Con l’imminente inizio delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, il Papa Leone XIV, durante l’Angelus di domenica 1 febbraio 2026, ha rivolto un messaggio di pace e fratellanza. Il Pontefice ha auspicato che, come accadeva nell’antichità, la manifestazione sportiva possa essere un’occasione di tregua in tutti i conflitti armati del mondo.
Le Olimpiadi invernali si svolgeranno dal 6 al 22 febbraio 2026, seguite dalle Paralimpiadi, in programma dal 6 al 15 marzo, che vedranno protagonisti atleti con disabilità. Rivolgendosi ai fedeli in Piazza San Pietro, Leone XIV ha espresso i suoi auguri a organizzatori e atleti, sottolineando come questi eventi rappresentino un forte messaggio di solidarietà e speranza in un mondo in pace.
Cos’è la tregua olimpica
La tregua olimpica, nota anche come Ekecheiria nell’antica Grecia, è una tradizione secolare che risale ai Giochi Olimpici dell’epoca classica. Durante il periodo dei giochi, tutte le guerre tra le città-stato greche venivano sospese per permettere agli atleti e ai cittadini di partecipare in sicurezza. L’usanza è stata ripresa nel XIX secolo da Pierre de Coubertin, padre delle Olimpiadi moderne, e negli ultimi decenni rilanciata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, che invita tutti i Paesi membri a rispettare una sospensione delle ostilità durante le Olimpiadi.
Casi storici più noti di tregua olimpica
- Olimpiadi di Atene 1996: l’ONU ha promosso una tregua internazionale in concomitanza con i Giochi, anche se con adesione parziale.
- Giochi di Torino 2006: l’iniziativa è stata rilanciata dalle Nazioni Unite, sottolineando l’importanza del rispetto dei diritti civili nei Paesi in conflitto.
- Olimpiadi di Londra 2012: diverse organizzazioni internazionali hanno chiesto una sospensione simbolica dei conflitti, ricordando la tradizione millenaria.
La tregua olimpica non è solo simbolica: rappresenta un richiamo globale alla pace e al dialogo, rafforzando il messaggio morale che lo sport può unire i popoli al di là delle differenze.
Il Papa sulla pace e i conflitti attuali
Leone XIV ha espresso preoccupazione anche per le tensioni internazionali, come quelle tra Stati Uniti e Cuba, esortando i leader a compiere gesti concreti di distensione e dialogo.
“Auspico che quanti hanno a cuore la pace tra i popoli e sono posti in autorità sappiano compiere gesti concreti di distensione e di dialogo”, ha detto il Pontefice.
Il Papa ha inoltre ricordato le tragedie recenti legate a calamità naturali: la frana in Repubblica Democratica del Congo, che ha causato oltre 200 vittime, e i cicloni e le inondazioni che hanno colpito Mozambico, Portogallo e Italia, causando centinaia di morti e migliaia di sfollati.
Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre
Durante l’Angelus, Leone XIV ha ricordato anche la Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre, istituita in Italia nel 2017 per onorare la memoria dei caduti e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sofferenze delle popolazioni civili in conflitto.
“Solo la pace può davvero onorare la memoria di tante vittime in tutto il mondo”, ha concluso il Papa.