Un gesto inaspettato di distensione. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di aver ottenuto il consenso di Vladimir Putin per sospendere le ostilità in Ucraina per una settimana, in vista di una dura ondata di gelo che si abbatterà sul paese.

La richiesta è stata motivata dalle temperature estremamente basse previste, con minime che potrebbero scendere fino a 30 gradi sotto lo zero. L’annuncio è stato fatto durante una riunione del governo degli Stati Uniti, in cui il tycoon ha spiegato la sua iniziativa come un modo per evitare ulteriori sofferenze alla popolazione civile ucraina.
Ondata di gelo in Ucraina: Putin accetta tregua
“A causa del freddo, del freddo estremo, hanno le stesse cose che abbiamo noi. Ho chiesto personalmente al presidente Putin di non aprire il fuoco su Kiev e le altre città per una settimana durante questo periodo e lui ha accettato di farlo. E devo dire che è stato molto bello”, ha affermato Trump, sottolineando l’importanza di questa sospensione temporanea dei bombardamenti.
Il presidente americano ha aggiunto che molti critici avevano messo in dubbio la possibilità di ottenere una risposta positiva da parte di Putin, ma ha confermato che la decisione è stata accolta favorevolmente da tutte le parti coinvolte.
“Molti hanno detto: ‘Non sprechi la telefonata. Non lo otterrà. E lui l’ha fatto, e siamo molto contenti che l’abbiano fatto, perché oltre a tutto il resto, non è quello di cui hanno bisogno, missili che colpiscono le loro città. Quindi ho pensato che fosse una cosa molto, molto buona, e l’Ucraina quasi non ci credevano, ma ne erano molto felici, perché stanno lottando duramente”.
La questione territoriale
Nonostante il rallentamento delle ostilità, la questione territoriale resta il “fulcro principale” delle trattative di pace tra Ucraina e Russia. Lo ha dichiarato Yuri Ushakov, consigliere presidenziale russo, durante un’intervista con Channel One, citata da Interfax.
Secondo Ushakov, anche se il focus principale dell’accordo riguarda la rivendicazione territoriale sul Donetsk, il tema è ancora oggetto di discussioni intense tra le parti, e “probabilmente sarà molto difficile” trovare un accordo completo su questo punto.
“Abbiamo ridotto l’insieme delle questioni a una sola, centrale: la rivendicazione territoriale sul Donetsk. Probabilmente sarà molto difficile, ma nonostante ciò il lavoro su questo punto è in corso”, ha detto Ushakov, evidenziando la complessità delle trattative.
Nonostante le difficoltà politiche, il segretario di Stato Marco Rubio ha riconosciuto che c’è ancora molta strada da fare prima di arrivare a una soluzione definitiva.
“So che è in corso un lavoro attivo per cercare di capire se le posizioni di entrambe le parti possano essere conciliate. È ancora un ostacolo che non abbiamo superato”, ha dichiarato Rubio durante una commissione del Senato, riferendosi alla difficoltà per l’Ucraina di considerare un eventuale cambiamento dei confini territoriali.
Un passo avanti verso la de-escalation
L’annuncio di Trump ha avuto anche un risvolto positivo per la presidenza ucraina. Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina, ha sottolineato l’importanza della sospensione dei bombardamenti, definendola “una dichiarazione importante”.
In un post su X, Zelensky ha ringraziato Trump per il suo impegno, evidenziando l’importanza di garantire la sicurezza di Kiev e di altre città ucraine durante il rigido periodo invernale.

“L’approvvigionamento energetico è fondamentale per la vita”, ha scritto Zelensky, “Apprezziamo gli sforzi dei nostri partner per aiutarci a proteggere vite umane. Grazie, Presidente Trump!”.
Inoltre, Zelensky ha confermato che i colloqui tra le delegazioni di Mosca e Kiev si erano già svolti negli Emirati Arabi Uniti, aggiungendo che “le misure di de-escalation contribuiscono a un reale progresso verso la fine della guerra”.

Steve Witkoff, inviato della Casa Bianca, ha confermato che i colloqui tra Russia e Ucraina proseguiranno tra circa una settimana, con sviluppi “positivi” nelle discussioni.
“Le parti stanno discutendo del territorio e stanno accadendo molte cose positive”, ha dichiarato Witkoff durante una riunione di gabinetto, aggiungendo che “l’accordo sul protocollo di sicurezza è in gran parte completato, così come quello sulla prosperità”.
Tuttavia, la delegazione statunitense non parteciperà ai prossimi colloqui a Abu Dhabi sul tema dell’Ucraina. Secondo Yuri Ushakov, questo si inserisce nella decisione di mantenere “contatti bilaterali a un livello inferiore” con gli Stati Uniti e l’Ucraina.
La crisi energetica a Kiev
Nel frattempo, la capitale ucraina continua a fare i conti con gravi carenze di riscaldamento a causa dei danni alle infrastrutture energetiche provocati dai bombardamenti russi.
Vitaly Klitschko, sindaco di Kiev, ha riferito che circa 378 edifici nella capitale sono ancora senza riscaldamento.
“Circa 378 palazzi a Kiev sono ancora senza riscaldamento. La maggior parte si trova a Troyeschyna. Alcuni si trovano in diversi altri quartieri della capitale. Nel corso della giornata di ieri, i primi 100 edifici di Troyeschyna sono stati allacciati alla rete di riscaldamento. Stasera, altri 50”, ha scritto Klitschko sul suo canale Telegram.
In this emergency situation, the city is taking special measures to support those who are unable to look after themselves. This includes ensuring the continued operation of residential care homes for the elderly, psychoneurological residential institutions, and facilities housing… pic.twitter.com/OuVvw7GG26
— Віталій Кличко (@Vitaliy_Klychko) January 13, 2026
L’aiuto dell’Italia
In risposta alla grave crisi energetica che sta colpendo l’Ucraina, l’Italia ha inviato un primo lotto di aiuti per fronteggiare l’emergenza. Giorgia Meloni, premier italiana, ha confermato che il nostro Paese sta fornendo sostegno concreto all’Ucraina, attraverso la consegna di caldaie industriali e generatori elettrici per affrontare le difficoltà causate dai bombardamenti russi sulle infrastrutture civili.
“Si tratta di un impegno assunto dalla premier Giorgia Meloni con il presidente Volodymyr Zelensky in occasione del loro incontro a margine del Consiglio europeo dello scorso ottobre 2025”, ha dichiarato Palazzo Chigi. “Oggi si completa la consegna del primo lotto di 78 caldaie industriali e ulteriori 300 saranno consegnate nelle prossime settimane, per una capacità totale di circa 900 MW termici”.
Le caldaie, dal valore complessivo di 1,86 milioni di euro, sono state distribuite in 10 regioni ucraine, in un’operazione che mira a ridurre la crisi umanitaria causata dalla mancanza di riscaldamento.
Il bilancio umano
Infine, uno studio pubblicato dal Center for Strategic and International Studies di Washington ha rivelato il tragico bilancio della guerra in Ucraina. Secondo lo studio, quasi 1,8 milioni di soldati russi e ucraini sono morti, feriti o dispersi dall’inizio del conflitto. Le stime parlano di circa 325.000 morti e feriti tra le forze russe e tra i 100.000 e i 140.000 tra i soldati ucraini.
Lo studio sottolinea come la Russia, nonostante abbia una forza militare numericamente superiore e una popolazione più vasta, abbia subito perdite enormi durante il conflitto.