Mattinata di forte tensione alla Camera dei deputati, quella di oggi venerdì 30 gennaio 2026, dove un gruppo di parlamentari di Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra ha occupato la sala stampa di Montecitorio per impedire lo svolgimento di una conferenza sulla cosiddetta “remigrazione”, prevista alle 11:30 e promossa dal deputato leghista (ma vicino a Vannacci) Domenico Furgiuele.
L’iniziativa, annunciata da giorni, avrebbe dovuto vedere la partecipazione di esponenti di organizzazioni quali Luca Marsella, portavoce di CasaPound, Ivan Sogari di Veneto Fronte Skinheads, Jacopo Massetti, ex Forza Nuova, e Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti. Proprio per questo le opposizioni avevano già fatto sapere che avrebbero ostacolato l’evento per “impedire l’ingresso di nazisti nel palazzo”.
❗️Dopo le proteste dell’opposizione, la conferenza stampa alla Camera sulla #remigrazione è stata annullata “per ordine pubblico”, si legge in una nota di Montecitorio. (Open)@PolitikosIt pic.twitter.com/dLUpq0SO7N
— Politikos (@politikosit) January 30, 2026
La Camera ha annullato tutte le conferenze odierne
I deputati di opposizione hanno occupato tutti i posti disponibili nella sala e anche il tavolo dei relatori, dichiarando che non si sarebbero alzati. In mano, una copia della Costituzione, mentre durante il confronto con Furgiuele è stato intonato “Bella ciao“. Tra i presenti figuravano, tra gli altri, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (Avs), Riccardo Ricciardi e Francesco Silvestri (M5S), Gianni Cuperlo, Arturo Scotto, Marco Sarracino, Matteo Orfini e il senatore Filippo Sensi per il Pd.

Il confronto verbale è stato acceso. “La conferenza stampa si fa. Farete le domande. Perché vi spaventate?”, ha detto Furgiuele. La risposta dai banchi delle opposizioni è stata netta: “Non ci spaventate. Sono loro che si dichiarano fascisti”.
Poco dopo, la Presidenza della Camera ha deciso di annullare per motivi di ordine pubblico tutte le conferenze stampa previste per la giornata, facendo uscire i giornalisti già presenti. In una nota ufficiale Montecitorio ha confermato lo stop totale alle iniziative e il divieto di accesso per qualsiasi ospite esterno. Anche il tentativo di far entrare i promotori della conferenza da un ingresso laterale è stato bloccato per disposizione della Camera.

Il presidente della Camera Lorenzo Fontana, già nella giornata precedente, aveva definito “inopportuna” la conferenza, auspicando un ripensamento. Questa mattina, nonostante la conferma dell’evento da parte di Furgiuele, la situazione è degenerata fino alla decisione di fermare tutte le attività.
Vannacci: “Democrazia morta”
Duro il commento di Domenico Furgiuele, che ha parlato di “atto grave” e di “forzatura antidemocratica”, accusando il centrosinistra di aver costretto il presidente della Camera a sospendere tutte le attività.
Il deputato leghista ha annunciato che riproporrà l’uso della sala per il Comitato per la remigrazione e ha rivendicato l’avvio della raccolta firme per una proposta di legge sul tema.

Sulla stessa linea l’eurodeputato leghista Roberto Vannacci, che ha parlato di “democrazia morta” e di violazione dell’articolo 21 della Costituzione.
Dal centrodestra sono arrivate critiche alle opposizioni. Il leader della Lega Matteo Salvini ha parlato di “confusione” e ha giudicato “non democratico, non civile e non tollerabile” impedire un incontro regolarmente richiesto.
L’opposizione: “In Parlamento non c’è spazio per fascismo e nazismo”
Di segno opposto le dichiarazioni delle opposizioni, che hanno rivendicato l’occupazione come un atto di difesa delle istituzioni.

“Nel Parlamento della Repubblica antifascista non c’è spazio per neonazisti e neofascisti”, ha affermato Nicola Fratoianni, parlando di un gesto doveroso.
Riccardo Ricciardi (M5S) ha sostenuto che, in assenza di un intervento istituzionale, siano stati i parlamentari a impedire fisicamente l’ingresso di “nazisti skinhead” a Montecitorio. Per il Pd, Matteo Orfini ha definito l’episodio una tutela del Parlamento da una “violenza contro le istituzioni”.

Anche Angelo Bonelli ha richiamato il valore simbolico di Montecitorio, ricordando i padri e le madri costituenti e definendo inammissibile l’ingresso di “fascisti e nazisti dichiarati” nella casa della democrazia. Dopo l’annullamento delle conferenze, i deputati hanno continuato a presidiare la sala leggendo articoli della Costituzione.
Fuori da Montecitorio si è svolta anche una protesta nonviolenta del segretario di +Europa Riccardo Magi, con cartelli contro le “leggi razziali” e riferimenti alla figura di Giacomo Matteotti.
La giornata si è conclusa con l’annuncio di Luca Marsella di tornare in Parlamento con “centinaia di migliaia di firme” per la proposta di legge sulla remigrazione. Ma il caso ha lasciato una frattura profonda, con uno scontro frontale tra chi rivendica la difesa della Costituzione antifascista e chi denuncia una compressione della libertà di espressione dentro le istituzioni repubblicane.