screening e diagnostica avanzata, la sopravvivenza a 5 anni per i tumori più comuni in Italia è in aumento. In particolare, per il carcinoma mammario, la sopravvivenza è arrivata all’86% rispetto all’83% della media europea.
“Grazie ai progressi terapeutici e alla diagnosi precoce, il cancro oggi non è più una condanna definitiva,” ha dichiarato Massimo Di Maio, presidente dell’AIOM. “Ci sono migliori possibilità di trattamento e la sopravvivenza a lungo termine è in continuo miglioramento.”

Prevenzione Secondaria
Uno degli aspetti più incoraggianti degli ultimi anni è l’aumento della partecipazione agli screening oncologici, strumenti cruciali per la diagnosi precoce. Dal 2020 al 2024, in Italia si è registrato un significativo incremento delle adesioni, in particolare nel Meridione, dove la partecipazione è triplicata in alcune regioni. In particolare, per la mammografia la copertura è passata dal 30% nel 2020 al 50% nel 2024, mentre per lo screening del colon-retto il tasso di adesione è aumentato dal 17% al 33%. Anche se restano comunque numeri troppo bassi.

“La prevenzione è la chiave per ridurre il rischio di morte prematura per cancro,” ha spiegato Orazio Schillaci, Ministro della Salute. “Il Piano Oncologico Nazionale 2023-2027 è un passo concreto per ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure e migliorare l’adesione agli screening, specialmente nelle regioni del Sud.”
Tuttavia, nonostante questi progressi, permangono disuguaglianze regionali significative. Ad esempio, il Sud Italia continua a registrare livelli più bassi di partecipazione agli screening, con una copertura della mammografia al 34% rispetto al 62% del Nord.
Inoltre, sono ancora troppi i pazienti che devono spostarsi da una regione all’altra per sottoporsi ad interventi chirurgici, in particolare per il carcinoma mammario. Infatti, nel 2023, il 15% delle pazienti del Sud ha dovuto cambiare regione per effettuare l’intervento chirurgico, una percentuale ben più alta rispetto al 5% del Nord.
Gli stili di vita
Oltre agli screening, la prevenzione primaria gioca un ruolo fondamentale nella lotta contro il cancro. In Italia, il 24% degli adulti fuma, il 33% è in sovrappeso e il 58% consuma alcol, fattori che aumentano notevolmente il rischio di sviluppare neoplasie. È evidente che modificare questi stili di vita possa ridurre drasticamente i casi di cancro.
“Un cambiamento nei comportamenti, come smettere di fumare, adottare una dieta equilibrata e fare attività fisica regolare, è la forma di prevenzione primaria più efficace,” ha affermato Rossana Berardi, presidente eletto dell’AIOM. “L’obesità e la sedentarietà sono fra i principali fattori di rischio per i tumori, e migliorare questi aspetti potrebbe ridurre le diagnosi e migliorare la risposta alle terapie oncologiche.”

In effetti, il tasso di sedentarietà in Italia è sceso dal 32% nel 2020 al 27% nel 2024, segno che le abitudini stanno lentamente cambiando in meglio. È quindi fondamentale continuare a promuovere stili di vita sani attraverso politiche pubbliche mirate e campagne di sensibilizzazione.
Le sfide del futuro
Nonostante i progressi, rimangono alcune sfide cruciali, come l’elevata mobilità sanitaria tra le regioni, con il Sud che continua a segnare i tassi più alti di “fuga sanitaria” per interventi chirurgici. Nel caso del carcinoma mammario, le donne del Sud sono costrette a spostarsi tre volte di più rispetto a quelle del Nord per sottoporsi a chirurgie.
Inoltre, cresce la domanda di cure palliative, che sono fondamentali per garantire una buona qualità della vita nei pazienti oncologici avanzati. La Fondazione AIOM ha più volte sottolineato la necessità di integrare le cure palliative con i trattamenti antineoplastici per evitare che il fine vita diventi un momento di abbandono per i pazienti.
I 3 screening gratuiti che possono salvare la vita
Il Sistema Sanitario Nazionale offre tre screening oncologici gratuiti che possono fare la differenza nella diagnosi precoce del cancro:
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Mammografia (Tumore al seno): Donne di 50-69 anni, ogni 2 anni.
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Pap-test/HPV-test (Cervicale): Donne di 25-64 anni.
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Ricerca del sangue occulto (Colon-retto): Uomini e donne di 50-74 anni, ogni 2 anni.
Questi test, disponibili a livello nazionale, hanno come obiettivo individuare lesioni precancerose o tumori in fase iniziale, aumentando le probabilità di cura e riducendo il rischio di mortalità.
Le iniziative in Italia
In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro, diverse iniziative in Italia uniscono l’impegno nella sensibilizzazione e nella prevenzione della malattia.
La campagna globale #UpsideDownChallenge invita tutti a condividere una foto “sottosopra”, un gesto simbolico per rappresentare come il cancro possa ribaltare la vita delle persone, con l’hashtag #UnitedByUnique.
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Un’ulteriore forma di supporto alla ricerca scientifica arriva dall’acquisto delle Arance della Salute AIRC: parte del ricavato sarà destinato alla Fondazione AIRC per finanziare la lotta contro il cancro.
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Per chi desidera un impegno più concreto nella prevenzione, la LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori offre visite di screening oncologici gratuite, organizzate da molte sedi provinciali.
Anche le ATS e ASST di numerose regioni italiane partecipano con open day informativi e screening gratuiti. Per esempio, la Fondazione Libellule Insieme offre visite ginecologiche gratuite, comprendenti ecografia e Pap test per le donne tra i 25 e i 40 anni, oltre a mammografie gratuite per le donne tra i 40 e i 45 anni e per quelle oltre i 74 anni, contribuendo così a garantire un accesso più ampio alla prevenzione oncologica.
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Un impegno collettivo che rafforza l’importanza della prevenzione e della solidarietà nella lotta contro il cancro.
Un cauto ottimismo
La panoramica del 2025 indica un anno di significativi progressi nella lotta contro il cancro in Italia. Nonostante le sfide, come le disuguaglianze territoriali e il bisogno di investire ulteriormente nella prevenzione primaria, l’Italia sta facendo passi avanti, sia nelle terapie, che nella diagnosi precoce e nell’adesione agli screening.