CAMBIO DI LINEA

Tajani: “In Iran carneficina come a Gaza”. E la Ue classifica i Pasdaran come terroristi

Il Consiglio Ue ha varato nuove misure restrittive contro 21 persone ed entità coinvolte nella repressione interna

Tajani: “In Iran carneficina come a Gaza”. E la Ue classifica i Pasdaran come terroristi

Una carneficina paragonabile a Gaza”.

Con queste parole il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato a Bruxelles il cambio di linea dell’Italia e dell’Unione europea sull’Iran e il consenso politico raggiunto per l’inserimento dei Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc), nella lista Ue delle organizzazioni terroristiche.

Tajani: “Iran paragonabile a Gaza”

Alla base della decisione, ha sottolineato Tajani rispondendo alle domande dei cronisti al termine del Consiglio Affari Esteri, ci sono le “migliaia e migliaia di morti” causate dalla repressione del regime iraniano contro la popolazione civile durante le recenti proteste.

“Forse trentamila, non sappiamo esattamente quanti sono i morti – ha detto – ma anche se fossero diecimila sarebbe comunque gravissimo. Stiamo parlando di una carneficina”.

Antonio Tajani

Nel suo ragionamento, Tajani ha più volte fatto un paragone con il conflitto nella Striscia di Gaza:

Se a Gaza ci sono stati sessantamila morti e in Iran trentamila, allora è una situazione paragonabile a Gaza. Davanti a tutto questo dovevamo per forza avere un atteggiamento di condanna”.

Un riferimento numerico che, tuttavia, risente di dati nel frattempo aggiornati.

Secondo quanto riportato dai media israeliani e dal Times of Israel, l’esercito israeliano ritiene oggi che il numero complessivo delle vittime a Gaza abbia superato quota 70.000, in linea con le cifre diffuse dal ministero della Salute guidato da Hamas, che parla di 71.667 morti dal 7 ottobre 2023. Un bilancio ancora in fase di revisione, con incertezze sulla distinzione tra civili e combattenti, ma più alto rispetto alle stime citate inizialmente dal ministro italiano.

Tajani: “Pasdaran, decisione politica. Sanzioni già operative”

IL VIDEO:

 

 

Anche la linea politica europea resta ferma.

C’è il consenso politico per l’iscrizione dei Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche – ha spiegato Tajani – come è stata approvata definitivamente la lista degli iraniani sanzionati per la repressione nei confronti della popolazione civile durante le ultime manifestazioni”.

Una decisione definita “storica” anche dall’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas, che ha riassunto il senso della scelta con parole nette:

Kaja Kallas

Se agisci come un terrorista, devi essere trattato come tale”.

L’inserimento dei Pasdaran nella lista nera Ue, ha chiarito Tajani, non è ancora automatico.

“Oggi è stata presa una decisione politica – ha detto – ora ci sarà tutta la parte più tecnica da sviluppare, mentre per quanto riguarda le sanzioni queste sono già operative”.

Iran, Consiglio UE applica misure restrittive

Parallelamente, il Consiglio Ue ha varato nuove misure restrittive contro 21 persone ed entità coinvolte nella repressione interna e altre 10 legate al sostegno militare di Teheran alla Russia. Tra i sanzionati figurano il ministro dell’Interno Eskandar Momeni, il procuratore generale Mohammad Movahedi-Azad, alti vertici della polizia e dei pasdaran, magistrati dei tribunali rivoluzionari e società accusate di aver gestito il blackout di Internet durante le proteste.

Eskandar Momeni

Secondo il Consiglio, Momeni, in qualità di ministro e vicecomandante in capo dell’Irgc, è responsabile della repressione delle manifestazioni e di aver scagionato le forze di sicurezza nel caso di Mohammad Mirmousavi, torturato a morte nell’agosto 2024. Accuse simili riguardano altri funzionari inseriti nella lista, ritenuti responsabili di torture, condanne inique, intimidazioni e violenze sistematiche contro manifestanti, attivisti e minoranze.

Tajani: “Dialogo deve continuare”

Pur nella durezza della decisione, Tajani ha ribadito che “questo non significa che non si debba continuare a dialogare, che non si debba continuare a parlare”, anche sul dossier nucleare. La posizione è condivisa anche dall’Alta rappresentante Kallas, che ha escluso qualsiasi sostegno europeo a un’azione militare contro Teheran:

Il Medio Oriente non ha bisogno di una nuova guerra”.

Sul piano diplomatico, l’Italia mantiene aperta la propria ambasciata a Teheran, pur con organici ridotti per motivi di sicurezza.

“Non ci sono segnali di attacchi imminenti – ha spiegato Tajani – ma dobbiamo garantire la sicurezza del maggior numero possibile di persone”.

Araghchi: “Grave errore strategico”

La reazione iraniana è stata immediata e durissima. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha definito la designazione dei Pasdaran un “grave errore strategico”, accusando l’Europa di “ipocrisia” e di “alimentare le fiamme” invece di evitare una guerra nella regione. Teheran ha anche annunciato esercitazioni navali dei Pasdaran nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il 20% del petrolio mondiale, mentre il presidente Masoud Pezeshkian ha ordinato la pubblicazione dei nomi di tutte le vittime dei disordini, contestando le cifre diffuse da media e attivisti all’estero.

Abbas Araghchi

Per l’Unione europea, però, il punto di non ritorno è stato il bilancio umano.

“Migliaia e migliaia di morti, forse trentamila – ha insistito Tajani – davanti ai quali non si può restare neutrali”.

Un messaggio politico chiaro: i Pasdaran vengono posti sullo stesso piano di Isis, al-Qaeda, Hamas ed Hezbollah. Una scelta che, come ha sottolineato Kallas, segna una linea netta: l’Europa, di fronte a repressione e violenze sistematiche, “non è ricattabile”.